Anno II - n°8 - 02.10.2003 Pagine Nazionali

 


I cellulari forse invecchiano il cervello



I telefoni cellulari e gli strumenti «senza fili» potrebbero far diventare un'intera generazione di giovani anziani anzitempo a causa dei danni cerebrali provocati da queste nuove tecnologie. Lo afferma una ricerca condotta in Svezia all'università di Lund. Lo studio, finanziato dall'istituto nazionale svedese delle scienze dell'ambiente e della salute era diretto a mettere a fuoco gli effetti dell'inteso uso dei cellulari nei giovani e giovanissimi. Secondo Leif Salford, che ha condotto la ricerca che viene riportata sul giornale inglese Indipendent, le microonde di bassa intensità possono favorire il passaggio delle proteine cerebrali dal sangue superando così una delicata barriera biologica che protegge il cervello. Il professor Salford e i suoi collaboratori hanno lavorato per 15 anni sull'argomento: dapprima dimostrando che le radiazioni possono aprire la barriera ematoencefalica permettendo a proteine come l'albumina di penetrare nel cervello; successivamente ha messo in risalto che questo fenomeno porta a danneggiare alcune strutture del cervello. Fino ad ora, ha spiegato il ricercatore non sono mai stati spiegati gli effetti a lungo termine di queste nuove tecnologie; è possibile che i neuroni danneggiati possano autoripararsi in tempo ma le cellule nervose che normalmente non diventano vecchie prima dei 60 anni potrebbero ora diventarlo a 30 anni. Le precedenti preoccupazioni sui telefoni portatili erano legate alla possibilità di aumentare la temperatura del cervello e di causare cancro. Le ricerche condotte su questi temi non hanno portato a risultati definitivi.





 


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