Egregio dottore,
sono un paziente operato di TURP il 7 marzo scorso per ipertrofia prostatica
benigna.
Dimesso dall'ospedale dopo 7 giorni (di cui 6 con il catetere a tre vie)
sono dovuto rientrare il 19/3 per ematuria. E' stato riposizionato di
nuovo il catetere a tre vie con ripetute cistolusi e rimosso il 23 con urine
chiare da minzione spontanea.
Mi è anche stato controllato il residuo postminzionale due volte con un
apparecchio con risultati 10 ml e
20 ml. e fatto un uroflusso : quantità di urina di 380 ml ma con residuo di
100 ml.
Dal 7 marzo fino al 30 marzo ho preso ciproxin 250mg (e seleparina ).
Ho ancora i seguenti disturbi:
1) Durante o subito dopo la minzione per circa ½ minuto ho un dolore
(sopportabile) che si irradia dal basso pube fino all'orifizio uretrale e che
comunque è diminuito di intensità e, dopo, ho ancora la necessità di
2-3 getti di urine.
2) Inoltre ho necessità di urinare abbastanza spesso e, SE è passato un po’
di tempo dall’ultima minzione, (mezz’ora-un’ora) “SENTO” O USO L'ACQUA, HO UN
FORTE STIMOLO AD URINARE (che, però, riesco a trattenere anche se a fatica).
Capita, a volte, che dopo tale “sforzo”ci sia all’inizio del getto urinario una
“leggera colorazione”.
Una recente urinocoltura , su proposta del medico di base, ha dato esito
negativo.
Ciò che desidererei sapere è:
+) se questo è normale a distanza di due mesi dall'intervento, 45 giorni
"dalla ricaduta".
+) quando dovrò eventualmente ritenerlo "non normale" e farmi visitare ?
Ringraziandola, buon lavoro e Grazie
Risposta
Il dolore perineale e i
bruciori irradiati all'estremità distale del pene durante la minzione possono
essere il residuo di una prostatite. Anche lo stimolo ad urinare spesso
rappresenta un sintomo di questa patologia, che durante l'intervento di turp può
verificarsi. In ogni caso non bisogna dimenticare che lei ha avuto, certo non
per sua colpa, una ritenzione urinaria dopo le dimissioni, per cui per
raggiungere il pieno benessere, dovrà aspettare ancora un mese circa. In ogni
caso si faccia anche visitare dai colleghi in modo che le suggeriscano, se lo
riterranno opportuno, un terapia appropriata, anche se l'urinocoltura è
risultata negativa.
arrivederci
Aldo Franco De Rose (Andrologo - Urologo, della clinica Urologica di Genova)