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Anno II - n°6 - 27.05.2003 Pagine Nazionali

Maschile e Femminile: attività e passività

M. Cristina Maggiorelli – Psicoterapeuta

Dopo i famosi anni Sessanta e Settanta, di cui parla N.Bobbio, abbiamo visto i ragazzi farsi crescere i capelli e adornarsi di orecchini. Abbiamo visto le ragazze rincorrere un posto di lavoro con la caparbietà, tutta maschile, di realizzare un sogno : carriera o semplice realizzazione personale. Il tutto, comunque, fuori dalle mura domestiche, ma senza escludere la priorità dei SENTIMENTI, che anche oggi sono in testa alle classifiche, solo nel mondo giovanile. Che fatica, ragazzi, coniugare il MASCHILE e il FEMMINILE, senza neppure accorgersene ! Una tale fatica che qualcuno si è perso. Ognuno di noi – e quella rivoluzione riuscita ce l’ha sussurrato – possiede una parte maschile e una femminile, a tutte le età e a tutte le identità sessuali conclamate e definitive. E’ anacronistico ormai dire che “l’uomo non deve chiedere, né piangere mai ! “, così come è stucchevole affermare che la donna è “l’angelo del focolare “. I disagi nella sessualità giovanile derivano, a mio avviso, dalla confusione e dalla non riuscita fusione di MASCHILE e FEMMINILE. Il ragazzo che mal sopporta la delusione, perché nella sua storia personale è stato bollato troppo col marchio del “fallito”, si sentirà sempre sotto esame e si boccerà da solo alla prima prova per lui insufficiente, sgonfiandosi, al femminile, come una torta poco lievitata. Diserterà, è probabile, tutti i “forni “dell’erotismo, approdando infelicemente –e speriamo di no- all’ascetismo o a una omosessualità non scelta, ma paradossalmente meno ansiogena. Oppure diventerà un ginnasta dell’erotismo, senza anima. Puro specchio. Un errore per difetto o eccesso, porta sempre infelicità, stasi, PASSIVITA’. La ragazza che si specchia troppo nel MASCHILE può cadere in un eccesso di attività, pretese, iniziative che disarmano un ragazzo. Questo atteggiamento è tuttavia più frequente nella donna adulta che, raggiunti certi traguardi quali la carriera e i soldi, assimila le parti peggiori del maschio. La ragazza giovane è più incline, purtroppo, a un recupero della PASSIVITA’, quando si trova faccia a faccia con le sue difficoltà interne. Anche in questo caso conta più la sua storia personale che i costumi sociali, che non castigano più di tanto. Questo tipo di ragazza, generalmente si autoimmola , sottostando ai desideri del suo partner, per “voglia di carezze”. In questo momento mi viene in mente il caso di una ragazza che, affetta da una forma di vaginite acuta e recidiva mi confessò che faceva regolarmente e frequentemente l’amore con il suo ragazzo, soffrendo molto fisicamente, solo per garantirsi quella tenerezza e quelle attenzioni che la salvavano da una vita difficile nella quale erano caduti tutti i suoi punti di riferimento. (3) Lenin diceva, per ragioni politiche, legate alla paura di una liberalizzazione del sesso “Fare l’amore, non è come bere un bicchiere d’acqua” Oggi abbiamo il dovere di preoccuparci non dell’acqua, ma dei veleni.





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Il nuovo volto della sessualità giovanile