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Anno II - n°6 - 27.05.2003 Pagine Nazionali
Le sostanze sotto accusa
clicMedicina - redazione@clicmedicna.it
Molte altre sono le sostanze chimiche presenti nell’ambiente che possono interferire con una normale funzione riproduttiva. Alcune di queste, come i pesticidi, le diossine, i fitoestrogeni, possono ‘simulare’ o addirittura bloccare l’azione degli ormoni sessuali maschili, alterare il delicato equilibrio ormonale dell’organismo e causare così delle forme di sterilità ‘pre-testicolare’. Altre, come il 2-bromopropano, un solvente usato con i clorofluorocarburi (CFC), possono indurre un danno testicolare diretto, andando a colpire in particolare le cellule progenitrici degli spermatozoi. Altri studi hanno dimostrato come gli estrogeni assunti dalla madre attraverso il cibo o anche con l’inquinamento (anche delle falde acquifere), possono ridurre già nel neonato il numero degli spermatozoi che si sarebbero sviluppati nel tempo. Un’altra sostanza sul banco degli imputati è il PVC, che infatti, alla luce degli studi condotti, è stata eliminata ad esempio dalle bottiglie di plastica per l’acqua minerale e dalle condutture dell’acqua. Anche se sembra che sia presente ancora, anche se in minime quantità, nel ‘ciuccio’ dei bambini. E’ sicuramente molto difficile comunque agire a livello di prevenzione primaria, sull’ambiente, in campo andrologico e non solo poiché è enorme il numero delle sostanze con un possibile effetto negativo sulla salute.
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