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Pancia dopo i cinquant'anni? La colpa è di un gene

clicMedicina- afdr@clicmedicina.it 

Ingrassare dopo i cinquant'anni non dipende solo da cattive abitudini alimentari ma soprattutto da una variante genetica. La scoperta è stata fatta dall’equipe del Dipartimento di Clinica medica dell'Università Federico II di Napoli, diretta dal professor Pasquale Strazzullo. Gli studiosi hanno dimostrato che, chi presenta la variante denominata 'DD' del gene dell'Ace (Angiotensin converting enzyme), ha una forte tendenza al sovrappeso con l'avanzare degli anni. 

''Nel gruppo di partecipanti per cui disponevamo di dati raccolti nel 1975 - dice il professor Strazzullo, coordinatore della ricerca - abbiamo osservato che i portatori della variante DD hanno avuto, in 20 anni, un incremento di peso corporeo del 50% superiore agli altri: in media 4.5 contro 3 Kg. Inoltre, tra coloro che non erano in sovrappeso nel 1975, la percentuale risultata extralarge 20 anni dopo è stata pari al 38% nei soggetti DD, contro il 20% degli altri''.

La ricerca sarà pubblicata sul prossimo numero degli Annals of Internal Medicine, e si basa sull'Olivetti prospective heart study , che da oltre 20 anni coinvolge circa mille dipendenti dell'azienda. Stando a quanto scoperto dai ricercatori, l'obesità sarebbe una malattia al pari del cancro, e "geneticamente complessa - dicono gli scienziati - il fattore genetico non è il solo a favorirne lo sviluppo: l'ambiente e le abitudini di vita sono importanti. Ed è il risultato dell'attività di decine, forse centinaia, di geni diversi''.

Il sistema renina-angiotensina  è un regolatore  della pressione arteriosa. I ricercatori napoletani  hanno scoperto che svolge anche un importante ruolo nel metabolismo dell'adipe. La ricerca è partita dall'ipotesi che, nei soggetti con maggiore attività dell'Ace, si abbia un'aumentata produzione di angiotensina II nel tessuto adiposo, che a sua volta favorisce lo sviluppo e la crescita degli adipociti, 'regalando' una maggiore tendenza ad ingrassare. Gli studiosi hanno esaminato il polimorfismo del gene che codifica per questo enzima, di cui esistono tre varianti: la variante DD, la variante II (omozigosi per l'allele I) e la variante ID (eterozigoti). Nei portatori della DD (il 40% della popolazione) l'attività dell'enzima presente nel sangue è doppia rispetto a quella degli altri, e queste persone ingrassano di più col passare degli anni. Tra i soggetti più anziani all'interno, ovvero gli ultra53enni, il sovrappeso (inteso come indice di massa corporea superiore al limite convenzionale di 27) è risultato più frequente nei portatori della variante DD che nel resto della popolazione: 51% contro 36%. Colpa di un maggiore accumulo di adipe sull'addome.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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