Anno II - n°8 - 28.11.2003 Pagine Nazionali


Da Eurispes e Telefono Azzurro una fotografia dei bambini e adolescenti italiani

clicMedicina - redazione@clicmedicina.it 

E' stato diffuso in questi giorni il 4° Rapporto Nazionale sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza, un “identikit” del bambino e dell’adolescente, mai condotto prima d’ora in Italia.
Riportiamo alcune panoramiche salienti rilevate grazie alla somministrazione, nelle scuole italiane, di questionari semistrutturati, a risposte chiude e semichiuse.

 

LA SALUTE. 

Questa sezione ha portato in superficie rilevanti nuclei di criticità sul piano della salute, come la reiterazione di modelli di alimentazione errati, tipici delle società opulente occidentali: in Italia resta quasi invariata la percentuale (36%) di ragazzi tra i 6 ed i 17 anni in sovrappeso. 

È opportuno registrare inoltre la crescita quasi costante dei sofferenti di disturbi allergici, passati dal 6% del 1993 all’8,2% del 2001, da collegarsi in primo luogo a fattori ambientali come la presenza di smog e traffico. In questo senso, l’inquinamento dell’aria può essere considerato tra i principali responsabili dell’incremento dei disturbi allergici nelle aree metropolitane del nostro Paese. Considerando il quadriennio 1997-2001, nei comuni centro delle aree di grande urbanizzazione – ovvero Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Palermo, Catania e Cagliari – il fenomeno delle allergie si è intensificato in misura piuttosto rilevante (+2,1%). Nei comuni situati alla periferia delle metropoli, invece, l’incidenza dei disturbi allergici è aumentata, in 4 anni, dello 0,6%; tuttavia, in questi centri il fenomeno ha fatto registrare valori particolarmente elevati (9,1% nel 1997 e 9,7% nel 2001), superiori a quelli rilevati nei comuni centro delle aree di grande urbanizzazione. Il Rapporto di quest’anno segnala, infine, la scarsa sicurezza e appropriatezza dei farmaci prescritti e somministrati ai bambini: molti nuovi farmaci in commercio non sono stati registrati per l’uso in età pediatrica. 


L’ABUSO, LO SFRUTTAMENTO E I DIRITTI VIOLATI.
Sono sempre più allarmanti i dati che riguardano le vittime di abuso sessuale. Le statistiche del 2003 registrano infatti un dato preoccupante: dopo il picco nell’anno 2000 (700 vittime di abuso) e una generale diminuzione nel 2001 e nel 2002, il dato parziale relativo ai primi sette mesi del 2003 fa registrare un aumento del +17,7% rispetto allo stesso periodo del 2002. Genitori, zii e conviventi: sono questi i responsabili maggiori degli abusi che avvengono fra le mura domestiche nell’80% circa dei casi. Nello specifico sono comunque i genitori i principali artefici degli abusi: essi rappresentano, nella casistica in esame, la categoria con percentuali più elevate raggiungendo il valore di picco nel 2001 (61,9%). Ma al secondo posto troviamo gli zii con percentuali che vanno dal 12,4% (anno 2001) al 17,4% (anno 2000) seguiti da un convivente del genitore con la percentuale più elevata nel 1999 (15,8%). Mostra allarmanti curve di crescita anche il ripetersi di forme di sfruttamento e di abuso a danno di bambini e adolescenti (comprese quelle consumate in famiglia o a fini commerciali, la prostituzione minorile, la pedofilia, ecc.).
In tema di sfruttamento in Italia, i minori di 15 anni che lavorano corrispondono a 147.285, pari al 3,1% dei ragazzi di quella fascia d’età. I minori sfruttati costituiscono lo 0,66% della popolazione minorile totale, contro il 3,1% di bambini che lavorano, e in valori assoluti, sono pari a 31.500.


IL DISAGIO, LA DEVIANZA E LA GIUSTIZIA MINORILE.

La rilevazione condotta prendendo in esame la diffusione di modelli e di comportamenti a rischio, ha registrato tra i giovani tra i 12 e i 19 anni un elevato consumo di alcolici (il 26,1% li consuma “spesso” e ben il 45,3% “occasionalmente) e superalcolici (con un uso frequente per il 12,7% e occasionale per il 30,5%).
Per quanto riguarda l’assunzione di droghe, si registra una discreta tendenza a consumare hashish e marijuana: usa spesso queste sostanze il 6,5% degli intervistati, più raramente l’11,3%.
Segue, con percentuali più contenute, il consumo di cocaina, molto frequente per l’1,8% dei giovani e occasionale per il 2,8%, mentre l’eroina registra un grado di penetrazione minore. Il consumo delle droghe di sintesi tende ad affermarsi prevalentemente in contesti specifici, spesso legati alla vita notturna: ketamine, crystal ed ecstasy vengono utilizzate “spesso” o “occasionalmente” da oltre il 4% del campione. In ogni caso, una delle caratteristiche dei consumatori delle nuove droghe è la poliassunzione, ossia la tendenza ad assumere più sostanze in una stessa serata: negli ultimi anni, a quelle tradizionali si è aggiunta una grande varietà di nuove droghe ed è sempre più frequente il consumo legato al divertimento e al tempo libero.
Il fenomeno della devianza minorile, infine, non è facilmente quantificabile per via del cosiddetto numero oscuro, rappresentato da quella quota di reati non conosciuta alle autorità giudiziarie a causa delle mancate denunce. In riferimento alla nazionalità, il collocamento in comunità riguarda nel 57% circa dei casi gli italiani (752 su 1.326), nel 36% gli stranieri (478) e nel 7% i nomadi (96). Ad usufruire della misura del collocamento in comunità sono in prevalenza i maschi (92% circa dei casi).






 



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