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Anno I - n°5 - 26.03.2003 Pagine Nazionali
La riflessione Aldo Franco De Rose - direttoreresponsabile@clicmedicina.it
Il mobbing implica la presenza di un aggressore (mobber), di una vittima (il lavoratore aggredito) e di possibili spettatori ( i colleghi di lavoro). È una forma di maltrattamento psicologico deliberato che avviene con una frequenza elevata e per periodi di tempo protratti, da parte di un superiore (mobbing verticale) o di uno o più colleghi (mobbing orizzontale), che ambiscono ad un controllo sul bersaglio o addirittura alla sua distruzione. Implica sempre una strategia attuata, ma non dichiarata da parte del mobber. Gli ambienti lavorativi sono molti ma soprattutto pubblici: uffici, grosse aziende ma anche ospedali, giornali.
Una persona, messa a capo di una struttura pubblica, indebitamente, si appropria del diritto di non farti più lavorare, di non farti esercitare la professione nell’ambiente lavorativo che dirige ma che non è il suo. Addio quindi sogni di una vita. Tutto questo è peggiore di un sistema mafioso che supera anche la richiesta continua di “ mazzette”. Con la richiesta di soldi si determina la chiusura dell’esercizio commerciale, con l’impedimento dell’attività lavorativa e della professione si provoca l’annientamento della stessa persona umana sotto il profilo psichico e, qualche volta, anche fisico.
Da poco tempo sono arrivate le prime reazioni e quindi anche le prime sentenze a favore dei mobbizzati con tangibili risarcimenti. Tutto questo è sicuramente un bene ma noi crediamo che non basti. Noi siamo dell’idea che , quando il mobbing venga accertato, il risarcimento economico, anche se importante, debba essere accompagnato dalla sostituzione e quindi dal licenziamento da tutti i luoghi lavorativi del capo di quel dipendente che ha determinato, attraverso gli abusi del proprio potere, di una struttura che amministra ma sua non è, numerose e continuative sofferenze psicologiche.
E concordiamo con una nota del ministero della salute ( www.ministerosalute.it ), secondo cui “ l’unica vera arma a disposizione contro il mobbing rimane la prevenzione e la necessità di far emergere un sentimento di “condanna sociale “ nei confronti degli autori di tali azioni”.
La parola mobbing deriva dall’inglese “to mob” e significa assalire, attaccare, accalcarsi intorno a qualcuno. Colui che lo determina non può rimanere impunito. Ecco perché il risarcimento non basta.
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