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Anno II - n°8 - 02.10.2003 Pagine Nazionali
L’alcolismo femminile
Maria Cristina Maggiorelli - Psicoterapeuta - Società italiana di psicosocioanalisi - cristinamaggiorelli@virgilio.it
Dietro una donna che beve molto c’è quasi sempre un uomo che è andato a prendere le sigarette e non è più tornato. Questo, si dice, sorridendo…
Io userò questo motto di spirito come una metafora.
La metafora dell’assenza, del vuoto, dell’abbandono. Metafora che vale anche quando un qualsiasi oggetto d’amore è fisicamente presente.
L’alcolismo femminile sembra proprio provenire da un’ inaspettata e mai preventivata “ assenza”, da un grande investimento affettivo che si è dissolto in un’ insopportabile delusione.
Se il senso di fallimento, che sempre accompagna l’alcolista, è nell’uomo più vasto e articolato perché comporta anche una resa davanti alle richieste sociali, lavorative, finanziarie e affettive della sua vita, nella donna il cerchio sembra chiudersi nell’area dei sentimenti.
E’ come l’esterno e l’ interno : se l’uomo beve sotto le luci di un Bar, la donna si nasconde nel buio della sua casa. E’ anche per questo che la vergogna e l’autocontrollo sono in lei molto più pesanti.
Bere è uno di quei piaceri che la psicoanalisi definisce come “ orali “. E’ il piacere più antico nella storia dell’individuo : da piccolo, l’essere umano è stato nutrito dalla madre, ricavandone non solo un benessere alimentare, ma un’intera costellazione di godimenti quali il calore di un corpo e di una presenza, carezze e sorrisi, l’ importanza di “ esserci “. Tutto questo rappresenta l’anti-assenza.
Ognuno di noi porta dentro un carico di nostalgia : a volte è un carburante, a volte spinge a pericolose regressioni. Nella donna che fa uso di alcol, la regressione è più devastante perché le ripropone un conto che sembrava saldato, un conto per crescere : staccarsi dalla madre, amore primario, per cercare un oggetto d’amore opposto, l’uomo. Una fatica raddoppiata, rispetto al maschio che può soggiornare sempre nell’universo femminile.
Ho conosciuto una donna che assumeva le sue dosi di alcolici, preparandole prima con estrema cura in un biberon. Regressione ingenua e terribile.
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