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Anno I - n°5 - 26.03.2003 Pagine Nazionali

Gli attacchi epilettici danneggiano l'Ippocampo


Ormai è certo: gli attacchi epilettici possono provocare danni cerebrali e perdita di cellule nervose, in particolare, nelle aree dell’ippocampo che presiedono ai meccanismi della memoria. I modelli animali di questa patologia si possono indurre con l’uso di farmaci provocando la perdita selettiva di cellule e gliosi (segno di degenerazione neuronale) nell’ippocampo e la formazione di strutture correlate che somigliano molto alla sclerosi mediale temporale, un particolare tipo di lesione che si ritrova invece nell’uomo. Oltre all’ampio spettro di deficit psicologici, le lesioni provocate all’ippocampo danno luogo disturbi della memoria e dell’apprendimento piuttosto intensi. Nei topi da laboratorio, gli attacchi epilettici sperimentali hanno dimostrato di poter alterare le capacità nei test di attività legate alla percezione dello spazio. Sono stati studiati farmaci che davano miglioramenti della funzione cognitiva menomata a causa dei danni cerebrali, ma i risultati erano modesti e a volte i farmaci risultavano nocivi. Attualmente esistono evidenze sperimentali che i fattori ambientali possano avere effetti benefici sul recupero delle capacità cognitive; un’équipe di ricercatori ha cercato di verificare se questo fosse possibile anche nel caso degli episodi di epilessia.






Approfondimenti:

  • Ippocampo

  • Gli attacchi epilettici danneggiano l’ippocampo

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