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Enucleazione con Laser ad Olmio della Prostata 

(HOLEP: Holmium Laser Enucleation of Prostate): 

Dr. Marco Moretti Specialista in Urologia – Dirigente Medico di Primo Livello U.O. Urologia Azienda Ospedaliera Villa Scassi – Genova - marco.moretti@villascassi.it

La ipertrofia prostatica benigna, o adenoma prostatico, è un problema comune sopra i 50 anni, con punte elevate tra i 60 e gli 80, ed è responsabile di disuturbi quali la difficoltà ad urinare o la necessità di alzarsi la notte o urinare più volte al giorno legati alla ostruzione allo svuotamento vescicale. Il primo approccio è di solito una terapia farmacologia, ma quando la ostruzione è importante si verifica una notevole riduzione del getto urinario sino ad un possibile blocco (ritenzione urinaria); altre possibili complicazioni possono essere i calcoli vescicali e le infezioni urinarie. In tali casi la soluzione è l’intervento chirurgico: sino a metà degli anni ’90 la scelta era tra intervento a cielo aperto (con taglio) o endoscopico (la resezione transuretrale o TUR-P) e la tecnica veniva scelta in base al volume del tessuto prostatico da togliere. In caso di adenomi piccoli (50-60 grammi) si operava con la TUR-P, in caso di adenomi grossi a cielo aperto. Con il miglioramento delle tecnologie LASER si è passati ad applicare questa energia anche al trattamento della prostata: il laser ad Holmio è una energia luminosa con una frequenza tale da poter tagliare il tessuto con minimo traumatismo e sanguinamento pressoché assente. Ciò è possibile grazie a particolari sonde che applicano questa energia ad alta potenza su una superficie molto ridotta: l’effetto è quello di tagliare in modo simile al coltello con il burro, cioè un taglio preciso con minimo sforzo.La applicazione al trattamento dell’ipertrofia prostatica comporta quindi il vantaggio di procedere ad una enucleazione completa dell’adenoma, con un sanguinamento trascurabile rispetto all’intervento a cielo aperto o con TUR-P. L’altro vantaggio direttamente conseguente è una riduzione dei tempi di mantenimento del catetere dopo l’intervento che non sono superiori a 1 – 2 giorni (contro i 4 – 5 dell’intervento convenzionale): tutto ciò si traduce, a fronte di un intervento solo lievemente più lungo, in una degenza più veloce ed in una convalescenza migliore. TECNICA CHIRURGICA: l’intervento può essere eseguito in anestesia spinale e l’accesso all’organo è per via transuretrale , come nella TUR-P: attraverso un comune strumento endoscopico si inserisce la sonda laser (da 500 1000 micron) collegata alla fonte di energia. Si incide quindi la prostata e si enuclea l’adenoma, responsabile dei sintomi, staccandolo dalla prostata sana e spingendolo in vescica. A questo punto, con uno strumento detto morcellatore, l’adenoma viene frantumato ed aspirato per essere sottoposto all’esame istologico come dopo gli interventi convenzionali. Viene quindi posizionato un catetere vescicale lasciato uno o due giorni a seconda del volume dell’adenoma; i tempi dell’intervento variano da 50 a 120 minuti in base alle dimensioni della prostata ed alla eventuale presenza di calcoli vescicali che vengono eliminati nella stessa seduta operatoria.Nella nostra esperienza, iniziata un anno fa, il laser ad Holmio si è dimostrato affidabile e ci ha permesso di trattare decine di pazienti con adenomi prostatici di volume variabile, con calcoli associati nel 10% dei casi. La degenza media è stata di 2 giorni, essendo ovviamente più alta nei primi casi e ridotta con l’esperienza; non esistono controindicazioni assolute a questo trattamento, ma il paziente deve essere adeguatamente studiato con ecografia prostatica ed esame del PSA per escludere presenza di neoplasia (che richiede un trattamento diverso). Anche l’età non è un limite, grazie alle moderne tecniche anestesiologiche, e l’indicazione più importante resta la sintomatologia e ll motivazione del paziente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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