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Anno II - n°6 - 27.05.2003 Pagine Nazionali

Vaccini di nuova generazione: tecnologia virosomale

R. Soncini - Direttore Medico Berna Biotech Italia

I vaccini sono stati utilizzati in modo empirico molto tempo prima della scoperta dei principi teorici che sono la base della vaccinologia.
I progressi successivi portarono alla ricerca di adiuvanti, caratterizzati da immunogenicità spiegabile scientificamente e programmabile.
Molti sono i fattori determinanti per lo sviluppo di una adeguata immunità umorale cellulo mediata; tra questi si segnalano:


Fattori relativi all’immunogeno ed al protocollo vaccinale

  • Dose dell’antigene

  • Natura dell‘adiuvante

  • Via utilizzata per l‘immunizzazione

  • Qualità dell‘antigene

  • Qualità dell‘Antigen Presenting Cell (APC) Attivazione di segnali costimolatori diversi.

  • Fattori relativi all’ospite che riceverà la preparazione vaccinale

  • Background citochinico e genetico

  • Status immunologico

  • Età

 

I meccanismi immunomodulatori degli adiuvanti sono svariati e comprendono:

  • Induzione della penetrazione dell’antigene nel microambiente più adeguato;

  • Modulazione del rilascio dell‘antigene in circolo (funzione di deposito dell’antigene)

  • Attivazione delle APC e del processamento antigenico

  • Attivazione della cascata di complemento

  • Induzione della presentazione antigenica con molecole MHC di classe I (stimolazione dei CTL CD8+) oppure MHC di classe II (stimolazione dei TH CD4)

  • Stimolazione della produzione di citochine di tipo 1 (prevalente attivazione dell‘immunità cellulo mediata) o di tipo 2 (prevalente attivazione dell‘immunità umorale) Induzione della sintesi di anticorpi appartenenti ad isotipi differenti.

Sono disponibili oggi particolari adiuvanti, realizzati mediante una nuova tecnologia e definiti Immunopotentioning Reconstitued Influenza Virosomes (IRIVs) nei quali gli agenti virali sono incorporati nel doppio strato lipidico di liposomi, particelle che consentono al vaccino di ottenere un effetto immunogenetico ottimale senza particolari problemi di reattogenesi; vengono prodotti rimuovendo le glicoproteine influenzali (HA e NA),combinando la lecitina (70%) la cefalina, (20%), e fosfolipidi derivanti dall‘involucro virale (10%).
I vaccini antinfluenzali sono andati incontro ad una notevole evoluzione nel tempo, che ha visto succedersi ai vaccini a virus intero, vaccini a split virus e in seguito a subunità virali.
La nuova generazione di vaccini antinfluenzali ricorre ad adiuvanti virosomali. I virosomi  hanno grandi potenzialità future; sono possibili infatti diversi usi alternativi come „carrier“ di vaccini peptidici (malaria, epatite C), per il trasporto di farmaci al cytosol e per il trasporto di vaccini genici (DNA) grazie ad un particolare meccanismo d’azione.

 

L'articolo è pubblicato su www.ilmedicosportivo.it