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Anno II - n°6 - 27.05.2003 Pagine Nazionali

Una em@il alla commissione Igiene e Sanità

L’Infertilità Maschile nella Procreazione Medica Assistita. Dimenticati gli Andrologi


Aldo Franco De Rose - aldofrancoderose@clicmedicina.it 

La nuova proposta di legge sulla Procreazione Medica Assistita non prevede nessuna figura professionale che curi il 30% dei maschi infertili.
Lo sostengono gli andrologi italiani (SIA) che, in una nota inviata alla Commissione Igiene e Sanità, specificano che la legge 15124 sulla procreazione medica assistita, così come concepita, oltre a “vietare la fecondazione eterologa, il congelamento degli embrioni, il supporto del Sistema Sanitario Nazionale, nega al 30% degli uomini infertili il diritto di essere curati”.
Quindi gli andrologi dimenticati o estromessi? Gli Andrologi non ci stanno e sono decisi a dare battaglia sino in fondo. Il motivo di queste protesta trae origine dal fatto che "l’attuale proposta di legge, dice il Presidente della SIA il prof. Edoardo Austoni, "non prevede la figura professionale dell’andrologo per la cura dell’ infertilità maschile."

Nonostante le prese di posizione ufficiali da parte della Società Italiana di Andrologia, i rappresentanti della maggioranza nella Commissione Igiene e Sanità, non hanno concesso nulla e sembrano intenzionati a portare la discussione all’Aula del Senato, che dovrebbe avvenire a metà giugno. 

"Si tratta", dice il prof. Luigi Chiappetta, "di una omissione incomprensibile in quanto, già dal 1987, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, dichiarava che, ogni qual volta, una coppia si presenta per un caso di infertilità è necessaria una valutazione dell’uomo”.