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Tutto sul vaiolo

Aldo Franco de Rose - afdr@clicmedicina.it   

Il vaiolo è una malattia infettiva acuta molto contagiosa e diffusa dovuta ad un virus appartenete alla famiglia Poxviridae e caratterizzata da un esantema vescico-papuloso  generalizzato e da febbre.

Il virione ha una forma sferoidale, contiene DNA, vive nelle croste per oltre un anno, è distrutto alla temperatura di 55°C e si conserva indefinitivamente con il congelamento. Il virus è patogeno solo per la scimmia e l’uomo. Nel XVII e XVIII secolo è stato protagonista di estese epidemie con  elevata mortalità. In Europa, i più reenti episodi di infezione risalgono al 1972; l’endemia del continente indiano si è estinta le 1975. Dal 77 non si osservano casi neppure in africa. L’annuncio ufficiale della  sua eradizaazione completa è stata data nel 1980. Ceppi del virus del vaiolo vengono attualmente mantenuti presso  due laboratori (center for Disease Control and Prevention, Atlanta, USA, e  Laboratorio di Profilassi del vaiolo in  Russia, sotto la diretta responsabilità nazionali e l’organizzazione della sanità (OMS). La trasmissione della malattia si verifica per contatto diretto con l’ammalato o oggetti contaminati. Penetrato per via respiratoria il  virus si moltiplica nei linfonodi regionali e quindi nel midollo osseo, nella milza, nel fegato e nel rene, dove ha luogo una più intensa moltiplicazione. 

La vescicola vaiolosa deriva dalla necrosi delle cellule epiteliali, al cui interno soo presenti i tipici corpi inclusi intracitoplasmatici. Quando la replicazione cellulare termina, la vescicola si essicca e  si forma la crosta che quando cade lascia cicatrici permanenti. Analoghe lesioni si possono verificare a livello renale, epatico,miocardio e polmonare.

 

Come si manifesta:

Esiste un periodo di incubazione che va dai 12 ai 14 giorni. Successivamente si ha febbre, profonda prostrazione , difficoltà respiratoria e quindi anche delirio. Dopo circa 3 giorni si ha un miglioramento dello stato generale e si manifesta  l’esantema, cioè le bollicine, che dapprima interessano il volto, poi le vie respiratorie, digerenti ed i genitali. Dopo 3 giorni le vescicole evolvono in pustole in quanto si infettano e quindi aumenta nuovamente la febbre con aggravamento della sintomatologia generale, sino ad arrivare  alla morte per complicanza polmonari o cardiologiche.

Nei  casi più favorevoli, verso l’8° giorno le pustole si aprono, diventano nerastre e poi cadono lasciando delle cicatrici deturpanti.

Nelle forme ordinario del vaiolo  la morte  interessava il 50% dei soggetti colpiti.

Mentre la terapia si basa sulla somministrazione di sintomatici la cosa più importante è la profilassi: denuncia ed isolamento del malato, vaccinazione dei familiari e tutti i contatti.

 

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Bioterrorismo il vaiolo rappresenta ancora una minaccia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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