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Il cancro al polmone – Una introduzione Guido Pastorino - guido.pas@tiscali.it |
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Questi dati drammatici e significativi non possono che riportare l’attenzione di tutti su una delle patologie più gravi e diffuse, nonché più difficili da diagnosticare e da combattere, fra quelle presenti nella società contemporanea; siamo di fronte ad una malattia in continuo aumento su scala mondiale, con una percentuale di crescita dello 0,5 per cento annuo; una malattia che è stata inclusa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità fra i problemi più pressanti con cui l’umanità dovrà fare i conti nel nuovo secolo. Vediamo allora i principali caratteri di questa patologia: innanzitutto, data l’assoluta importanza dell’organo che interessa, il tumore al polmone ha – ovviamente – ripercussioni immediate e molto gravi sul corretto e sano funzionamento di tutto l’organismo; inoltre, le cellule tumorali possono, assai facilmente, andare a creare metastasi in altre parti del corpo, giungendovi attraverso l’apparato circolatorio o tramite il sistema linfatico. Esistono due categorie principali di tumori polmonari: il carcinoma polmonare non a piccole cellule (CPNPC) e il carcinoma polmonare a piccole cellule (CPPC). In Italia, circa il 75-80% dei casi diagnosticati appartiene alla prima categoria e il rimanente 15-20% alla seconda. Il CPNPC comprende tre tipi distinti di carcinoma: l’adenocarcinoma, il carcinoma a cellule squamose (definito anche carcinoma epidermoide) e il carcinoma a grandi cellule. Se un carcinoma non a piccole cellule viene diagnosticato precocemente, può essere asportato tramite intervento chirurgico. Invece, il CPPC, ovvero il carcinoma polmonare a piccole cellule (chiamato anche “a chicco d’avena" per via della forma delle cellule, o "microcitoma"), è un tipo di cancro più aggressivo del carcinoma non a piccole cellule e, come detto in precedenza, è anche meno diffuso. Altri tipi di cancro che possono interessare i polmoni sono il carcinoide e il mesotelioma, che possono anche presentarsi come tumori primitivi in altre parti del corpo. Il carcinoide è un tipo di tumore a basso grado di malignità che colpisce le cellule neuroendocrine; l’unica terapia possibile contro questo tipo di tumore è l’intervento chirurgico, attuabile solo in presenza di una lesione localizzata. Il mesotelioma maligno è invece una rara forma di tumore che può avere origine in diverse parti del corpo, ma che solitamente si sviluppa nella pleura viscerale che riveste i polmoni. Si tratta di un cancro difficile da diagnosticare e raramente curabile; i sintomi più comuni sono fame d’aria (dispnea) e dolore al torace; la sua causa principale è rappresentata dall’inalazione di polvere d’amianto. Sostanzialmente, tre sono i trattamenti di cura possibili per il cancro al polmone: la resezione chirurgica, la radioterapia e la chemioterapia. Finora i migliori risultati sono stati ottenuti con il primo metodo, soprattutto quando la diagnosi è precoce e i tessuti da asportare in quantità non eccessiva; comunque, come è lecito aspettarsi, il campo della ricerca resta apertissimo, e ci si augura che presto novità decisive possano rendere molto più efficace la terapia. Esistono poi alcuni farmaci che possono venire in soccorso del malato in vari modi, soprattutto per cercare di lenire quelli che sono i sintomi della malattia a livello polmonare; è invece notizia recente (18-5-2002, fonte Reuters) quella degli esiti abbastanza positivi che sta dando la sperimentazione, negli USA, di un nuovo farmaco, chiamato Iressa, capace di attaccare le cellule cancerogene e di far regredire, nel 19 per cento dei casi, il tumore, con effetti collaterali molto ridotti, se si eccettua un'eruzione cutanea simile all'acne. Infine, qualche nota sulla prevenzione: quantunque non esistano, a tutt’oggi, precise procedure di screening (come invece già avviene per i tumori della mammella, della prostata, dell’utero e della pelle) è importante sorvegliare, sia da parte del medico che del paziente, possibili sintomi sospetti, come ad esempio debolezza generale, dispnea (la cosiddetta “fame d’aria”), dolori al torace, perdita di peso e/o di appetito, polmoniti e bronchiti che tardano a guarire, tosse persistente, con o senza emottisi. Non dobbiamo però nasconderci che, per il tumore al polmone, la vera prevenzione ha un’unica forma: evitare il più possibile di fumare, anche passivamente. Dati attendibili affermano che più dell’85 per cento dei casi si manifesta in fumatori o ex-fumatori. È noto anche che circa una persona su sei fra quelle colpite da questo cancro non ha mai fumato, ma ciò è di ben poca consolazione. Qualunque tipo di fumo è dannoso, dalla sigaretta alla pipa, dal sigaro alla marijuana. Purtroppo, il rischio per un ex-fumatore resta sempre significativamente più alto del rischio per chi non ha mai fumato, ma anche significativamente più basso rispetto a chi continua imperterrito a fumare.
Tumore al polmone in Italia: percentuali di sopravvivenza a 1-3-5 anni dalla diagnosi.
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