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Disturbi sessuali e Bicicletta di Aldo Franco De Rose - aldoderose@clicmedicina.it |
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E’ questo l’allarme che Irwain Goldstein, professore di urologia all’università di Boston ed esperto mondiale sulla disfunzine erettiva, continua a rilanciare. Il problema era già stato segnalato negli anni passati da vari autori, soprattutto norvegesi e francesi, ma mai con tanta determinazione e preoccupazione. “E l’allarme bicicletta, sempre secondo lo studioso americano, scatterebbe dopo solo tre ore di allenamento alla settimana ed interesserebbe proprio tutti: bambini, giovani, adulti e anche le donne”. Attualmente non esiste una esatta conoscenza sulla prevalenza della disfunzione erettiva associata al ciclismo su larga scala ma i dati riportati dal ricercatore su circa 400 ciclisti studiati sono interessanti ed al tempo stesso molto curiosi. Infatti, quelli che più frequentemente andrebbero incontro a disturbi sessuali sarebbero i ciclisti della domenica, mentre quelli che ne soffrirebbero meno sono gli appassionati delle mountain bikers. In particolare lo studioso ha osservato che l’incidenza della disfunzione erettiva variava dal 9 al 13 % ma l’ origine era sempre traumatica: cosi i ciclisti del weekend sono risultati al primo posto con il 41%, soggetti sotto i 10 aa che imparano ad andare in bicicletta (30%), ciclisti che utilizzano la bicicletta per andare al lavoro (22%), ciclisti professionisti che si esercitano regolarmente (20%), adolescenti che si divertono ad andare in bicicletta (19%), “patiti della bicicletta”(17%). Il 72% dei soggetti con deficit erettivo aveva utilizzato sellini stretti ed allungati, il rimanente sellini a tavoletta. Secondo il ricercatore la causa dei disturbi erettivi sarebbe soprattutto nei problemi vascolari. Nella sua esperienza infatti, l'insufficiente apporto di sangue arterioso ai corpi cavernosi rappresentava la causa dominante del deficit erettivo (58%), più del doppio di frequenza rispetto alla disfunzione venoocclusiva (26%). Nel rimanente 16% erano presenti problemi neurologici. Il ricercatore ha quindi riferito che su un altro campione di 81 ciclisti, nell'84% il ciclismo era stata la causa di almeno un episodio di insensibilità al perineo o di arsura della cute perineale mentre il 9% ricordava un incidente esitato in bruciori e dolori durante la minzione o addirittura fuoriuscita di sangue con le urine. |
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