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Dimenticare impressioni e propositi Silvia Robiglio - redazione@clicmedicina.it |
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La dimenticanza, per Freud, è dovuta ad una selezione tra diverse esperienze o eventi particolari che si manifestano nella nostra mente nascondendone altri. Si pensi alla sola parola greca aletheia, verità, che letteralmente vuol dire “non nascosto”, l’affiorare di una “verità” comporterebbe di conseguenza il “nascondimento” di un’altra. Sicuramente quello della dimenticanza è un concetto molto ampio e complesso, che non possiamo trattare in poche righe e che vede ancora oggi diversi settori d’indagine, ci limiteremo perciò a seguire quelle che Freud ha riportato su se stesso e i suoi pazienti, seguendo il metodo precedente. Freud dice di aver sperimentato su se stesso quanto siano frequenti le dimenticanze di impressioni (cose che uno sa o sapeva) e di propositi ( cose che uno doveva fare ma ha dimenticato di fare), e si autoanalizza ogni volta in cui si rende conto che il fatto dimenticato non poteva esserlo per la sua importanza. Giunse alla conclusione che le dimenticanze di questo tipo sono quasi sempre dovute a sensazioni spiacevoli legate, direttamente o indirettamente, all'impressione o al proposito dimenticato. Secondo questa ottica, quindi, la nostra memoria selezionerebbe gli elementi da ricordare e da dimenticare secondo la sensazione, piacevole o meno, legata a tali elementi, possiamo perciò intuire che dimentichiamo più facilmente qualcosa quando questo ha provocato in noi sensazioni negative. Ecco un esempio di dimenticanza di impressioni, raccontato da una signora austriaca a Freud: «Ieri sera ho aperto un pacchetto di panforte; mentre ne mangiavo un po' mi sono ricordata che sarebbe venuta da me la signorina F. [...] e che quindi avrei dovuto offrirgliene un pezzo; ciò non mi andava affatto, ma mi decisi a farlo ugualmente. Quando la signorina entrò, allungai un braccio per prendere il pacchetto sul tavolo ove credevo di averlo poggiato, ma mi accorsi che non c'era. Lo cercai e finii col trovarlo nel mio armadio, dove lo avevo riposto senza rendermene conto». É evidente che la signora era troppo 'gelosa' del dolce che voleva mangiare e tenere tutto per sé, e questo desiderio, neanche troppo inconscio, ha fatto sì che riponesse il pacchetto in un luogo per lei sicuro, fuori dalla portata di qualsiasi ospite. La signora ha poi rimosso il ricordo del luogo in cui aveva riposto il pacchetto, perché il desiderio di mangiare il dolce intero era stato più forte della consapevolezza dei doveri dell'ospitalità. Ecco
invece un curioso esempio di dimenticanza di proposito, alla quale spesso
si sostituiscono falsi propositi dovuti ad una controvolontà che cancella
quella più razionale:
Vi è mai capitato invece, di dimenticare un oggetto in un luogo e dover tornare a riprenderlo, magari dovendo ripercorrere molta strada? Sicuramente sì, ebbene, per Freud questo nasconde il desiderio inconscio di non allontanarsi da quel luogo e ritornarvi al più presto.
Bibliografia N. Abbagnano, G. Fornero, "La rivoluzione psicanalitica", in Protagonisti e testi della filosofi, vol. III, Milano, Paravia
S. Freud, “Psicopatologia della vita quotidiana”, a cura di C.Modigliani e F.Manieri, Roma, Grandi Tascabili Economici Newton |
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