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La chirurgia vertebrale Prof. Carlo Formica - Genova carlo.formica@hsanmartino.liguria.it |
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La CHIRURGIA VERTEBRALE ha raggiunto finalmente lo scopo di non essere più soltanto demolitiva o sostitutiva della motilità come un tempo. Può invece integrarsi nella biomeccanica della colonna vertebrale cercando di conservare le capacità elastiche o –quando non possibile- cercando di limitare l’area di “blocco del sistema vertebrale” al minor numero possibile di vertebre. Fondamentale rimane da parte del paziente l’autogestione del proprio corpo , altrimenti “lacrime di coccodrillo” si verseranno! Al minimo accenno di lombalgia che non recede con il riposo e la sempre eterna Aspirina, rivolgersi al proprio Medico di fiducia che a sua volta giudicherà se inviare allo Specialista. Non abusare, prima di una approfondita visita da parte di persona esperta del settore, di esami quali TAC o Risonanza Magnetica. Se tutti ,anche chi in questo preciso istante stesse leggendo l’articolo in pieno benessere, ci sottoponessimo a questi sofisticati esami risulteremmo portatori di una,due o anche tre protusioni discali o ernie !!!. Questo perché troppo spesso vi è un enorme divario tra la CLINICA (quanto il paziente dice di avere o non) e gli ESAMI STRUMENTALI. Quante volte capita di visitare pazienti non più in giovane età senza alcun dolore al rachide e con esami radiografici (eseguiti casualmente) pessimi che dimostrano anche gravi scivolamenti vertebrali. Ciò vuol dire che molte alterazioni evolvono così lentamente da passare inosservate e silenti per tutta la vita. Quindi la VISITA e il COLLOQUIO con lo Specialista Ortopedico che si occupa di Patologia vertebrale rimangono oggigiorno -in epoca di sofisticatissimi mezzi diagnostici- ancora imperativi. Il Medico e il Paziente rimangono sempre gli attori principali della scena e nessun esame strumentale deve prevaricarli. |
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