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Anno II - n°6 - 27.05.2003 Pagine Nazionali

Per il Sesso del Proprio Figlio Attenzione alla Stagione

Aldo Franco De Rose - afdr@libero.it 

Il sesso del proprio figlio? Niente più cibi o posizioni particolari durante il rapporto sessuale. Ma nemmeno manipolazioni genetiche. Basta concepire in particolari mesi dell’anno per aumentara la probabilità di avere un maschio o una femmina. E’ questa la conclusione di uno studio condotto Angelo Cagnacci, medico ginecologo del Policlinico di Modena, assieme ai colleghi Renzi , Arangino, Alessandrini e al suo direttore prof Antonio Volpe, che hanno analizzato l’andamento del rapporto tra i neonati maschi e femmine al variare del mese di inizio della gravidanza. In particolare è stato osservato un aumento del rapporto maschi femmine per i concepimenti avvenuti tra settembre e novembre. Al contrario, tale rapporto decresce per le gravidanze iniziate tra marzo e maggio. In termini più semplice tutto questo vorrebbe dire che la gravidanza d’autunno, più probabilmente, consentirà di vedere un maschio, quella primaverile una femmina. Lo studio, pubblicato sulla rivista Human Reproduction, ha analizzato 14 mila nascite in un periodo di sei anni. “Ciò che è risultato affascinante”, spiega Angelo Cagnacci che ha coordinato lo studio, "E' la differenza, nel concepimento di bimbi maschi, in mesi e periodi favorevoli molto più frequentemente rispetto a quello delle femmine". 

In conclusione: si ha più probabilità di concepire un maschio se lo si prova a concepire tra settembre e novembre mentre tra marzo e maggio è più probabile concepire una femmina. "Il nostro studio", continua Cagnacci, "Mostra una prevalenza di femmine concepite in stagioni con fertilità ridotta e, per contrasto, una maggiore prevalenza di maschi in quella di maggiore fertilità. Il risultato conferma l’ipotesi che il concepimento di un maschio avviene meno frequentemente in quelle condizioni definite sub ottimali per i primi mesi di vita Da un punto di vista biologico quindi il sesso debole sarebbe quello maschile e la natura compenserebbe questo svantaggio facendo nascere i maschi nei periodi dell’anno più favorevoli dal punto di vista climatico, al fine di incrementarne le probabilità di sopravvivenza"