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LA PILLOLA DELLA MENOPAUSA  E’ CANCEROGENA.

 Lo ha stabilito l’Istituto Nazionale della Sanità Statunitense.

aldofrancoderose@clicmedicina.it

La pillola largamente usata dalla donne durante il periodo della menopausa è stata inserita nella lista nera degli agenti cancerogeni, insieme al nickel (che favorirebbe i tumori alle vie respiratorie), la polvere di legno, i raggi ultravioletti, sia naturali che provenienti dalla lampade.

L'Istituto Nazionale della Sanità statunitense punta l'indice contro la terapia ormonale sostitutiva e conferma quanto da noi pubblicato nel numero precedente, a dispetto delle dichiarazioni di Veronesi. Secondo uno studio medico realizzato in luglio, favorirebbe l'insorgenza di alcune patologie tumorali, in primis quella al seno, e di malattie cardiovascolari. 

 

 

MENOPAUSA: In Aumento  l’Incidenza del Tumore alla Mammella e delle Malattie Cardiovascolari

Durante la Terapia Sostitutiva con  Estrogeni e Progestinici 

E’ questo l’allarme  lanciato da alcuni ricercatori interrompendo con tre anni di anticipo lo studio

"Women's Health Initiative Randomized Controlled Trial", che si sarebbe  dovuto concludere nel 2005.

Lo studio è stato chiuso in anticipo per una elevata incidenza, risultata  statisticamente significativa, di carcinomi mammari invasivi e malattie cardiovascolari.

Naturalmente la notizia è stata “battuta” da tutte le agenzie di stampa e pubblicata su qualche quotidiano, distratti in verità più che dal caldo estivo dagli allagamenti e dalle inondazioni. Nel mondo scientifico invece la notizia ha suscitato notevole scalpore e quindi non poche perplessità. Lo studio ha interessato sedicimila donne in età postmenopausale ed aveva il compito di valutare l’incidenza  delle malattie cardiovascolari e del tumore al seno durante la  terapia sostitutiva con  estrogeni e progestinici.  Lo studio, il cui contenuto è stato pubblicato sul JAMA del 17 luglio, doveva durare 8 anni ma dopo 5, e quindi con tre anni di anticipo, è stato interrotto  a causa dell’elevata incidenza di    tumori alla mammella e di malattie cardiovascolari. Lo studio aveva previsto due gruppi: uno trattato con estrogeni coniugati 0.65 mg/die e di medrossiprogesterone acetato (2.5 mg die secondo lo schema continuo, il secondo con semplice placebo. 

Ebbene dopo solo 5 anni l’incidenza del  tumore alla mammella  e delle malattie cardiovascolari è risultato statisticamente significativo nel gruppo trattato con terapia sostitutiva. Certo la notizia   rappresenta uno shock per milioni di donne ma riteniamo  che il comportamento dei ricercatori sia solo da ammirare in quanto, prescindendo dai interessi di parte, hanno dichiarato il vero e messo in allerta la comunità scientifica prima e l’opinione pubblica mondiale.

Ma non tutti ci stanno e molti criticano non intanto i risultati dello studio quanto piuttosto il modo con cui  lo studio è stato condotto e quindi il tipo di pazienti che sono stati arruolati, soprattutto per il fattore età.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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