Genova Anno V - n°28 - 03.04.2007 Pagine Nazionali

del 19/04/2007

 

Vulvodinia


Dott. Murina Filippo

in collaborazione con: Dr. Tassan Pietro e Dr. Roberti Pasquale

Il termine vulvodinia viene utilizzato per identificare una condizione nella quale viene lamentato un fastidio vulvare, spesso descritto come bruciore, in assenza di alterazioni visibili di un qualche rilievo. La vulva è la parte più esterna degli organi genitali femminili. La vulva è all’ingresso ed in qualche modo protegge gli organi sessuali della donna, la parte terminale dell’apparato urinario (uretra), il vestibolo e la vagina, ed in particolare è punto fondamentale della risposta sessuale femminile. La diagnosi di vulvodinia è clinica, ossia si realizza quando all’esame ispettivo, anche con l’ausilio di dispositivi d’ingrandimento (vulvoscopia) non si evidenziano reperti riferibili a cause di dolore vulvare secondarie a malattie specifiche; queste sono condizioni quali infezioni (candidiasi, herpes,etc.), infiammazioni (lichen planus,etc.), neoplasie (carcinoma,malattia di Paget, etc.), oppure patologie neurologiche (nevralgia post-herpetica,etc.).
La vulvodinia può essere localizzata a parte della regione vulvare o generalizzata , spontanea o provocata da tutto ciò che induce sfregamento (indumenti stretti,posizione delle gambe,utilizzo della bicicletta etc.), e soprattutto dall’attività sessuale che può diventare improponibile per l’intensa sensazione dolorosa alla penetrazione (dispareunia).
La forma più frequente di vulvodinia è quella localizzata in sede vestibolare (Vestibolodinia),in passato definita Sindrome vulvo-vestibolare o Vestibulite vulvare.
 

Tratto da NVA-Patient guide


La vestibolodinia si caratterizza per dolore al contatto con la regione vestibolare o al tentativo d’ingresso in vagina; dolorabilità alla pressione localizzata al vestibolo (swab test),senza nessuna evidenza di segni fisici eccetto vari gradi di rossore vestibolare (eritema).
Le cause della vulvodinia non sono pienamente note ; attraverso particolari tecniche di laboratorio (immuno-istochimiche) è stato dimostrato un incremento d’innervazione nel contesto del vestibolo vaginale (iperplasia fibre nervose). Attualmente la teoria maggiormente accreditata circa il dolore vulvare persistente, in assenza di stimoli che lo inducono (allodinia) o amplificato rispetto allo stimolo applicato (iperestesia), è quello di un meccanismo di sensibilizzazione spinale.
Si ipotizza che in soggetti predisposti geneticamente, stimoli irritativi di varia natura (vaginiti,cistiti,etc.) inducano un processo infiammatorio cronico. Tra i primi attori di questo scenario vengono ritrovate particolari cellule,i mastociti, cha hanno la peculiarità di liberare mediatori ad azione infiammatoria (citochine).
Queste sostanze,ad azione tossica, inducono una persistente alterazione delle fibre nervose vestibolari (iperplasia ed ipertrofia); pertanto nella vestibolodinia si realizza un meccanismo infiammatorio su base neurogenica .
L’alterazione neuropatica vestibolare condiziona,alla lunga, una ridotta soglia del dolore a livello del cervello, creando un circuito di automantenimento del dolore.
La muscolatura che è posta in corrispondenza dell’ingresso vulvare (muscoli del pavimento pelvico) è spesso interessata da un processo di irrigidimento (ipercontrattura),che condiziona un’accentuazione del dolore e della difficoltà nei rapporti sessuali. Ancora non è noto se ciò sia secondario al dolore, o svolga un qualche ruolo nel meccanismo posto alla base dell’alterazione delle fibre nervose.
Numerose sono state le cure per la vulvodinia proposte nel tempo, con risultati variabili
sia come efficacia che per persistenza dei risultati raggiunti.
Alcune pazienti hanno beneficio da un trattamento, mentre altre non rispondono alla medesima terapia od addirittura hanno rilevanti effetti collaterali.
Non esiste un singolo trattamento appropriato per ogni paziente, ma può essere necessario del tempo per trovare una terapia (od una combinazione di terapie diverse) in grado di eliminare i sintomi. E’ importante considerare che annualmente sono condotte molte ricerche sulla vulvodinia. Questi studi sono finalizzati sia a svelare le reali cause della malattia, sia a validare l’efficacia delle terapie.
Le terapie attuali possono essere così riassunte:
- Anestetici locali in crema : anestetici topici in crema,come la Lidocaina possono essere applicati direttamente in sede vestibolare per alleviare transitoriamente il dolore,soprattutto prima dei rapporti sessuali. E’ fondamentale non abusare di questi prodotti per la frequente comparsa di fenomeni allergici.
- Farmaci (Es. amitriptilina,gabapentina e pregabalina): Questi prodotti modificano i livelli di neurotrasmettitori (sostanze chimiche che conducono gli impulsi da un nervo all’altro); sono stati originariamente sviluppati per la terapia della depressione o per la cura dell’epilessi, ma si sono rilevati anche molto utili per la cura di alcune tipologie di dolore cronico. Possono essere utili nella terapia della vulvodinia, soprattutto nella forma generalizzata, utilizzati a dosaggi inferiori ed soprattutto in associazione tra loro.Questo riduce gli effetti collaterali che possono essere rilevanti.
- Aliamidi: questi prodotti sia in forma topica che somministrati per via orale,agiscono sui mastociti,cellule primariamente implicate nell’alterazione del nervo. Sono presidi molto promettenti anche per l’assenza di effetti collaterali.
- Elettrostimolazione antalgica (Tens): La Tens è una metodica terapeutica di applicazione di correnti elettriche a basso voltaggio attraverso la cute in vari siti. L’efficacia della Tens nel trattamento del dolore è stata ampiamente studiata, e attualmente sono disponibili più di 600 pubblicazioni scientifiche in questo settore di ricerca. L’utilizzo della Tens è giustificato dall’ interpretazione della vulvodinia come una sindrome dolorosa regionale complessa su base neuropatica (malattia del nervo vestibolare). La tecnica da ottimi risultati soprattutto nelle forme localizzate(Sindrome vulvo-vestibolare).
- Riabilitazione della muscolatura del Pavimento Pelvico : Rilassare e rieducare ad una cooretta funzionalità la muscolatura pelvica,può contribuire a ridurre la percezione del dolore. Ciò può essere eseguito tramite esercizi mirati od attraverso una tecnica definita “biofeedback”. Questa consente di tradurre il tono muscolare in un segnale luminoso e sonoro; pertanto attraverso precisi esercizi di rilassamento ,si diventa consapevoli dell’attività della propria muscolatura,imparando di conseguenza a controllarla.
- Terapia infiltrativa vestibolare: L’infiltrazione vestibolare di cortisonici associati ad anestetici locali si sono dimostrati molto utili per la cura della vulvodinia soprattutto in forme molto localizzate a livello vestibolare .L’infiltrazione porta il farmaco nella sotto-mucosa deve le terminazioni sono più addensate.
- Chirurgia: In caso di vulvodinia vestibolare è possibile asportare una piccola porzione di tessuto mucoso unitamente alle terminazioni nervose sottostante.La tecnica può dare risultati variabili e comunque non è considerabile una terapia di prima scelta,visto la discreta invasività.
- Tecniche cognitivo-comportamentali: l’approccio psicossessuologico può essere utile come presidio adiuvante nella “ricostruzione” di una sessualità spesso perturbata da una malattia che dura da molto tempo
- Terapie Alternative: Ci sono terapie che possono essere usate in aggiunta alle cure tradizionali per trattere alcune sindromi dolorose croniche.Tra le terapie alternative ci sono l’agopuntura,massaggi, tecniche di rilassamento e quelle cognitivo-comportamentali.
- Dieta: Gli ossalati sono sostanze normalmente eliminati nelle urine; in alte concentrazioni questi possono formare dei cristalli. L’emissione di cristalli di ossalato, in alte concentrazioni, può accentuare il bruciore in una paziente con vulvodinia.

