Abstract.
In the paper, the microcirculatory remodelling, all
biophysical-semeiotic constitutions as well as common and severe human
diseases “real risk”, including diabetic and oncological ones, are based
on, is fully described. Such as microcirculatory pathological condition
is caused by inherited alterations of both parenchymal cells and related
microcirculatory bed cells, according to Angiobiopathy theory, dependent
of the mitochondrial cytopathy, I Termed Congenital Acidosic
Enzyme-Metabolic Istangiopathy. Microcirculatory remodelling is
characterized by physiological type I, ubiquitous, and type II, where
they are present, Endoarterial Blocking Devices (EBD) dysfunction, and
newborn-pathological, type I, subtype a), oncological, and b), common to
all other human disorders, EBD. Microcirculatory Functional Reserve
consequent impairment brings about tissue acidosis, different in
intensity, which parallels the severity of local microvessel remodelling.
From the clinical, biophysical-semeiotic viewpoint, inherited Real Risk
is characterized by alteration of microvessell compliance and by
newborn-pathological type I, subtype a) (cancer) and/or b) (common to
all other disorders) Endoarterial Blocking Devices, discovered by the
author.
Introduzione
All’inizio del terzo millennio la Semeiotica Biofisica ha permesso di
introdurre nuovi concetti in Medicina, utili nell’affrontare bedside con
successo molti problemi in attesa di una soddisfacente soluzione. Tra
questi è certamente la prevenzione primaria delle più gravi e comuni
malattie umane, tra cui il tumore maligno, solido e liquido, e il
diabete mellito (1-6).
E’ chiaro che una patologia può essere prevenuta su vasta scala soltanto
se siamo in grado di riconoscere “clinicamente”, a partire dalla
nascita, “tutti” gli individui a reale rischio, quantitativamente
valutato. Non ha senso attuare misure di prevenzione verso una data
malattia in individui che mai ammaleranno perché privi della congenita
predisposizione. La realizzazione della efficace prevenzione primaria
sarà realtà quando il medico di Medicina Generale saprà riconoscere le
numerose costituzioni e quantificare l’eventuale reale rischio nei
singoli individui in modo clinico, rapido ed affidabile (3-5).
Sia le costituzioni semeiotico-biofisiche sia i relativi reali rischi
che ad esse possono far seguito prima o poi, sono diagnosticati e
monitorati in modo clinico e “quantitativo” sulla base della valutazione
del patologico rimodellamento microvascolare, per anni o decenni
asintomatico, i cui meccanismi patogenetici sono in accordo con la
teoria dell’Angiobiopatia, che completa la tischendorfiana Angiobiotopia
(1-6).
Teoria Semeiotico-Biofisica dell’Angiobiopatia.
Negli ultimi tre decenni del XX secolo abbiamo assistito a stupefacenti
sviluppi e ad ineffabili conquiste della Biologia Molecolare e della
nuova Genetica. Con queste straordinarie e giustamente divulgate
conquiste della scienza, che si susseguono inarrestabili con la scoperta
di sempre nuove mutazioni geniche, alterazioni dei vari m-RNA e di
numerosi fattori nucleari, contrasta l’apparente immobilità ed
inefficacia della semeiotica fisica, a causa soprattutto del silenzio
sospetto che da sempre purtroppo circonda la Semeiotica Biofisica. Detto
altrimenti, in seguito alla scarsa affidabilità della semeiotica
ortodossa, giunta ai limiti del suo dominio, nel permettere una
raffinata ed accurata valutazione biologica di tutti i parenchimi,
nessuno ha pensato che tutte le mutazioni del DNA, sia mitocondriale sia
nucleare, inevitabilmente si ripercuotono sulla attività biologica dei
relativi sistemi, oggi studiati ed analizzati bedside con l’originale
semeiotica (1, 2, 5) (V. il sito http://www.semeioticabiofisica.it).
La valutazione biologica, semeiotico-biofisica, di tutti i sistemi
biologici mediante uno strumento clinico per la prima volta consente al
medico di raccogliere informazioni, indirette ma affidabili ed utili,
sul modo di essere e di funzionare di numerose attività di un tessuto,
in condizioni fisiologiche e patologiche, fornendo una notevole
ricchezza di informazione particolarmente in quella zona intermedia da
me definita “Zona Grigia”, Sindrome Pre-Metabolica, locus della
prevenzione primaria (1-6, 10, 11).
