Queste pagine sfruttano gli standard avanzati W3C, sebbene i contenuti sono visibili con tutti i browser, una grafica più piacevole è ottenibile con un browser attuale. Se leggete questo messaggio, avete salvato la pagina sul Vs. disco, oppure siete in Internet con un browser non attuale. Se lo desiderate potete scaricare gratuitamente un browser standard attuale adatto alla Vs. piattaforma dal sito http://webstandards.org/act/campaign/buc/

Stampa ottimizzata con standard avanzati W3C



Anno I - n°5 - 26.03.2003 Pagine Nazionali

La corretta alimentazione del bambino in età scolare

Dott.ssa Maria Vincenza Chiesa - Pediatra -  marienza@clicmedicina.it 

E' facile osservare che, mentre moltissima attenzione viene dedicata all'alimentazione del bambino nel primo anno di vita  (allattamento,  divezzamento), spesso tale attenzione si disperde successivamente. Diventa così possibile che i genitori, poco guidati dal pediatra, commettano errori, vanificando, almeno in parte, le buone regole seguite nel primo anno di vita del loro bambino. Il bambino viene spesso troppo velocemente integrato nelle abitudini alimentari della famiglia e dato che in questo periodo inizia ad affinarsi il gusto personale ed aumenta la curiosità, la libertà di accesso a nuove sensazioni, derivate da alimenti impropri come merendine, snack salati, bevande gassate, può determinare l'insorgenza precoce di errate abitudini dietetiche. L'inizio dell'età scolare con l'inserimento del bambino in un gruppo di coetanei porta ad ulteriori modificazioni del gusto, spesso influenzato dalla pubblicità e dal confronto con i compagni. Importante azione educativa e preventiva in campo alimentare è affidata in questo periodo alla scuola attraverso la mensa scolastica,l'apprendimento può continuare anche nel momento di massima socializzazione, rappresentato dal trovarsi a tavola insieme. Da recenti studi risulta che i bambini italiani consumano generalmente alimenti in quantità superiore alle necessità codificate nei cosiddetti LARIN (livelli raccomandati di assunzione di nutrienti) ed anche squilibrata risulta la composizione della loro dieta, con eccesso di proteine soprattutto di origine animale e di grassi, soprattutto saturi, mentre deficitario risulta l'apporto glucidico con eccesso di zuccheri semplici e carenza per quanto riguarda gli zuccheri complessi. Scarso risulta inoltre l'apporto di vitamine e minerali in particolare di calcio. Frequente è la carenza di ferro evidente soprattutto in età adolescenziale. Fanno eccezione il sodio ed il fosforo per la loro elevata presenza negli alimenti industriali. Questi errori alimentari portano spesso all'obesità infantile, fondamentale premessa all'obesità dell'adulto, sarebbero inoltre alla base della maggiore predisposizione e precoce insorgenza di malattie cardiovascolari ( aterosclerosi con conseguente insufficienza coronarica e compromissione dei vasi cerebrali,ipertensione arteriosa, diabete). Spesso rilevabile nella dieta infantile la scarsa assunzione di verdure, alimenti ricchi di fibre, vitamine, sali minerali e di basso valore calorico; il loro uso favorisce una migliore funzione intestinale e pare essere determinante nella prevenzione dei tumori dell'apparato gastroenterico. Facendo riferimento alle linee guida del ministero della salute, possiamo affermare che dal secondo anno di vita la dieta del bambino deve essere così composta:l'apporto lipidico deve essere pari al 25-30% del totale(non scendere sotto il 30% nel secondo anno), con una quota di grassi saturi inferiore al 10%,con apporto massimo di colesterolo di 300 mg/die. Le proteine devono rappresentare il 12-14% dell'apporto calorico giornaliero,con un rapporto 1:1 tra proteine animali e vegetali. I carboidrati infine devono coprire il 60% dell'apporto calorico totale con una quota di carboidrati semplici inferiore al 10%. L'assunzione giornaliera di fibre deve essere pari a 0,5g/kg di peso corporeo. 

Concludendo, una dieta che comprenda tutti gli alimenti, porta con semplicità ad evitare le carenze o l'esposizione accidentale ad effetti nocivi legati a determinati nutrienti. Il pediatra deve proseguire la sua opera di educazione nutrizionale ben oltre il primo anno di vita,sino al periodo dell'adolescenza, la scuola deve dare il suo contributo attraverso insegnamenti teorici e applicazione pratica nei menu giornalmente adottati.