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Anno II - n°8 - 02.10.2003 Pagine Nazionali
Gravidanza: ancora troppi i tagli cesarei
Repubblica Salute
Sempre alto il numero di cesarei nel nostro Paese, siamo primi in questa pratica, derivata probabilmente da un eccesso di medicalizzazione del "percorso nascita".
Tanto per citare qualche cifra dal 1980 al 1999 in Campania si è passati dall’8,5% di cesarei al 51% e in Trentino dall’1,8% al 20% nonostante le raccomandazioni dell’OMS siano chiare: la soglia raccomandata è del 1015% e non andrebbe superata.
La situazione tende a peggiorare quando si scende verso il Sud della penisola, specialmente se si decide di partorire in una clinica privata.Ed ecco cosa dicono le Raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, in materia di parto.
A tutte le donne che partoriscono in una struttura deve venire loro garantito il rispetto dei loro valori e della loro cultura; l’induzione del travaglio deve essere riservata solo per precise indicazioni mediche e in nessuna regione geografica del mondo si dovrebbe avere un tasso superiore al 10%.
Non c’è nessuna ragione principio valevole per ogni regione geografica perché si effettuino più del 10-15% di cesarei. Non c’è nemmeno nessuna prova che dopo un precedente cesareo sia richiesto un ulteriore cesareo per la gravidanza successiva. Parti vaginali, dopo il taglio cesareo, dovrebbero, al contrario, venire incoraggiati.
Non c’è neanche nessuna indicazione per la rasatura del pube e per il clistere prima del parto. La rottura artificiale delle membrane, fatta di routine non ha alcuna giustificazione scientifica e, se viene richiesta, è raccomandata soltanto ad uno stadio avanzato del travaglio. Durante il travaglio si dovrebbe poi evitare la somministrazione routinaria di farmaci se non per casi specifici.
Il monitoraggio elettronico fetale, fatto di routine, deve essere eseguito solo in situazioni mediche particolarmente selezionate e nel travaglio indotto. Si raccomanda anche di non mettere mai la donna nella posizione supina durante il travaglio e il parto. Si deve incoraggiare la donna a camminare durante il travaglio e di scegliere liberamente la posizione per lei più adatta al parto. L’uso sistematico dell’episiotomia non è giustificato.
Sempre secondo le raccomandazioni Oms, il neonato in salute dovrebbe restare con la madre ogni volta che le condizioni dei due lo permettano. Non c’è nessun processo di osservazione della salute del neonato che giustifichi la sua separazione dalla madre.
Infine, secondo gli esperti neonatologi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, si dovrebbe promuovere immediatamente l’inizio dell’allattamento, persino prima che sia lasciata la sala parto.
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