La conoscenza precisa dei fondamenti dell’Angiobiotopia di Tischendorf è
fondamentale per la comprensione dell’Angiobiopatia. Secondo la prima
teoria, infatti, tra parenchima e relativo sistema microvascolotessutale
vi è una stretta relazione di natura sia strutturale sia funzionale,
finalizzata a rifornire in modo ottimale materia-informazione-energia
alle cellule tessutali mediante un adeguato sistema microcircolatorio,
nelle diverse condizioni fisiologiche, come dimostra l’evidenza clinica
e sperimentale. Pensiamo, per esempio, ai muscoli ed alla struttura dei
locali microvasi oppure alle isole di Langherans e alle loro unità
microvascolotessutali sia a riposo sia durante l’attività massima.
Anni or sono, ho congetturato – ipotesi zero, mai falsificata in seguito
– che necessariamente deve esistere anche una correlazione tra modo di
essere di qualsiasi parenchima e quello del relativo microcircolo anche
in condizioni patologiche in atto o potenziali (2-6). La cellula
tessutale, sede di mutazioni geniche nel n-DNA e nel mit-DNA e quindi
con modificate attività biologiche che la predispongono ad una
determinata malattia, presenta un ben differente metabolismo energetico
nei confronti della cellula normale. Pensiamo, a modo di esempio, ai
processi ossido-riduttivi nella respirazione mitocondriale della
β-cellula insulare “diabetica”, prima e dopo l’insorgenza del diabete:
l’alterata fosforilazione ossidativa, caratterizzata da acidosi
istangica, provoca una secondaria, analoga, modificazione della
struttura-funzione microvascolare locale, la cui espressione è il
rimodellamento microcircolatorio, carratterizzato dalla ridotta
compliance arteriolare e specialmente dalla neoformazione patologica dei
Dispositivi Endoarteriolari di Blocco, tipo I (localizzati nelle piccole
arterie, sec. Hammersen, delle isole pancreatiche), e sottitpo b). Il
sottotipo a) è caratteristico del reale rischio oncologico (6) (Figura
1).

Figura: La decontrazione dei DEB naturali, presenti solo
in alcuni tessuti (muscolo scheletrico), consente una flowmotion
maggiore di quella osservata in presenza di DEB tipo I, sottotipob) e
soprattutto a), caratteristico del rischio oncologico. La conseguenza è
la diminuzione, di vario grado, del pH istangico
Per ricapitolare, secondo la teoria dell’Angiobiopatia il rimodellamento
microvascolare non è un evento “primitivo”, ma secondario al modificato
atteggiamento biologico delle cellule del relativo parenchima, provocato
dalle mutazioni nucleari “e” mitocondriali locali, che tuttavia dirigono
con meccanismi di retroazione l’attività delle cellule endoteliali e
muscolari lisce della parete dei corrispondenti microvasi, analogamente
modificate per via genetica nel loro mit-DNA ed n-DNA a causa dell’ICAEM
sempre presente.
Ne consegue la comparsa del rimodellamento microvascolare,
caratterizzato, come più volte sottolineato, dalla neoformazione
patologica dei dispositivi endoarteriolari di blocco tipo I, sottotipo
a), oncologici, e b), comuni alle altre malattie umane gravi e
frequenti, dalla ridotta compliance arteriolare e dalle modificazioni
della sostanza fondamentale interstiziale, altrove illustrate (1-6).
La Semeiotica Biofisica, permettendo la valutazione biologica accurata
di numerose attività cellulari, consente al medico di riconoscere, a
partire dalla nascita, il rimodellamento dei microvasi in tutti i
tessuti, monitorandone l’evoluzione magari sotto terapia (2-6).
Seguendo l’esempio del reale rischio di diabete, l’intensità del
riflesso pancreatico-ureterale medio, tipico dei DEB
neoformati-patologici, tipo I, sottotipo b) è correlata direttamente al
numero di queste strutture e, quindi, alla gravità dell’ostacolo al
flusso arteriolare (Figura 1).

