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VESCICA IPERATTIVA clicMedicina e pharmaciaitalia.it |
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La vescica iperattiva è caratterizzata dai seguenti sintomi: aumento della frequenza urinaria, urgenza di dover urinare, incontinenza da urgenza e/o nicturia. L’urgenza è l’improvviso e insopprimibile (“imperioso”) bisogno di urinare, la frequenza è il bisogno di urinare più di otto volte nelle 24 ore, l’incontinenza da urgenza è l’improvvisa e involontaria perdita di urina, la nicturia è il bisogno di alzarsi la notte per urinare. La vescica iperattiva è una devastante condizione patologica che interessa 50 milioni di persone in tutto il mondo. Un recente studio pubblicato sul British Journal of Urology (Milsom I, Abrams P, Cardozo L, Roberts RG, Thüroffs J, Wein A.J. "How widespread are the symptoms of an overactive bladder and how are they managed? A population-based prevalence study". BJU International 2001; 87: 760-6) e condotto in Francia, Germania, Italia, Regno Unito, Spagna e Svezia su individui adulti, ha dimostrato che il 17 per cento degli europei di età superiore a 40 anni (cioè 22 milioni di persone) ha i sintomi della vescica iperattiva, ma che solo il 27 per cento di loro riceve un trattamento medico. Analogamente, è stato stimato che negli Stati Uniti uno ogni cinque adulti di età superiore a 40 anni soffre di vescica iperattiva (che negli Stati Uniti è chiamata “vescica iperattiva”), ma che solo il 20 per cento di loro è in cura da un medico. La maggior parte di coloro che soffrono di vescica iperattiva non richiede assistenza medica per la convinzione – errata – che i disturbi del controllo vescicale facciano parte integrante dell’invecchiamento e che contro di essi non ci sia niente da fare. Altri sono troppo imbarazzati per parlare del loro problema con un medico. Ma i disturbi del controllo vescicale sono patologici qualunque sia l’età degli adulti che ne sono affetti. L’incontinenza urinaria da sola comporta un altissimo costo per la società: nel 1995, i costi sanitari diretti sono stati stimati pari a 25,6 miliardi di dollari [oltre 28 miliardi di euro, più di 54 mila miliardi di lire] (Hall G et al. Costs and resources associated with the treatment of overactive bladder using retrospective medical care claims data. Managed Care Interface; agosto 2001: 69-75). Comunque, non tutti i casi di incontinenza urinaria sono causati dalla vescica iperattiva.
Qualità della vita La vescica iperattiva colpisce adulti di tutte le età, soprattutto donne, e può interferire con il sonno, il lavoro, i viaggi, l’attività sessuale, la vita di relazione e le interazioni sociali. Per quanto la maggior parte delle persone affette da vescica iperattiva non abbia mai sperimentato un episodio di incontinenza, questi individui sono tormentati dai sintomi di frequenza e urgenza e vivono con la paura sempre più grande che possa loro capitare un "incidente". In seguito agli episodi sempre più frequenti di minzione imperiosa, iniziano ad andare in bagno in maniera "difensiva", cioè prima di lasciare il posto di lavoro, di uscire di casa o di andare in qualunque altro luogo, e questo nella speranza di riuscire così a prevenire ogni possibile "incidente". Il timore di un incidente imputabile alla perdita del controllo vescicale può indurre le persone a modificare il proprio stile di vita e adottare meccanismi di adattamento preventivo. Molte persone limitano i propri spostamenti quotidiani ai soli luoghi e percorsi in cui conoscono la collocazione dei servizi igienici (questa tecnica viene chiamata "mappatura delle toilette"), riducono l'assunzione di liquidi, evitano l'intimità sessuale e indossano assorbenti o pannoloni. Altre, sempre affette da vescica iperattiva, si alzano più volte durante la notte per urinare. Questa condizione può quindi generare uno stato di stress emozionale.
