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Bambini nel mondo

Maria Vincenza Chiesa, Pediatra - marienzachiesa@clicmedicina.it 

Il 20 novembre 1989, a New York, è stata approvata dalle Nazioni Unite la CONVENZIONE INTERNAZIONALE SUI DIRITTI DELL'INFANZIA.

La data coincide con un duplice anniversario la dichiarazione dei diritti dell'uomo (1789)e la dichiarazione dei diritti del bambino (1959). Ma, mentre in precedenza si trattava di una semplice enunciazione, il documento dell'89, se ratificato, costituisce non solo una dichiarazione di principio,ma un vero e proprio vincolo giuridico per gli stati contraenti, che si impegnano a far sì che i diritti e le libertà proclamate dalla convenzione siano resi effettivi.

Nel settembre 1990 si è svolta a New York,alla presenza di un numero senza precedenti di capi di stato e di governo il VERTICE MONDIALE PER L'INFANZIA. La guerra fredda era finita e si era diffusa la speranza che il denaro precedentemente speso per armamenti,potesse essere destinato allo sviluppo umano, venne sottoscritto un documento audace ed inequivocabile nel quale si attestava che “Il benessere dell'infanzia richiede interventi politici ai massimi livelli”

I governanti avrebbero dovuto riunirsi di nuovo il 19/9/01 ma la riunione, a seguito dei tragici eventi dell'11 settembre è stata rinviata a maggio 2002.

In tale data è stato sottoscritto un nuovo documento intitolato "UN MONDO DEGNO DEI BAMBINI", nel quale si ribadiscono i programmi già stabiliti nel 90 e solo in piccola parte realizzati. Novità assoluta di questa sessione ONU è stata la presenza di bambini e ragazzi(400 rappresentanti) provenienti da tutto il mondo “Siamo risoluti a cambiare il mondo per i ragazzi” hanno dichiarato i partecipanti “E con loro invitiamo tutti i membri della società ad impegnarsi in un movimento mondiale che contribuisca alla costruzione di un mondo degno dei bambini."

Gli impegni fondamentali  non cambiano: eliminare la povertà, proteggere ciascun bambino contro le malattie, la guerra, le sevizie e lo sfruttamento, permettere a ciascun bambino di accedere all'istruzione, ascoltare i ragazzi e assicurare loro la partecipazione, proteggere la terra per i bambini.

Chi potrebbe sinceramente dichiarare che questi sono obiettivi irraggiungibili? Possediamo senza ombra di dubbio sia le risorse che le

conoscenze tecnologiche necessarie, ciò nonostante il divario tra paesi ricchi e poveri cresce di giorno in giorno e l'accesso al benessere è concentrato in pochi paesi.

Nel mondo ci sono 2,1 miliardi di bambini, il 36% della popolazione mondiale, ogni anno nascono 132 milioni di bambini, di questi il 33% non viene denunciato alla nascita, non ha quindi un'identità, può diventare facile preda di traffici illeciti,adozioni illegali,traffico d'organi,sfruttamento lavorativo sino alla vera e propria schiavitù, abuso sessuale.

Chi non esiste non può avere diritti!

10 milioni di bambini(il 13% del totale dei nati) sotto i 5 anni muoiono ogni anno per malattie evitabili e per malnutrizione.

Il 18% dei bambini non ha accesso all'acqua potabile ed il 39% vive in zone prive di impianti igienici o fognari.

14 milioni di ragazzi al di sotto dei 15 anni sono sieropositivi (l'80% di essi vive in Africa,in Europa il triste primato spetta ai bimbi rumeni: 3000 infetti.)

Esistono nel mondo 300.000 bambini soldato e si stimano250 milioni di bambini lavoratori,spesso in stato di schiavitù vera e propria nelle piantagioni africane o nelle cave di pietra e nelle fornaci dell'America latina.

In India i bambini lavoratori producono il 23% del prodotto interno lordo e guadagnano in media 150 vecchie lire al giorno,ma non dimentichiamo i circa 500.000 bambini che lavorano in Italia, impiegati soprattutto nell’industria dell'imitazione ed in agricoltura.

Il lavoro infantile perpetua lo stato di povertà, perché impedisce la frequenza scolastica, quindi l'istruzione e la possibilità di riscatto.

130 milioni di bambini in età scolare non ha accesso alla scuola (73 milioni

sono femmine) ed ancora milioni di bambini usufruiscono di scadenti condizioni di apprendimento.

Ogni anno almeno 1 milione di bambine è avviato e costretto alla prostituzione per un giro di affari di diversi miliardi di dollari. Il 4,1% dei bambini tailandesi è coinvolto nel commercio sessuale,tale commercio è in netto aumento nelle Filippine,in Cambogia ed in Cina. Per quanto riguarda l'America Latina ed i paesi caraibici è in pieno sviluppo il turismo sessuale, in ascesa pure nei paesi dell'Est europeo. Poche le notizie dall'Africa, dove la prostituzione infantile e la prostituzione in genere sono favorite dall'estrema povertà.

Dagli enunciati alla realtà la distanza è enorme,ma molti progressi sono stati fatti e sicuramente la globalizzazione intesa come conoscenza reciproca ed evidenza delle diverse realtà,non ammette di ignorarle e quindi impone di proseguire nella strada della risoluzione dei problemi dei bambini nel mondo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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