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Anno II - n°7 - 29.07.2003 Pagine Nazionali


Sirchia: «Non date più l’alcol ai giovanissimi»

Il ministro: «E’ un’emergenza come la droga. La legge c’è, manderò i Nas nei locali per farla rispettare»


di CARLA MASSI da “Il Messaggero” 27/07/03

ROMA - Si comincia con un aperitivo leggermente alcolico. E’ gelato, va giù bene. Bevuto con gli amici sembra ancora più buono: fa sentire grandi, dà un po’ di euforia, batte l’insicurezza. Dall’innocente bravata di una sera al bar della spiaggia si passa all’ordinazione quotidiana, anche due volte al giorno. Poi il gioco si fa più duro: cresce la curiosità di provare. Una o due birrette insieme alla pizza, qualche bicchiere di vino e, per dimostrare che si è davvero cresciuti, amari e liquori. Età dei protagonisti: dagli 11 ai 16 anni. Che, in barba ad un articolo del codice penale che vieta la somministrazione dell’alcol a chi ha meno di 16 anni, gustano le bevande alcoliche con estrema disinvoltura. Troppa, tuona il ministro della Salute Girolamo Sirchia, che ha deciso di far rispettare le regole e di inviare i carabinieri dei Nas a vigilare nei locali pubblici dei luoghi di villeggiatura.
Ministro, è così preoccupato dal fenomeno da decidere di far intervenire i carabinieri?
«Sono preoccupatissimo. E tutte le famiglie dovrebbero esserlo. I dati di uno studio dell’Istituto superiore di sanità non sono affatto confortanti: i nostri ragazzi tra i 14 e i 17 anni bevono troppo. Esiste un articolo del codice penale che li tutela ma, lo vediamo, non è rispettato. E’ arrivato il momento di ricordarlo».
Vuol dire che nei bar si dovranno rifiutare di dare una bevanda alcolica ad un ragazzino?
«Esattamente. E i carabinieri andranno a controllare che la legge venga rispettata. Le località di vacanza possono diventare una buona occasione per avvicinarsi all’alcol anche in tenerissima età».
E se qualcuno fosse colto sul fatto?
«Verrebbe multato e rischierebbe anche la sospensione della licenza. Penso sia meglio cominciare a fare attenzione» 

Il primo passo per una campagna anti-alcol?
«Il venti per cento di chi ha un’età tra i 14 e i 17 anni beve troppo. Soprattutto le ragazze. Non si può ignorare il fenomeno che, per giunta, è in continua crescita. Il gusto dell’ubriacatura è molto preoccupante. I ragazzi, così, mettono a dura prova il loro equilibrio psichico e l’integrità fisica».
Crede che il divieto al bar basti a far desistere i giovanissimi?
«Credo che sia arrivata l’ora di dare nuovi messaggi. Ai ragazzi, ma anche ai loro genitori. Vanno accesi i riflettori su un problema che potrebbe portare conseguenze gravissime. I ragazzi ora sono imbambolati dai modelli tv. Secondo gli spot e le fiction chi beve è sempre forte, vincente, simpatico, disinvolto».
Vuole, dunque, rivelare l’altra faccia dell’alcol?
«Nonsi tratta solo di impaurire ed essere repressivi. Non si può, però, lasciare che le industrie costruiscano le immagini per vendere il prodotto sulla pelle dei più piccoli. Come accade con il fumo». 

Lei parla di conseguenze gravissime...
«L’alcol è una droga. E come tale dà assuefazione e dipendenza. Anche se si è piccolissimi, anche da bambini». Quali danni in particolare?
«L’organismo dei ragazzi così giovani non è maturo per smaltire il carico alcolico. Questa capacità arriva solo da grandi. Nelle donne, anche in età adulta, lo smaltimento avviene con molte più difficoltà rispetto all’uomo». 

Sono proprio le ragazze, per giunta, a bere di più .
«Riscontriamo lo stesso fenomeno per il fumo. Le ragazze iniziano prima e divorano più sigarette. Sia i maschi che le femmine, però, abusando dell’alcol fin dalla tenera età, vanno incontro a vere e proprie devastazioni del sistema nervoso, del fegato e dell’apparato muscolare».
L’alcol, sintomo di un disagio che si affaccia in età sempre più basse?
«La sigaretta, l’eccesso di cibo e l’alcol sono sicuramente sintomi di uno stesso male. Sono i tre maggiori killer dei bambini e degli adolescenti. Stiamo lavorando per aiutare le famiglie ma, loro, devono vigilare. Anche se capisco quanto sia difficile controllare un bambino che passa gran parte della giornata in solitudine perché i genitori devono lavorare». 

E, magari, si consola mangiando tanto e bevendo?
«Non è così infrequente. Non è possibile non voler vedere questo. Mai avrei creduto che ragazzi sotto i 18 anni, come ci indica l’Osservatorio, impazziscono per amari e liquori che hanno un’alta gradazione alcolica. Li bevono lontano dai pasti, si divertono ad ubriacarsi. E, troppo spesso, li usano come autostrada verso la droga».
La finestra dello studio del Ministro affaccia sul ponte dell’Isola Tiberina, il termometro segna 34 gradi. Davanti al chiosco delle grattachecche un gruppone di ragazzi. Amarena, menta, cocco. Di alcol, per fortuna, neppure l’ombra.