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Anno I - n°5 - 26.03.2003 Pagine Nazionali

L'artrite da morso di zecche (Artrite di Lyme)

Prof. Guido Rovetta - Dr. Patrizia Monteforte - Dr. Laura Buffrini Cattedra Reumatologia - Università di Genova bruzzone@unige.it 

L’artrite da morso di zecche, malattia di interesse reumatologico rilevante perché diagnosticabile e guaribile, è stata segnalata in Italia nel 1983 a Genova dal gruppo del Centro Reumatologico Buzzone dell’Università Il primo isolamento del germe responsabile è avvenuto a Trieste nel 1987. La malattia risulta particolarmente presente in alcune Regioni come Liguria, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige dove è da tempo endemica. La malattia di Lyme (il nome deriva dall'omonima cittadina americana dove fu descritto il primo caso nel 1975) è un'infezione batterica che colpisce prevalentemente la pelle, le articolazioni, il sistema nervoso e gli organi interni. Dopo la prima manifestazione cutanea (eritema migrante) può evolvere con sintomi talora gravi, persistenti e, se non curata, assume un decorso cronico. Dopo la prima localizzazione nella pelle il batterio trasmesso dalla zecca (borrelia burgdorferi) può diffondersi in qualsiasi parte del corpo e coinvolgere le articolazioni (artriti); il sistema nervoso (meningiti, neuriti dei nervi cranici, difficoltà motorie e perdita della sensibiltà, agli arti); altri organi interni (cuore, occhio, fegato, reni con disturbi di varia entità). Se lasciata progredire, l'infezione tende a diventare cronica e, dopo un periodo di anni dall'inoculazione del batterio, determinare esiti permanenti. Per meglio affrontare questa patologia emergente si è costituito nel 1990, a cura delle équipes di Genova e Trieste, il Gruppo Italiano per lo Studio della Malattia di Lyme (GISML) il cui sito ufficiale è http://www.borreliosidilyme.it . Molti gli studi italiani sull’argomento, soprattutto sviluppati dal Centro Reumatologico Bruzzone http://utenti.lycos.it/MagoWeb2/lyme.htm.

La malattia è polimorfa e non facile da riconoscere; data la difficoltà di riconoscerne le forme meno chiare è utile consultare i numerosi siti ad essa dedicati forniscono informazioni esaurienti. http://www.cdc.gov/ncidod/dvbid/lyme/; http://www.lymenet.org.

Sotto il profilo reumatologico, per un efficace controllo dell’artrite di Lyme, sono punti focali la diagnosi e la prevenzione. La diagnosi, sospettabile in presenza di mono- oligo-artrite, resa probabile dalla ricognizione anamnestica di ECM, più raramente di semplice morso di zecca, è comprovabile con test sierologici: immunoenzimatici, Western Blot e rilevazione del DNA della borrelia attraverso reazione polimerasica a catena (Centro Reumatologico Bruzzone Università ASL 3 telefono 0103532137) Il valore di questi esami è diverso nelle diverse contingenze cliniche, perché la presentazione dell’artrite è polimorfa; la PCR è esame più specifico, dimostra minore sensibilità degli altri metodi.  Interessamento articolare nella borreliosi: Monoartrite del ginocchio, Oligoartrite, Poliartrite asimmetrica, Artralgia, Pseudo-artrite da sofferenza meningo-radicolare. Prevenzione: usare indumenti che coprono quanto più possibile il corpo, evitare di sedersi sull'erba. Le zecche sono più aggressive da aprile a novembre. Se trovate attaccate devono essere asportate, perché tanto maggiore è il tempo di contatto, tanto più aumentano i rischi di contrarre l'infezione. Utilizzando quindi una pinzetta si deve afferrare la zecca (operando una torsione vicino alla pelle) e staccarla con una leggera trazione, senza strappare ma usando con un' ago da siringa sterile. La cura della malattia è antibiotica, a poco valendo le normali cure antiflogistiche delle artriti. Sotto l’effetto di questa cura antibiotica [ceftriaxone, penicillina, tetraciclina], la malattia si attenua gradualmente; spesso però i cicli di cura vanno ripetuti, e qualche caso poi si rivela alquanto refrattario al trattamento, esigendo cure lunghe e più complesse.






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