Genova Anno V - n°28 - 02.04.2007 Pagine Nazionali

“Non sei solo” un aiuto per il trapianto


Nasce il progetto per informare i pazienti con trapianto di fegato
Con il progetto “Non Sei Solo”, l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Pisa (AOUP) risponde alla richiesta di informazioni e sostegno dei pazienti in lista d’attesa o già sottoposti a trapianto di fegato.
Attivato il numero verde 800 381 717, accessibile ai pazienti e ai familiari e previsti incontri mensili con personale specializzato per avere assistenza psicologica nel periodo pre e post trapianto.
Il progetto rientra nel programma HPH - Health Promoting Hospitals (Ospedali per la Promozione della Salute) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Il percorso trapiantologico è sicuramente fra i più complessi e sofferti nella vita di un paziente. Ecco perché è essenziale creare una rete di assistenza non solo sanitaria ma anche psicologica per l’ammalato e i familiari.
A questo mira il progetto di comunicazione “Non Sei Solo”, attivato dall’
Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana (AOUP – che comprende gli ospedali Cisanello e Santa Chiara di Pisa) per supportare i pazienti con malattie epatiche, in lista d’attesa per il trapianto di fegato o già trapiantati.
Tra le attività previste, l’istituzione di un numero verde 800 381 717 (attivo su tutto il territorio nazionale dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 11.00) al quale potranno rivolgersi anche coloro che vogliono informazioni su malattie epatiche severe (come per esempio l’epatite C e B e la cirrosi) e l’organizzazione di incontri mensili con personale specializzato, che hanno l’obiettivo di assistere psicologicamente i pazienti durante tutto il ‘percorso di cura’: dalla gestione della malattia epatica nel periodo che precede l’intervento all’inserimento in lista d’
attesa, dalla chiamata al ricovero, al periodo post trapianto.

“Il progetto – spiega Franco Filipponi, Coordinatore dell’Organizzazione Toscana Trapianti- OTT- e Direttore del Centro di Trapiantologia Epatica dell’Ospedale Cisanello di Pisa - vuole favorire l’informazione e l’
educazione delle persone che hanno subìto o subiranno il trapianto di fegato, così da rendere il paziente “esperto”, cioè cosciente e collaborativo durante tutto il percorso di cura. Un obiettivo, quest’ultimo, raccomandato anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che a questo scopo ha creato il programma HPH - Health Promoting Hospitals (Ospedali per la Promozione della Salute), al quale l’Azienda Ospedaliero- Universitaria Pisana aderisce, e che prevede lo sviluppo di piani di comunicazione al paziente che soddisfino standard di qualità definiti”.

Un’attenzione particolare è dedicata inoltre alla gestione dei trattamenti antirigetto che seguono il trapianto. “I farmaci immunosoppressivi – precisa Filipponi - hanno rappresentato una svolta nella medicina, rendendo possibile la nascita dell’attività trapiantologica. La loro somministrazione, tuttavia, si basa su un attento studio delle reazioni del paziente che permettono di calibrare la terapia, rendendola più efficace.
Per questo motivo la collaborazione della persona che ha subìto il trapianto è fondamentale, sia per quanto riguarda l’aderenza al trattamento che la comunicazione degli effetti allo specialista. Ma perché questo accada, il paziente deve essere seguito e informato sul cammino da compiere”.

Il progetto “Non Sei Solo” è stato realizzato dal Coordinamento Trapianto Fegato dell’AOU Pisana, in collaborazione con il Dipartimento Infermieristico Aziendale. Sono coinvolti 72 infermieri dell’Unità Operativa di Trapiantologia Epatica Universitaria, della Sala Operatoria e dell’Unità di Terapia Intensiva post-trapianti dell’AOUP, 2 epatologi, 2 chirurghi ed un consulente psicologo.
I bisogni del paziente sono stati individuati grazie a questionari mirati, da cui sono emerse le problematiche maggiori. Tra queste, quella più frequente riguardava proprio la richiesta, subito dopo l’intervento, di un contatto diretto con l’équipe sanitaria del Centro pisano.

Organizzazione Toscana Trapianti (OTT)
L'Organizzazione Toscana Trapianti gestisce l’attività trapiantologica in Toscana. È costituita dalle strutture operative distribuite nelle 16 Aziende Sanitarie ed Ospedaliere della Regione e conta 16 coordinamenti locali per la donazione, un centro di allocazione di organi e tessuti, 36 rianimazioni,
12 centri che effettuano trapianti (organi e cellule), 6 centri di conservazione (tessuti e cellule), laboratori di istocompatibilità, di analisi chimico-cliniche, di microbiologia, unità operative di neurologia, radiologia, anatomia patologica e di medicina trasfusionale.
Nel 2006 in Toscana i donatori effettivi d’organo sono stati 42,3 per milione di abitanti; i trapianti eseguiti sono stati 333, di cui 119 di fegato. Nella Regione il tempo medio di attesa per un trapianto di fegato è inferiore a 4,6 mesi.

 






  

 

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>>>continua



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