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Anno I - n°5 - 26.03.2003 Pagine Nazionali
Sesso e terza età: sei italiani su dieci vittime di tabù e luoghi comuni. E per tutti l’importante è che non venga mai a mancare la spontaneità
clicMedicina - redazione@clicmedicina.it
L’ignoranza emerge anche nei luoghi comuni sul rapporto “sesso e terza età”, considerato un “tabù culturale” dal 31% degli italiani per i quali “oltre ad una certa età” non sta bene pensare o parlare di sesso. D’altra parte un altro 26% è convinto che “ad una certa età il desiderio si spegne”, come se fosse solo “una cosa da giovani”. E lo stesso vale per gli aspetti che potrebbero allungare la vita sessuale: solo il 6% è cosciente dell’importanza di effettuare “controlli medici regolari”.
Diffidenza e mancanza di informazioni toccano poi il rapporto delle donne con i farmaci che arrivano in soccorso della sessualità maschile. Solo il 23% delle donne (meno di una su quattro) ne approverebbe l’uso. Le altre? Se venissero a scoprire che il loro partner vi ricorre, le reazioni oscillano tra sorpresa (39%), delusione (23%) o addirittura offesa (9%), ulteriore segno del grave deficit in tema di dialogo che c’è tra le coppie italiane, almeno per quanto riguarda il sesso.
La ricerca dell’Abacus analizza in profondità anche il vissuto degli italiani e delle coppie rispetto ai farmaci contro la disfunzione erettile. E qui si scopre che la prima caratteristica che si chiede a un prodotto di questo tipo è un “effetto prolungato nel tempo” (44%), capace di garantire spontaneità al rapporto, mentre “la paura degli effetti collaterali” (35%) e “della perdita di naturalezza e spontaneità nel rapporto” (34%) sono ciò che eventualmente mettono un freno .
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