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Anno I - n°5 - 20.03.2003 Pagine Nazionali

Quando la trasgressione non fa male all’ adolescente, alla sua famiglia, alla società?

Gabriella Ferrigno * – Giorgio Rebolini ** * Psichiatra Psicoterapeuta Dipartimento di Neuro Scienze Università agli Studi di Genova Esperta in Psicopatologia e Psicoterapia dell’adolescenza ** Psichiatra Psicoterapeuta Direttore Dipartimento delle Dipendenze ASL 4 – Chiavarese - gabriellaferrigno@tiscali.it

Si potrebbe dire quando il ragazzo è riuscito ad acquisire una buona capacità di competenza, di autoaffermazione personale, di previsione del proprio comportamento e del comportamento degli altri. Ritorniamo un attimo indietro al rapporto della madre con il bambino : sono importanti all’ interno della relazione gli scambi precoci tra madre bambino, la gestione delle attese, anche se non ci ricordiamo come siamo stati trattati quando eravamo molto piccoli, conserveremo intimamente questa esperienza. Lo sviluppo adolescenziale normale raramente comporta aggressioni fisiche nei confronti degli adulti e/o dei coetanei. Quando le cose vanno relativamente bene gli adolescenti mettono in atto una protesta adolescenziale che definiremo civile e il genitore e gli adulti permettono spazi di movimento senza essere intriganti, ma esercitando anche un controllo flessibile Un adulto di fronte alla richiesta di un adolescente che gli sembra eccessiva dovrebbe negoziare . Però alcuni adolescenti ancora più di altri non amano essere messi in discussione e si irrigidiscono. D’altra parte senza una qualche contestazione un ragazzo non cresce . Quando ci troviamo di fronte a ragazzini troppo miti, troppo legati alla famiglia, che hanno difficoltà ad uscire dall’ambito familiare,ci troviamo di fronte a ragazzini sovente molto inibiti e con bassa autostima nonostante un buon rendimento scolastico, che hanno difficoltà a modulare e a cambiare il rapporto con i propri genitori, che sono impacciati nelle relazioni con i coetanei. Gli adolescenti per crescere hanno bisogno di sperimentarsi al di fuori della famiglia sapendo però che la famiglia c’è e che non sono soli, ma hanno anche la possibilità di scoprire nuovi spazi, di verificare nuove competenze, anche quelle sessuali. Se il genitore si irrigidisce o si arrende all’adolescente che reclama più libertà allora il ragazzo può diventare molto più aggressivo oppure può rinunciare alla propria affermazione personale Nella prima fase adolescenziale (14, 16 anni) durante la quale, se il ragazzo non ha problemi esce dalla famiglia ed incontra il gruppo dei coetanei in cui trasgredire è quasi fisiologico, il genitore non può controllarlo direttamente, deve avere però la fiducia di aver dato al proprio figlio gli strumenti emotivi per cui il ragazzo può rischiare senza perdersi. La capacità di auto regolarsi è importantissima per il funzionamento mentale di un adolescente e si sviluppa a partire dall’infanzia e in relazione con le figure di accudimento Cosa vuol dire autoregolarsi? Vuol dire nei momenti critici sapersi controllare e consolare, avere la capacità di indirizzare il proprio comportamento . Un adolescente normale con una buona stima di sé ha la capacità di indirizzare il proprio comportamento per raggiungere finalità e adattarsi all’ambiente La famiglia poi influenza il modo con cui i bambini imparano a gestire la propria aggressività e a reagire alle. frustrazioni Non è sempre facile capire quando una trasgressione è segnale che qualcosa non funziona a livello individuale, familiare e sociale. Bisogna fare una differenza tra la tendenza fisiologica che serve ad affermare la propria autonomia dagli adulti e la patologia dell’azione deviante.





Approfondimenti:
  • Quando la trasgressione non fa male all’ adolescente, alla sua famiglia, alla società?

 

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Trasgressività e distruttività in adolescenza: il Parere dello Psichiatra

Bibliografia
  • Ammaniti M., Stern D. N. (a cura di) (1992) Attaccamento e psicoanalisi , Bari , Ed. Laterza
  • Jeammet P. (1992) Psicopatologia dell’adolescenza , Roma , Ed Borla
  • Bowlby J. (1988) Dalla teoria dell’attaccamento alla psicopatologia dello sviluppo, rivista di Psichiatria, vol. 23, n 2 Bowlby J. (1988) Una base sicura