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Anno II - n°6 - 27.05.2003 Pagine Nazionali

I sintomi della depressione


Alcuni sintomi si riscontrano in maniera costante in tutti i casi presi in esame.
È sempre presente un abbassamento del tono dell'umore, che si manifesta sotto forma di profondo dolore morale, perdita dello slancio vitale e della possibilità di provare sentimenti quali gioia o entusiasmo, perdita di interesse per le normali attività svolte.
Costantemente presente è anche un vissuto soggettivo di perdita di senso dell'esistenza e un impoverimento affettivo che coinvolge i rapporti sia personali, sia sociali.
Qualunque attività o impegno, viene vissuto come estremamente faticoso e tale da richiedere una quantità di energia che i pazienti non sentono di avere a disposizione.
Si nota nel contempo anche una spiccata difficoltà decisionale, ciò spesso in netta contrapposizione con le caratteristiche di personalità precedenti l'insorgenza del disturbo depressivo. Tale difficoltà decisionale si manifesta inizialmente nell'attività lavorativa, ma può anche investire qualunque azione che coinvolga il soggetto. Altro sintomo che interviene stabilmente nei pazienti appartenenti a questo gruppo è il senso di colpa (accompagnato da autosvalutazione e disprezzo di sé) che trae le proprie origini dal fatto che i soggetti, da un lato, si rendono conto dei loro cambiamenti in negativo nei confronti del sociale, dei familiari e di se stessi; dall'altro, si sentono impotenti e assolutamente incapaci di modificare la situazione. Il senso di colpa è ulteriormente aggravato da quello che possiamo chiamare "il pregiudizio della volontà".
Possiamo dire, infatti, che quasi sempre è presente il convincimento che lo stato depressivo in cui il paziente si trova potrebbe essere superato mediante un atto di volontà: se volesse, potrebbe uscire dall' "impasse" in cui si trova, ma ciò non avviene perché il paziente non ha volontà sufficiente. La volontà è la quantità di energia psichica che una persona ha a disposizione e che quindi può investire nelle proprie attività quotidiane. Fa però parte del quadro depressivo, cioè dello stato di malattia, una netta riduzione della quantità di energia di cui un soggetto può disporre e risulta quindi evidente che non si può puntare sulla volontà per il superamento di una crisi depressiva. Il riscontro clinico fornisce, purtroppo, una enorme diffusione del "pregiudizio della volontà", che prescinde dal livello sociale, dal tipo di cultura e dal livello intellettivo, e allo specialista è richiesto uno sforzo supplementare per sottolineare la falsità, l'infondatezza oltre ai danni, che tale pregiudizio provoca, in quanto alimenta i già presenti sensi di colpa.
Altro sintomo costante e conseguente alla riduzione dell'energia psichica di cui il soggetto dispone è costituito dall'astenia, cioè dal senso di stanchezza molto accentuata, non motivata da impegni fisici, che si presenta già al risveglio mattutino e che, in otto casi del nostro campione, ha raggiunto una gravità tale da rendere impossibile lo svolgimento della propria attività lavorativa.
In questi otto casi, di particolare gravità, è anche presente uno spiccato rallentamento psicomotorio, tale da determinare, a livello fisico, una riduzione dei movimenti mimici facciali (animia) e un rallentamento generale dei movimenti spontanei di tutto il corpo e, a livello psichico, una dolorosa sensazione di vuoto mentale. A livello psichico è comunque presente in tutti i casi una più o meno marcata riduzione della prestazione intellettiva, conseguente al fatto che l'abbassamento del tono dell'umore determina un deficit di alcune funzioni psichiche quali attenzione, concentrazione e memoria.
I sintomi finora descritti interessano in misura variabile tutti i casi del gruppo diagnosticato preso in esame.
Altri sintomi della serie depressiva hanno invece una distribuzione meno omogenea.
La sfera sessuale è coinvolta nel 65% dei casi e i disturbi si manifestano sotto forma di un netto calo della libido. Il desiderio sessuale si riduce sia nella donna che nell'uomo e, in questo secondo caso, sono frequenti (42%) i casi di impotenza. Nella donna è costante il riscontro di anorgasmia. I disturbi alimentari si riscontrano nel 73% dei casi e si manifestano prevalentemente con una riduzione dell'appetito e quindi dell'alimentazione. In dieci casi si è verificato un calo ponderale superiore a 5 Kg nell'arco delle ultime 4 settimane. Solo in tre casi si è registrato il fenomeno opposto, cioè un esagerato aumento della introduzione di cibo e conseguente aumento ponderale.
Diffusi sono anche i disturbi del sonno, che interessano l'83% dei casi presi in esame. All'interno di questi è presente una riduzione del numero delle ore dormite ed è caratteristico il fenomeno del risveglio precoce. I pazienti presentano saltuariamente un problema di addormentamento (7%), mentre sono nettamente più frequenti (90%) parecchi risvegli notturni e soprattutto il destarsi nelle primissime ore mattutine (3-4 ore prima rispetto all'ora abituale) accompagnato da penosi pensieri riguardanti il passato, il presente e il futuro. Solo nel 3% dei casi i disturbi del sonno sono caratterizzati dall'ipersonnia, cioè da un numero di ore dormite, anche 15-16 al giorno, con un chiaro significato di fuga difensiva rispetto al malessere che lo stato depressivo comporta. Altro sintomo comune e caratteristico della depressione è quello della "alternanza diurna", riscontrabile nell'85% dei pazienti di questo gruppo. Consiste nel fatto che i pazienti si sentono più depressi e angosciati durante le ore del mattino, mentre dichiarano un certo miglioramento della sintomatologia nelle ore pomeridiane e soprattutto serali.
Nel 70% dei casi sono presenti fantasie relative alla propria morte espresse in forma varia (desiderio di addormentarsi e non risvegliarsi più al mattino, desiderio di infarto, desiderio di morire a causa di un incidente stradale, ecc. ). Tali fantasie trovano la loro spiegazione nel fatto che i pazienti provano, nello stato depressivo, un profondo dolore che sembra immutabile e immodificabile nel tempo: di conseguenza, la morte viene vissuta come liberatoria.

L'ideazione suicidaria è presente nel 15% dei casi. Mentre nelle fantasie di morte quest'ultima è invocata ma viene lasciata alla decisione del fato, nel caso dell'ideazione suicidaria è presente un progetto di suicidio che, a seconda della gravità dello stato depressivo, è sempre più preciso e particolareggiato. Il più delle volte il progetto rimane tale. Nel campione che stiamo considerando, i tentativi di suicidio messi in atto prima dell'inizio della terapia sono stati 13 e i pazienti a elevato rischio erano dieci. In questi casi, soprattutto nelle prime due-tre settimane di terapia, quando cioè la sintomatologia non era ancora ridotta dall'attacco farmacologico, è stato importante l'aiuto dei familiari al fine di evitare la messa in atto dei propositi anticonservativi.

 

 www.depressione-ansia.it