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Anno I - n°5 - 26.03.2003 Pagine Nazionali
Guarire il Morbo di Parkinson con l’ipnosi
Prof. Eugenio Lo Gullo – Psicologo – Psicoterapeuta – Docente presso l’Università “La Sapienza” di Roma - logulloe@libero.it
Nel corso degli anni è stato osservato come l’ipnosi, e le tecniche che questo metodo permette di utilizzare, risulta essere una strategia molto efficace persino nel trattamento di patologie come il Morbo di Parkinson. ("L' IPNOSI - Manuale teorico-pratico" - Edizioni Kappa, Roma 2003. in press) Troppo spesso alcune malattie sono correlate solo a fattori organici riproponendo la superata concezione meccanicistica di intervento sull’uomo e negando l’azione della psiche.
Il metodo utilizzato, del tutto originale, ha dato ottimi risultati nel caso del Sig. L. G. poiché ha debellato definitivamente – come dimostrano i test clinici medici - ogni sintomo correlato alla patologia. Inoltre, la qualità della vita del soggetto è notevolmente migliorata e questo ha ulteriormente rinforzato le capacità reattive naturali del soggetto interessato dalla psicoterapia.
Ancora oggi diversi studiosi, di psicologia e medicina, negano - a nostro parere - per poca conoscenza, gli effetti terapeutici dell’ipnosi. Tutto ciò in parte è dovuto alla diffusa cultura della “pillola per tutto”, alla negazione della stessa immaterialità della psiche umana ed in parte alla mancanza di una diffusa sperimentazione clinica.
Inoltre, vista la scarsa diffusione dei dati ottenuti, le numerose strategie d’intervento - che in ogni parte del mondo sono utilizzate con risultati a dir poco notevoli - vanno a costituire purtroppo solo un prezioso bagaglio di esperienza troppo spesso privata che resterà sconosciuta ai molti. Il testo non presuppone, di conseguenza, alcuna conoscenza preliminare dell’ipnoterapia e delle sue applicazioni e per questo motivo si rivolge al lettore attraverso un linguaggio chiaro e soprattutto semplice nella piena convinzione che saper comunicare significa innanzi tutto dire ciò che è difficile in modo semplice.
L’ipnosi è soprattutto comunicazione e ciò deve indurci a riflettere sul bisogno di migliorare le nostre conoscenze rispetto alla psicolinguistica ed ai diversi modi attraverso cui vogliamo comunicare con i nostri interlocutori tramite l’induzione delle suggestioni, della trance e di ogni altra metodologia d’intervento terapeutico.
I brillanti risultati ottenuti attraverso l’applicazione delle differenti tecniche sono chiaramente collegabili alla relazione che si stabilisce fra il terapeuta e il soggetto ipnotizzato; tale relazione ha bisogno di costruirsi in un rapporto di piena fiducia e sicurezza affettiva - che ponga le giuste basi per la necessaria collaborazione del soggetto al training ipnotico - inibendo le naturali difese che il particolare tipo di interazione solitamente comporta.
Considerare chi ci sta davanti un soggetto, non un oggetto di studio, rappresenta la prima lezione da apprendere senza la quale ogni processo terapeutico cade inesorabilmente nel baratro dell’asettica classificazione quantitativa.
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