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Anno I - n°5 - 26.03.2003 Pagine Nazionali
L'eiaculazione precoce
Aldo Franco de Rose, Specialista Andrologo e Urologo - aldofrancoderose@clicmedicina.it
L’eiaculazione precoce è il disturbo sessuale più diffuso, supera di gran lunga quello del deficit erettivo ed incide negativamente sul rapporto di coppia.
Attualmente non esiste uno standard di normalità riguardo al tempo di durata di un rapporto sessuale, necessario per raggiungere l’orgasmo da parte di entrambi i partners. 30 secondi, un minuto, quindici minuti non hanno alcun valore in quanto il tempo che la donna richiede per raggiungere l’orgasmo è assolutamente variabile.
Ad ogni modo non è normale eiaculare subito dopo la penetrazione o addirittura ancor prima, durante la fase dei preliminare. Spesso l’eiaculazione si attribuisce al senso di colpa, all’aggressività femminile, all’influenza nefasta del primo rapporto con quella partner, ma la realtà è probabilmente un’altra e cioè che il maschio non riesce a controllare, con la sua volontà e con la muscolatura perineale, il riflesso eiaculatorio. Quindi, indipendentemente dalle definizioni date e dai parametri oggi adottati possiamo considerare molto più semplicemente eiaculatore precoce colui che non riesce a controllare questo riflesso. L’esperienza clinica insegna che l’eiaculatore precoce non percepisce o percepisce male quel segnale sensitivo, che dovrebbe avvertirlo dell’imminenza dell’eiaculazione. Quindi è importante che durante il rapporto non ci si distragga pensando ai cosiddetti fantasmi negativi come tasse, capo ufficio, malattie o guerre ma bisognerebbe accrescere la sensibilità alle sensazioni erotiche perché proprio queste insegneranno a riconoscere e quindi a dominare i segnali dell’eiaculazione.
Da alcuni anni la terapia dell’eiaculazione precoce ha registrato significativi progressi, soprattutto quando è stato possibile individuare la giusta causa, come per esempio l’infiammazione degli organi genitali, malattie neurologiche. Nelle forme psicogene pure ottimi risultati sono stati ottenuti con le tecniche comportamentali della compressione del glande e dello “stop and start”; al contrario le sedute di elettrostimolazione associate a riabilitazione o rieducazione con biofeedback sono indicate soltanto nei disturbi della muscolatura perineale con inversione del comando, in quanto responsabile del mancato controllo eiaculatorio. Quando non è possibile identificare una giusta causa vengono consigliate creme con anestetici locali o l’intervento di neurotomia di Tulij.
Contemporaneamente o dopo questi tentativi si utilizzano quindi farmaci serotoninergici o antidopaminergici come l’Alprozalam, Clormipramina, Fluoxetina, Sertralina, Trazodone, che hanno l’effetto collaterale di ritardare o annullare completamente l’eiaculazione.
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