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Anno I - n°5 - 18.04.2003 Pagine Nazionali

Gaffe mediche nella fiction televisiva. Protestano i medici veri Ecco la lettera di protesta del presidente dei diabetologi Marco Comaschi

Prof. Marco Comaschi

Per le gaffe della fiction televisiva non c’è sosta: ogni volta che i protagonisti affrontano un problema medico inciampano, provocando serie proteste da parte di società scientifiche e comunque dei “medici veri”. 

Il sentimento prevalente in questi casi è sempre lo stesso: inorridimento per l’informazione errata passata al grande pubblico. 

Ultima gaffe in ordine di tempo si è verificata nella “Casa Famiglia” di Raduno con Massimo Dapporto. Ad un certo punto si è parlato di una ragazza diabetica che è morta per non essere riuscita ad iniettarsi “in vena” l’insulina. A queste parole tutto il mondo scientifico è inorridito e i diabetologi, nella persona del prof Marco Comaschi, loro presidente hanno protestato ufficialmente preso le sedi competenti. Ecco il testo integrale della protesta del presidente dell’Associazione Medici Diabetici, prof Marco Comaschi

…vi scrivo in merito alla trasmissione “Casa Famiglia 2” messa in onda dalla rete Uno della Rai in data 14 marzo u.s. La descrizione, nel corso della puntata della “fiction”, di un inverosimile caso di una ragazza affetta da una “rarissima forma di diabete”, che muore per non essere riuscita ad iniettarsi “in vena” la dose di insulina rappresenta un clamoroso falso scientifico e medico. Mi chiedo quale consulente scientifico abbia potuto avallare una simile descrizione, assolutamente priva di riscontri nella vastissima letteratura scientifica sul diabete. Le Società Scientifiche Italiane che operano nel campo della diabetologia svolgono da sempre un compito educativo, informativo e “terapeutico”, in ciò attivamente sostenute dalle Associazioni dei Cittadini Italiani affetti da diabete mellito, teso a confortare l’immagine del diabetico come una persona che può e deve poter svolgere le normali attività della vita quotidiana, curandosi adeguatamente con gli strumenti che la ricerca e la scienza medica è oggi in grado di fornire. In qualità di Presidente di una delle due Società Italiane operanti in Diabetologia, Vi rivolgo una vibrata protesta per questo episodio, vero e proprio segno di disinformazione e di ”terrorismo televisivo”. 

Marco A. Comaschi