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La
ipertrofia prostatica benigna, o adenoma prostatico, è un problema comune
sopra i 50 anni, con punte elevate tra i 60 e gli 80, ed è responsabile
di disuturbi quali la difficoltà ad urinare o la necessità di alzarsi la
notte o urinare più volte al giorno legati alla ostruzione allo
svuotamento vescicale. Il primo approccio è di solito una terapia
farmacologia, ma quando la ostruzione è importante si verifica una
notevole riduzione del getto urinario sino ad un possibile blocco
(ritenzione urinaria); altre possibili complicazioni possono essere i
calcoli vescicali e le infezioni urinarie. In tali casi la soluzione è
l’intervento chirurgico: sino a metà degli anni ’90 la scelta era tra
intervento a cielo aperto (con taglio) o endoscopico (la resezione
transuretrale o TUR-P) e la tecnica veniva scelta in base al volume del
tessuto prostatico da togliere. In caso di adenomi piccoli (50-60 grammi)
si operava con la TUR-P, in caso di adenomi grossi a cielo aperto. Con il
miglioramento delle tecnologie LASER si è passati ad applicare questa
energia anche al trattamento della prostata: il laser ad Holmio è una
energia luminosa con una frequenza tale da poter tagliare il tessuto con
minimo traumatismo e sanguinamento pressoché assente. Ciò è possibile
grazie a particolari sonde che applicano questa energia ad alta potenza su
una superficie molto ridotta: l’effetto è quello di tagliare in modo
simile al coltello con il burro, cioè un taglio preciso con minimo
sforzo.La applicazione al trattamento dell’ipertrofia prostatica
comporta quindi il vantaggio di procedere ad una enucleazione completa
dell’adenoma, con un sanguinamento trascurabile rispetto
all’intervento a cielo aperto o con TUR-P. L’altro vantaggio
direttamente conseguente è una riduzione dei tempi di mantenimento del
catetere dopo l’intervento che non sono superiori a 1 – 2 giorni
(contro i 4 – 5 dell’intervento convenzionale): tutto ciò si traduce,
a fronte di un intervento solo lievemente più lungo, in una degenza più
veloce ed in una convalescenza migliore. TECNICA CHIRURGICA:
l’intervento può essere eseguito in anestesia spinale e l’accesso
all’organo è per via transuretrale , come nella TUR-P: attraverso un
comune strumento endoscopico si inserisce la sonda laser (da 500 1000
micron) collegata alla fonte di energia. Si incide quindi la prostata e si
enuclea l’adenoma, responsabile dei sintomi, staccandolo dalla prostata
sana e spingendolo in vescica. A questo punto, con uno strumento detto
morcellatore, l’adenoma viene frantumato ed aspirato per essere
sottoposto all’esame istologico come dopo gli interventi convenzionali.
Viene quindi posizionato un catetere vescicale lasciato uno o due giorni a
seconda del volume dell’adenoma; i tempi dell’intervento variano da 50
a 120 minuti in base alle dimensioni della prostata ed alla eventuale
presenza di calcoli vescicali che vengono eliminati nella stessa seduta
operatoria.Nella nostra esperienza, iniziata un anno fa, il laser ad
Holmio si è dimostrato affidabile e ci ha permesso di trattare decine di
pazienti con adenomi prostatici di volume variabile, con calcoli associati
nel 10% dei casi. La degenza media è stata di 2 giorni, essendo
ovviamente più alta nei primi casi e ridotta con l’esperienza; non
esistono controindicazioni assolute a questo trattamento, ma il paziente
deve essere adeguatamente studiato con ecografia prostatica ed esame del
PSA per escludere presenza di neoplasia (che richiede un trattamento
diverso). Anche l’età non è un limite, grazie alle moderne tecniche
anestesiologiche, e l’indicazione più importante resta la
sintomatologia e ll motivazione del paziente.
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