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I Disturbi dell’ Eiaculazione: un vero problema di coppia Aldo Franco De Rose - aldofrancoderose@clicmedicina.it |
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Mentre per il deficit erettivo esistono degli studi epidemiologici molto precisi, informandoci che, almeno in Italia, il 12.9 % della popolazione maschile dai 18 ai 70 anni, circa 3 milioni, ne è affetto, per i disturbi dell’eiaculazione non esiste nulla al riguardo; la sua alta incidenza si deduce dal fatto che, in circa l’80% delle visita urologiche o andrologiche, viene lamentata l’eiaculazione precoce e più raramente eiaculazione ritardata o assenza dell’eiaculazione durante il rapporto sessuale. In più di 16800 domande che sono state rivolte on line al mio sito personale “l’andrologo risponde” di www.medicioggi.it e www.clicmedicina.it , nel corso di due anni, 7400 persone dai 16 ai 64 anni, cioè il 44, 5 %, hanno lamentato un disturbo dell’eiaculazione. I dati estrapolati tra la prima e la seconda risposta, sono stati pochi ma significativi. Nel 72 % il disturbo durava da più di 5 anni, nel 28 % era transitorio e durava da sei mesi – un anno. Tutti hanno riferito insoddisfazione durante il rapporto sessuale. Solo 3700 avevano consultato un medico specialista. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, si convive con il problema, innescando ed accrescendo molti problemi psichici come l’ansia, la depressione sino ad arrivare alla riduzione della propria autostima ed indebolendo oltre all’intesa sessuale anche il rapporto di coppia più in generale. Fisiologicamente l’eiaculazione rappresenta quindi l’azione neuromuscolare più complessa dell’intero atto sessuale ed è il risultato di una perfetta integrazione funzionale fra il sistema nervoso centrale e periferico a cui si associa una attiva partecipazione della componente psico- emotiva. Il meccanismo dell’eiaculazione è composto da tre fasi principali : - La prima fase è detta di preparazione ed è costituita da un progressivo incremento delle secrezioni della ghiandola prostatica e vescicole seminali (fase dipendente dal sistema nervoso parasimpatico) - La seconda fase è quella della emissione, sicuramente quella più complessa ed è caratterizzata dall’accellerazione del transito degli spermatozoi lungo il deferente e dalla potente contrazione peristaltiche della muscolatura liscia dei deferenti stessi, delle ampolle referenziali, delle vescicole seminali e degli acini della ghiandola prostatica che provocano la emissione del liquido seminale nell’uretra posteriore. In questa fase il liquido seminale rimane cioè intrappolato nell’uretra prostatica tra lo sfintero striato dell’uretra ed il collo vescicole, che naturalmente rimangono chiusi. SI forma così una camera di compressione - La terza fase è quella della eiaculazione vera e propria ed è caratterizzata da contrazioni ritmiche e ben coordinate contrazioni dei muscoli ischio e bulbo cavernoso, del pavimento pelvico e dal contemporaneo rilasciamento del muscolo sfintero esterno dell’uretra, mentre rimane chiuso il collo vescicale. Solo a questo punto il liquido seminale viene espulso all’esterno. |
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