Anno II - n°8 - 28.11.2003 Pagine Nazionali


Alitosi: problema che affligge la metà degli italiani.

Problemi di alito cattivo riguardano un italiano su due. A dichiararlo è il professor Silvio Abati, associato di malattia odontostomatologica all'universita' degli Studi di Milano e vice presidente dell'Associazione italiana per la ricerca sull'alitosi (Aira), che commenta: ''Stimare con precisione quanti italiani ne soffrono e' impossibile ma si puo' dire che il disturbo riguarda oltre il 50% della popolazione''.
Sicuramente l’alitosi è una malattia sociale, che è dovuta spesso a problemi come lo stress ma che ne genera anche molto, creando imbarazzo e portando molti soggetti all’isolamento.
“L’alitosi e' un fortissimo inibitore di contatti sociali'', conferma Fabio Tosolin, presidente dell'Associazione di psicologia comportamentale (Aarba) e professore di psicologia odontoiatrica alla Statale di Milano. Ecco allora cinque utili regole per limitare il rischio alitosi “Ci sono semplici accorgimenti”, riferisce Abati “Facili da seguire e che riguardano alimentazione, stili di vita e igiene orale''. Regola numero uno non mangiare cibi 'alitogeni', aglio, cipolle, porri, cibi piccanti.
Secondo consiglio non saltare i pasti. “Il digiuno prolungato”, ha infatti precisato l'esperto, “Altera l'acidita' del cavo orale e aumenta il metabolismo dei residui di cibo da parte dei batteri che vi abitano, liberando composti volatili responsabili dell'alitosi''. Non a caso i momenti più critici della giornata piu' critici sono la mattina appena svegli e la sera alle 18.00, specie se non si è pranzato. Terza comandamento: vietato fumare. Quarta: prevenire e curare le malattie di denti e gengive.
Ultima regola mantenere un'ottima igiene orale, ad esempio lavare i denti dopo ogni pasto e utilizzare colluttorio e filo interdentale.
Ma questo non basta: ''E' necessario anche pulire bene la lingua quotidianamente'', commenta lo specialista.
Un'abitudine 'snobbata' dalla maggioranza degli italiani. Secondo una ricerca condotta da Eurisko su duemila connazionali maggiori di 15 anni la segue solo il 39% degli intervistati, specie adolescenti (15-17enni) e giovani under 34. Per nulla impeccabile anche l'atteggiamento di chi dovrebbe invece dare il buon esempio. Un sondaggio su cento dentisti ha infatti dimostrato che solo il 50% degli specialisti interpellati si pulisce la lingua con regolarita', anche se il 71% del campione ritiene che si tratti di una buona pratica per evitare l'alitosi provocata dai batteri del cavo orale.





 



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