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Lapsus e dimenticanze: quei piccoli scherzi della memoria che creano enormi imbarazzi Silvia Robiglio - redazione@clicmedicina.it |
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La letteratura in merito è abbastanza vaga e poco “specialistica”, abbiamo allora ripreso tra le mani “Psicopatologia della vita quotidiana”, il testo di Sigmund Freud pubblicato nel 1904 e giunto, nel 1924, alla sua decima edizione. Date lontane nel tempo ma, se analizzato con attenzione, il testo non ci sembrerà poi tanto distante dalla nostra “vita quotidiana”, da quella che definiamo “attualità”. Esaminiamo, seguendo la divisione dei capitoli del libro originale, diversi “errori della memoria”: pensiamo ad esempio a tutte quelle volte in cui non riusciamo a ricordare un nome proprio, oppure alle volte in cui diciamo un nome per un altro. Secondo Freud questo scherzo della memoria è dovuto ad un “falso ricordo” che ci porta ad una dimenticanza che si compensa utilizzando “nomi sostitutivi”, paradossalmente sempre i meno attinenti alla situazione. Per Freud, però ci deve essere un motivo preciso che ha portato questa sostituzione: la dimenticanza deriva da una rimozione che si potrà spiegare indagando le cause dell’evento, anche più lontane.
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