Quando la vescica diventa permalosa Il fatto che il bicipite della vescica, cioè il muscolo detrusore, quello che permette le contrazioni e lo svuotamento dell'urina, sia l'unico muscolo liscio a controllo volontario - mentre tutti gli altri non lo sono - la dice forse lunga sul carattere ombroso di questo organo. L'International Incontinence Society, cioè la società medica internazionale che si occupa dell'incontinenza urinaria, definisce la vescica iperattiva nel modo seguente: “Tutte le situazioni in cui si sospetta che la causa dei sintomi di urgenza, frequenza, incontinenza da urgenza e nicturia sia l'attività incontrollata del detrusore”. Il detrusore è il motore della vescica, cioè quel muscolo che ne permette lo svuotamento quando necessario, basandosi, per agire, su segnali che gli provengono dal sistema nervoso centrale: da qui il discorso della volontarietà. Tuttavia, tolti alcuni casi nei quali l'errato funzionamento di questo muscolo fa seguito alla presenza di malattie neurologiche come la sclerosi multipla, la malattia di Parkinson e quella di Alzheimer, nella stragrande maggioranza dei pazienti la “permalosità” del detrusore è determinata da fattori ancora sconosciuti. Le figure allegate, tratte da La vescica iperattiva di Paul Abrams e Alan Wein, spiegano in sintesi il funzionamento di una vescica normale e di una iperattiva. Dal momento che gli impulsi provenienti dal sistema nervoso centrale e diretti al muscolo detrusore passano attraverso particolari recettori, detti muscarinici, tolterodina (che blocca selettivamente proprio questi recettori) interferisce con questi impulsi anomali e "tranquillizza" il detrusore diventato improvvisamente "permaloso", che altrimenti reagirebbe con continue contrazioni, anche in presenza di bassi livelli di riempimento della vescica e comunque tali da non stimolare, in condizioni normali, il desiderio di urinare
Epidemiologia dell'incontinenza urinaria Tra gli italiani ultracinquantenni e le loro connazionali ultraquarantenni, la prevalenza media dell'incontinenza urinaria è rispettivamente del 3,4 e dell'11,4 per cento. Negli uomini il disturbo è più grave e solo il 21,9% lo definisce occasionale (meno di un episodio al mese) mentre fra le donne la percentuale corrispondente è quasi doppia cioè 43,2 %. Quanto ai fattori di rischio - ponendo pari a uno la probabilità che una persona senza fattori noti vada incontro a incontinenza urinaria - nella donna i più significativi sono il sovrappeso corporeo (il rischio relativo RR sale a 2,5 se l'indice di massa corporea, cioè il rapporto fra il peso in chili e il quadrato della statura in metri, supera 27,3), la parità (RR 1,9 per due gravidanze a termine e 2,2 per tre o più), una storia di infezioni urinarie ricorrenti (RR 2,2) o di chirurgia urologica (RR 1,9). Nell'uomo, invece, il rischio di incontinenza urinaria è di molto accentuato dalle infezioni urinarie ricorrenti (RR 12,5) e dalle malattie neurologiche (RR 6,0), un po' meno anche dalla chirurgia urologica (RR 2,6) e dalla prostatectomia (RR 1,9). Sono questi, in sintesi, i principali risultati di un'indagine sulla prevalenza e sui fattori di rischio dell'incontinenza urinaria organizzata dall'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano e condotta su quasi 5.500 persone distribuite su tutto il territorio nazionale. I ricercatori del “Mario Negri”, coordinati dall'epidemiologo Fabio Parazzini, hanno estrattto un campione statisticamente significativo (2.767 donne e 2.721 uomini) dagli elenchi assisititi di una cinquantina di medici di medicina generale operanti in sei realtà territoriali di tutta Italia: Bari, Milano, Modena, Roma, Udine e Varese. Una breve intervista telefonica all'intero campione ha consentito di estrarne una sottopopolazione di 408 persone (92 uomini e 316 donne) che avevano segnalato almeno un episodio di incontinenza urinaria nell'anno precedente l'intervista. A costoro, detti “casi”, sono stati accostati i controlli, altre 408 persone estratte dal medesimo campione e di pari età e sesso, ma senza episodi di incontinenza urinaria nell'anno precedente. Nella seconda fase dello studio, 293 casi (229 donne e 64 uomini) e 289 controlli (222 donne e 67 uomini) hanno quindi rilasciato personalmente ai ricercatori una seconda intervista, mentre 115 casi (28,2 per cento) e 119 controlli (29,2 per cento) hanno rifiutato tale approfondimento. |
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