Spazio disponibile

Spazio disponibile

 

Tumore al polmone: il punto della situazione

Guido Pastorino - guido.pas@tiscali.it 

Già all’interno dello scorso numero di clicMedicina ci eravamo soffermati ad inquadrare brevemente alcune informazioni di carattere generale sul tumore al polmone, uno dei cancri più diffusi, pericolosi e – purtroppo – letali. Il tumore al polmone è, nel mondo contemporaneo, una patologia in continua espansione e che miete sempre nuove vittime; fortunatamente, anche la ricerca di nuove tecniche e terapie per combatterlo sta avanzando, come del resto un po’ in tutto il settore oncologico, in modo altrettanto rapido, e pertanto, anche se non si può certo affermare di essere in possesso di qualcosa di risolutivo, è sempre utile e “salutare” fare il punto della situazione, momento per momento.

Per una panoramica di questo tipo, limitata ad alcune novità e considerazioni generali, l’occasione ci è fornita da due dense relazioni presentate, nello scorso dicembre, a Grandangolo 2002 - convegno di aggiornamento per specialisti, giunto alla quarta edizione consecutiva, tenutosi nei giorni 17 e 18 dello scorso dicembre a Genova, grazie allo sforzo organizzativo dell’Accademia Nazionale di Medicina (www.accmed.net)- dal dott. Andrea Ardizzoni (Divisione di Oncologia Medica I – Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro – Genova) e dal dott. Maurizio Tonato (Divisione di Oncologia Medica – Policlinico “Monteluce” – Perugia).

Il dott. Andrea Ardizzoni ha incentrato la sua relazione principalmente sulla terapia del tumore al polmone del tipo non a piccole cellule (NSCLC) quando esso, come nella maggior parte dei casi, sia inoperabile in quanto troppo esteso. Il dott. Ardizzoni ha esordito notando come – grossomodo – negli ultimi cinque anni la terapia-guida nel trattamento del NSCLC localmente avanzato sia stata soprattutto quella costituita dalla chemioterapia associata alla radioterapia radicale. Ora, anni di esperienze sul campo hanno condotto la stragrande maggioranza degli specialisti a servirsi di quello che il dott. Ardizzoni ha definito lo “stato dell’arte 2002”, ovvero una prassi terapeutica ormai consolidata – e di una certa efficacia – e che potrebbe essere schematizzata in tre punti:

  • La combinazione di chemioterapia (CT) e di radioterapia (RT) rappresenta il trattamento standard.

  • Il trattamento “concomitante” (e quindi non semplicemente alternato, o, per essere precisi, “sequenziale”) potrebbe essere ancora superiore, ma esistono rischi di una maggiore tossicità, e comunque un aggravio delle onnipresenti difficoltà organizzative.

  • La possibile superiorità di un trattamento che inizi con la sola CT per poi passare a CT+RT sul trattamento standard (CT+RT) rimane tutta da dimostrare, possibilmente con studi seri e alla luce del sole, con base statistica la più ampia possibile; altrettanto dubbi sono anche i vantaggi che un trattamento che passi da CT a RT (in una fase successiva della cura; CT→RT) dovrebbe poter vantare su un trattamento standard che in seguito lasci spazio alla sola chemioterapia (CT+RT→CT).

Un altro punto di interesse nella relazione del dott. Ardizzoni è stato costituito da alcuni cenni sulle ultime novità concernenti il nuovo farmaco, denominato Iressa, attualmente in fase di test e dimostratosi molto promettente sia per la buona capacità di contrastare lo sviluppo tumorale, sia per l’assenza di effetti collaterali particolarmente virulenti o pericolosi. “Tuttavia”, ha ricordato Ardizzoni, “è decisamente troppo presto per pronunciarsi in maniera del tutto positiva: a tutt’oggi, infatti, manca uno studio ’versus placebo’ di Iressa, ovvero uno studio in cui ai pazienti viene fatto credere di assumere tutti Iressa, mentre invece ad una parte di essi viene somministrato un semplice placebo; studio, questo, che ha l’ovvio intento di cercare di scoprire se Iressa non sia essa stessa nient’altro che un placebo”.

Il dott. Maurizio Tonato, invece, si è occupato di considerazioni più generali sulla patologia in questione, con spunti epidemiologici, diagnostici e di carattere organizzativo.

Come emerge dai grafici riportati qui sotto, la preminenza del cancro al polmone rispetto ad altri tipi di tumore è del tutto fuori discussione: è ben visibile come, con il progredire delle tecniche chirurgiche, decennio dopo decennio, molti tipi di cancro hanno visto ridotto il loro tasso di mortalità, mentre invece il tumore al polmone è, in questa triste competizione, in costante ascesa (il fattore patogeno principale è, ricordiamolo, l’inquinamento atmosferico in tutte le sue forme, soprattutto; si notino sul secondo grafico i devastanti effetti, lungo tutto il Novecento, dell’allargarsi dell’abitudine di fumare anche alle donne).

 

 

 

 

 

Successivamente, il dott. Tonato ha introdotto il problema della necessità della diagnosi precoce che sicuramente "è un fattore risolutivo nella lotta contro il tumore al polmone", ma ha anche aggiunto con amarezza che "ora come ora essa è molto spesso solo un’estensione temporale del caso clinico, e poco di più grazie ad uno screening adeguato del tumore al polmone". Un monitoraggio del tumore richiede, secondo Tonato, un adeguamento degli specialisti e dei team di ricerca europei allo standard americano in fatto di coordinazione, uniformità di metodo e fondi disponibili.

“Lo screening non deve essere nient’altro che la continuazione di diagnosi precoci e presintomatiche, in modo che interventi più rapidi ed efficaci possano essere operati sui pazienti. Purtroppo non siamo neanche lontanamente pronti per uno screening di massa, che, eseguito oggi, avrebbe come risultato nient’altro che un ‘pasticciaccio brutto’. Nell’immediato l’obiettivo più ragionevole da porsi sembrerebbe essere un accurato tentativo per una migliore definizione delle procedure diagnostiche e delle strategie terapeutiche”, conclude Tonato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Marchi depositati 

Riproduzione vietata