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Anno II - n°6 - 27.05.2003 Pagine Nazionali
Un aiuto contro droghe, fumo e gioco d’azzardo
clicMedicina - redazione@clicmedicina.it
Ecco quali problemi vengono affrontati dal Servizio di Verona:
DIPENDENZA DA OPPIOIDI In questo caso il ricovero è sempre concertato con i medici del Sert. Spiega Mezzelani: «Il sistema UROD (ultrarapid opioid detoxification), che prevedeva una narcosi profonda è ormai abbandonato. Viene usato un sistema comunque rapido utilizzando l’antagonista degli oppioidi Naloxone assieme a farmaci antiastinenziali specifici come la Lofexidina, non reperibile in Italia e fatto arrivare dal Regno Unito».
DIPENDENZA DA STIMOLANTI La cocaina sta diventando la "droga primaria" in molti dati ufficiali. Tuttavia spesso il soggetto che usa stimolanti (cocaina, anfetamine, ecstasy, ice, ecc.) non si riconosce come tossicodipendente, rendendo arduo il trattamento. L’aspetto vincolante per il ricovero è l’accettazione da parte del paziente di un breve periodo in comunità residenziale di 610 settimane. Durante la degenza si ricorre spesso alla tecnica di agopuntura con la metodica Acudetox.
DIPENDENZA DA BENZODIAZEPINE «La dipendenza da tranquillanti è in rapida crescita» continua Mezzelani, «interessando sia pazienti dipendenti da altre droghe (poli drug abusers), sia soggetti che lentamente hanno aumentato l’autosomministrazione di tranquillanti fino a dosaggi elevatissimi. Di recente abbiamo detossificato una giovane donna che assumeva da mesi 80 compresse al giorno di un noto sedativo. Riusciamo a disintossicare in 57 giorni usando come farmaco principe il Flumazenil, noto come antagonista delle Benzodiazepine ma che nei soggetti cronici funziona come agonista parziale. Si tratta di un trattamento innovativo anche a livello internazionale».
DIPENDENZA DA TABACCO Attualmente non esiste, in regime di Servizio sanitario nazionale, un’offerta di detossificazione con ricovero ospedaliero per fumatori: a Verona è prevista per quei fumatori che associano a forte dipendenza, refrattarietà alle cure ambulatoriali e patologie organiche. Gran parte dei pazienti viene trattato in regime ambulatoriale, con 350 pazienti presi in carico annualmente, al ritmo di 300 visite al mese. Il Servizio usa diversi test per misurare la gravità della nicotinodipendenza, tra cui il test di Fagerstrom. Oltre alle terapie di tipo farmacologico (Bupropione) e a quelle con prodotti a base di nicotina (cerotti, chewingum, inhaler, compresse), si ricorre molto all’agopuntura. Il ricovero è preceduto da una visita ambulatoriale, ha la durata di circa 7 giorni ed è seguito da un followup telefonico più una visita ambulatoriale di controllo a distanza. «A distanza di un mese dalla terapia il 70% è ancora astinente dal fumo» spiega Mezzelani, «un dato parziale ma significativo».
ALTRE DIPENDENZE Il Servizio si prepara ad affrontare il gambling, che è la dipendenza patologica dal gioco d’azzardo. «Va affrontata spesso con antidepressivi specifici associati a una terapia di tipo comportamentale» conclude il professore. «Non escludiamo di creare una sezione del nostro Servizio proprio per questa forma di dipendenza». Potranno essere affrontate dai medici anche le patologie delle condotte online, forme di dipendenza da doping e in particolare da steroidi anabolizzanti.
Informazioni: Servizio di Medicina delle Dipendenze, Ist. di Medicina Interna C, pol. univ. G.B. Rossi di Verona, tel. 0458074604, email paolo.mezzelani@univr.it
(m. a.) da Salute Repubblica del 15 maggio 2003 Torna all'articolo principale: Copyright © 2002 clicMedicina s.r.l. - Marchi depositati - Riproduzione vietata
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