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Anno II - n°7 - 16.09.2003 Pagine Nazionali


Cibi e mal di testa: ancora incertezze



Non e' stato ancora trovato un rapporto chiaro tra attacchi emicranici e alimentazione, quel che e' certo e' che solo il 30-35% dei soggetti con emicrania va incontro ad attacchi di mal di testa dopo aver mangiato certi cibi, mentre tra questi meno dell'1% risolve il problema emicrania eliminando uno o piu' cibi dalla propria dieta. Lo riferisce in un intervento nel corso del convegno mondiale sulle cefalee che si tiene fino a domani a Roma la responsabile del centro di Cefalee primarie dell'Università' di Torino, Livia Savi. A breve, ha anticipato la ricercatrice, inizieranno studi per identificare eventuali relazioni biochimiche tra un certo cibo e l'attacco di emicrania; così come le associazioni di cibi che possono diventare un fattore scatenante. "Attualmente infatti il paziente può solo andare per tentativi per arrivare a stilare un elenco di cibi colpevoli - spiega Savi - andando per esclusione come si fa per le intolleranze alimentari". Lo stesso discorso vale per i bambini, prosegue, i genitori dovrebbero studiare eventuali connessioni tra l'alimentazione dei propri figli con certi cibi e il subentrare del mal di testa. I cibi piu' comunemente ritenuti responsabili di attacchi emicranici, ricorda l'esperta, sono il cioccolato, i formaggi, gli insaccati, le carni affumicate, alcuni legumi e la frutta secca, mentre oggi non ci sono diete ad hoc preventive, anche se sembra siano protettivi i cibi ricchi di magnesio. Per quei soggetti che hanno emicrania legata alla dieta, inoltre, l'alcol dovrebbe essere bandito perché sembra che alcune sostanze contenute negli alcolici vadano ad interferire con i recettori della serotonina, molecole sulla superficie dei neuroni che mediano il messaggio tra cellule nervose, scatenando così l'attacco di emicrania. La caffeina e sostanze analoghe contenute in tè e bibite possono avere a loro volta un ruolo, anche se, precisa l'esperta, spesso gli emicranici hanno forti attacchi conseguenti a brusche sospensioni dell'assunzione di caffeina. Poiché i dati oggi disponibili tra cibi ed emicrania sono non conclusivi e spesso controversi, conclude Savi, la cosa migliore e' che il paziente non esageri nelle rinunce, che sono necessarie solo per una parte di coloro che soffrono di emicrania e comunque devono avvenire solo dopo un attento esame che permetta la comprensione chiara di quali siano veramente i cibi da bandire a tavola.

(ANSA da www.farmacia.it  )