Alto contenuto di Ossalati (alimenti da evitare): Spinaci, Arachidi,Sedano, Mirtilli, Fragole Cioccolato, Fagioli cotti, Melanzane, The, Patate dolci, Crusca di grano;

Moderato contenuto di Ossalati: Mele, Arance, Ananas, Carote, Broccoli, Pomodori, Asparagi, Sardine,Caffe,Pesche.


Durante l’esecuzione di terapie specifiche od anche quando i sintomi sono sotto controllo, seguire adeguate norme comportamentali aiuta a migliorare l’efficacia del trattamento ed a ridurre le recidive.

- Indossare biancheria intima di cotone bianco e pantaloni comodi ed ampi
- Usare detergenti intimi adeguati: delicati,non profumati (acqistarli in farmacia)
- Utilizzare il detergente intimo solo 1-2 volte algiorno; in caso di necessità utilizzare solo acqua.
- Evitare che lo shampoo od il bagno schiuma entrino in contatto per lungo tempo con l’area vulvare.
- Non trattenere a lungo l’urina; cercare di avere un intestino regolato
- Usare assorbenti in puro cotone; evitare salva-slip
- Applicare un panno freddo o fare un bidet con acqua fredda dopo i rapporti sessuali
- Evitare esercizi fisici che comportino un eccessivo sfregamento e frizione sulla regione vulvare (Es.bicicletta,ciclette o spinning)

Uno dei problemi principale riguardanti la vulvodinia è avere una corretta diagnosi. Spesso la malattia non è conosciuta,sottovalutata e trascurata. Ciò ritarda la messa in atto di specifiche terapie, gettando lo sconforto nelle pazienti che sovente ricorrono a numerosi consulti senza alcun risultato.
A tale proposito,a seguito della lodevole iniziativa di alcune donne, è nata l’Associazione Italiana Vulvodinia (www.vulvodinia.org) con l’obiettivo di diffondere la conoscenza di questa patologia a tutt’oggi poco conosciuta anche alla stessa classe medica.
L’associazione persegue i seguenti scopi:
- Incoraggiare e sostenere progetti di ricerca finalizzati a trovare terapie sempre più efficaci
- Enfatizzare il coordinamento interdisciplinare nell’approccio alla malattia
- Sostenere le pazienti con vulvodinia tramite iniziative mirate a carattere informativo, psicologico ed economico

Dott. Murina Filippo

Hanno collaborato : Dr. Tassan Pietro; Dr. Roberti Pasquale


   






  

 


Queste pagine sfruttano standard di programmazione avanzata , sebbene i contenuti sono visibili con tutti i browser, una grafica più piacevole è ottenibile con un browser attuale. Se leggete questo messaggio, avete salvato la pagina sul Vs. disco, oppure siete in Internet con un browser non attuale. Se lo desiderate potete scaricare gratuitamente un browser standard attuale adatto alla Vs. piattaforma dal sito http://webstandards.org/act/campaign/buc/

Stampa ottimizzata con standard avanzati