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HIV/AIDS nel Bambino e nell’Adolescente Dott.ssa Maria Vincenza Chiesa - Pediatra - marienzachiesa@clicmedicina.it |
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Trattando con farmaci specifici la madre in gravidanza, ricorrendo al parto con taglio cesareo ed evitando l’allattamento al seno si ha la possibilità di ridurre la trasmissione da madre a bambino dal 15-30% dei casi a meno del 2%. Questo è avvenuto negli ultimi anni nelle regioni più ricche del mondo, mentre negli altri paesi le percentuali restano pressoché invariate. Alla nascita tutti i bimbi, nati da madre HIV positiva, sono anch’essi HIV positivi per la presenza di anticorpi trasmessi passivamente dalla madre e lo restano sino a 12-18 mesi circa. La diagnosi di infezione può essere effettuata attraversoun’indagine particolare: la PCR (reazione polimerasica a catena), che ricerca il DNA virale con una sensibilità del 96% già a 28 giorni di vita. Rare sono nei bambini le infezioni da emoderivati, né sono segnalata casi di contagio intrafamiliare, anche nella più completa promiscuità. Unica eccezione è la Romania dove oltre il 60% dei circa 5000 casi sono imputabili ad infezioni trasfusionali o nosocomiali causate dall’uso di materiale infetto. In caso di infezione, senza una adeguata terapia, il 15% dei bambini muore nei primi 12-18 mesi ed il 28% entro i 5 anni. La comparsa dei sintomi nel bambino è più precoce che nell’adulto a causa dell’immaturità del sistema immunitario. Le manifestazioni cliniche principali sono le infezioni opportunistiche da pneumocystis carinii, da Ebstein Barr Virus e da Cytomegalovirus, con infezioni polmonari e precoci manifestazioni neurologiche ei casi ad andamento rapidamente infausto. Nei bambini più grandi si manifestano infezioni batteriche recidivanti e la polmonite linfocitaria interstiziale, in coloro che raggiungono l’adolescenza, si riscontrano problemi di accrescimento e di sviluppo puberale ed agli effetti della malattia si sommano gli effetti collaterali della terapia antiretrovirale a lungo termine.
Attualmente ci sono nel mondo circa 40 milioni di persone ammalate per infezione HIV/AIDS, 2 milioni e settecentomila sono bambini e ragazzi sotto i 15 anni, mentre è pressoché raggiunta la parità di incidenza tra maschi e femmine. Nascono ogni anno 2000 bambini sieropositivi e sono in totale 8500 i bambini ed i giovani che ogni giorno contraggono l’infezione. Ogni minuto muore un bambino per AIDS. Tredici milioni circa sono i bimbi orfani di uno o entrambi i genitori a causa di questa malattia e spesso sono anche ammalati. A più di 20 anni dalla sua comparsa nel nord del mondo - 1981 a Los Angeles nei primi casi di 5 giovani omosessuali, 1983 primo ricovero di un bambino affetto da AIDS - la malattia rappresenta oggi la cartina di tornasole della disparità tra nord e sud del mondo: oltre il 95% delle persone affette vive in Africa, nel sud-est asiatico e negli altri paesi del cosiddetto Terzo Mondo e nel 90% dei casi non ha accesso alle cure. Ciò avviene anche per problemi organizzativi, ma prevalentemente per motivi economici. Circa il 90% del costo dei farmaci antiretrovirali è legato alla proprietà intellettuale, ossia ai brevetti, che restano per 20 anni ad esclusivo beneficio delle potenti industrie farmaceutiche (big pharma) ed esse sono molto restie a concedere la possibilità di produrre gli stessi farmaci a basso costo o a fornirli esse stesse per paesi più poveri. Nel nord del mondo la malattia, anche nel bambino adeguatamente curato permette lunghe sopravvivenze. Ma la comparsa di ceppi virali resistenti e l’abbassamento dell’attenzione legata alla migliore prognosi, possono portare a nuovi peggioramenti per cui costanti devono essere le campagne di informazione e partecipazione rivolte ai giovani. Una particolare considerazione meritano i paesi dell’est europeo nei quali l’HIV/AIDS rappresenta la maggiore minaccia per la salute dei bambini e dei giovani. In tali paesi i fattori di rischio sono rappresentati dalla diffusione delle droghe iniettabili, da rapporti sessuali sempre più precoci e non protetti e dal crescente numero di persone coinvolte nell’industria del sesso, il tutto accompagnato da un’organizzazione sanitaria estremamente carente e da un altissimo grado di disinformazione.
Sull'argomento si veda inoltre l'articolo pubblicato nel numero due con relativi approfondimenti: http://www.clicmedicina.it/pagine%20n%200/al%20via%20la%20sperimentazione%20antiHIV.htm |
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