Genova Anno V - n°28 - 03.04.2007 Pagine Nazionali

del 18/04/2007

 

Cellule staminali proteggono dall'ischemia cerebrale


clicMedicina - redazione@clicmedicina.it

Le cellule staminali proteggono dal danno causato da ischemia cerebrale, in seguito a ictus.
Questo importante risultato è stato ottenuto da un gruppo di ricercatori coordinato dalla Dr.ssa Maria Grazia De Simoni dell’Istituto Mario Negri di Milano in collaborazione con l’Istituto Neurologico Besta di Milano e con l’Università di Losanna. Lo studio è stato pubblicato oggi sulla prestigiosa rivista scientifica PloS ONE.

L’ictus è la prima causa di invalidità permanente e la terza causa di morte nei Paesi industrializzati. Nonostante i progressi recenti nella gestione dei pazienti ischemici (diagnosi precoce, trombolisi, creazione di stroke unit e riabilitazione), l’ictus rappresenta ancora un problema medico irrisolto.

“L’ictus provoca la morte di molte cellule nervose e le cellule staminali in teoria potrebbero sostituirle. Qualche studio ha mostrato che queste cellule possono essere efficaci, tuttavia molti problemi sul loro utilizzo e molte domande sul meccanismo con cui inducono protezione erano ancora senza risposta” afferma Maria Grazia De Simoni.

“Il nostro studio ha evidenziato un possibile meccanismo d’azione. Una volta introdotte nell’area cerebrale colpita da ischemia le cellule staminali inducono la produzione di fattori protettivi da parte del tessuto stesso” spiega De Simoni. “Non è quindi necessario, come è stato in passato sostenuto, che le cellule staminali si trasformino in neuroni per proteggere dai danni dell’ischemia e restaurare le funzioni cerebrali. E’ sufficiente la loro presenza nel tessuto cerebrale per provocare in questo una reazione protettiva.”

A tale reazione partecipano peraltro diverse cellule, tra cui la microglia, che tradizionalmente si riteneva avere solo un ruolo tossico e infiammatorio. “Noi invece suggeriamo che la microglia abbia anche una funzione protettiva” afferma De Simoni. “Dalle nostre ricerche emerge che queste cellule restano nel cervello solo per pochi giorni e poi vengono eliminate. Questo è un aspetto fondamentale, vista la potenziale capacità delle cellule staminali di trasformarsi in cellule tumorali”

Fonte: Istituto Mario Negri


   






  

 


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