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Anno I - n°5 - 26.03.2003 Pagine Nazionali
Schizofrenia: Nuove Speranze da una Molecola Rivoluzionaria
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Si chiama aripiprazolo. E’ un antipsicotico di ultima generazione che coniuga l’efficacia clinica con un’eccellente tollerabilità; riduce al minimo i sintomi extrapiramidali, gli effetti della sedazione e non provoca aumento di peso.
Dopo aver ottenuto il via libera dall’FDA, l’aripiprazolo è ora disponibile negli Stati Uniti e, in Europa, è al vaglio dell’EMEA, l’agenzia europea per la valutazione dei farmaci. Anche l’Italia ha contribuito allo sviluppo clinico di aripiprazolo e sta partecipando a nuove sperimentazioni: oltre 20 centri clinici e più di cento pazienti hanno già avuto accesso al farmaco ed altri studi sono in corso nei più importanti centri italiani.
Gli studi clinici presentati oggi, cui hanno partecipato 1648 pazienti affetti da schizofrenia con episodio acuto, hanno dimostrato che la terapia con aripiprazolo permette un notevole miglioramento sia dei sintomi positivi (allucinazioni, deliri) che di quelli negativi (appiattimento affettivo, perdita di piacere e di interesse), caratteristici di questa patologia.
L’aripiprazolo ha mostrato peraltro di non variare in maniera significativa il peso corporeo, di non causare sintomi extrapiramidali e di indurre solo una modesta sedazione rispetto al placebo (11% contro 8%).
E’ inoltre emerso che l’incidenza dell’allungamento dell’intervallo QTc con l’aripiprazolo non risulta diverso rispetto al placebo.
“L’aripiprazolo apre una nuova era nella terapia della schizofrenia perché è una molecola che rispetta la qualità di vita del paziente - ha dichiarato Giovanni Caforio, vice presidente europeo e amministratore delegato della Bristol Myers Squibb Italia- e costituisce un’importante opportunità di trattamento che contribuirà a ridurre il peso sociale di una patologia che è tra le più gravi e debilitanti malattie mentali, con un rilevante impatto sui costi
socio-sanitari”.
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