Figura 1: Riflesso ureterale superiore, medio ed inferiore,
causati dalla stimolazione di differente intensità dei numerosi
trigger-points.Essi informano su struttura e funzione di tutte le
componenti dell’unità microvascolotessutale del relativo tessuto.
Infatti, mentre inizialmente il tempo di latenza del riflesso
pancreatico-gastrico aspecifico è nella norma (nel post-assorbimento, NN
= 12 sec.) la durata è tanto più prolungata (NN < 4 sec.) quanto più
intenso è il riflesso pancreatico-ureterale medio (Fig.2). Corrobora
l’esattezza della teoria il fatto che quando la durata del riflesso
gastrico aspecifico supera un punto critico variabile da individuo ad
individuo (circa 5 sec.) anche il suo tempo di latenza (= acidità
istangica) appare ridotto, cioè inferiore a 12 sec. lontano dal pasto:
la compromissione della RFM è correlata con l’acidosi istangica (Fig.3).

Figura 2: La figura mostra il riflesso gastrico-aspecifico:
nel postabsorptive state, dopo 12 sec. dall’inizio della stimolazione
dei trigger-points pancreatici, mediante pizzicotto cutaneo prolungato
di media intensità a livello dell’epigastrio subito all’interno delle
emiarcate costali, lo stomaco si dilata nel corpo e fondo, mentrela
regione antro-pilorica si contrae. Interessante è il fatto che nel sano
la durata del riflesso è inferiore a 4 sec., espressione di una normale
Riserva Funzionale Microcircolatoria correlata ad una fisiologica
struttura e funzione dei locali microvasi.
La semplice valutazione del riflesso gastrico aspecifico, per quanto
meno elegante e ricca di informazioni sul rimodellamento microvascolare
di quella ureterale, offre affidabili dati indiretti che consentono al
medico di conoscere il modo di essere anatomo-funzionale delle unità
microvascolotessutali, nel nostro esempio, delle isole di Langherans
(3).

Figura 3
Patogenesi e Conseguenze del Rimodellamento Microvascolare.
Sono in realtà molte le prove cliniche in favore dell’affermazione che
il rimodellamento microvascolare è secondario alla patologia delle
relative cellule parenchimali, causata dalla citopatia mitocondriale
nota come Istangiopatia Congenita Acidosica Enzimo-Metabolica (7-9).
Infatti, in tutti i casi da me osservati in una ormai lunga esperienza
clinica, il reale rischio semeiotico-biofisico è insorto sulla base
dell’ICAEM: dal punto di vista epistemologico, l’affermazione del tipo
“tutti” è chiaramente ricca di informazione: per falsificarla è
sufficiente, infatti, trovare un solo caso dal comportamento differente.
Innanzitutto, nelle varie costituzioni il riflesso ureterale medio,
tipico dei DEB neoformati-patologici, tipo I, è minimo (0,5 cm.), mentre
nel reale rischio esso aumenta progressivamente con la gravità del
rischio stesso. Inoltre, se la terapia medica e dietetica ha successo,
l’intensità del riflesso, espressione del numero di DEB patologici tipo
I e, quindi, dell’intensità del rimodellamento microvascolare si riduce
fino a “quasi” scomparire nei casi favorevoli, sempre associato al
miglioramento della locale flow-motion e quindi dell’ossigenzaione
tessutale. Corroborano quanto appena riferito i valori parametrici del
riflesso gastrico aspecifico che risultano migliorati o ritornati nei
valori “quasi” normali, espressione della coerenza esterna ed interna
della teoria semeiotico-biofisica illustrata.
Interessante per la comprensione dei rapporti esistenti tra
rimodellamento microvascolare e alterata attività biologica del locale
parenchima è il fatto che nell’epifisi e nel centro della SST-RH
dell’individuo sano sono presenti solo DEB fisiologici tipo II,
caratteristica delle ghiandole a secrezione interna e dei tessuti a
flusso elevato (1-6). Detto altrimenti, quando le cellule tessutali
funzionano fisiologicamente, la microcircolazione avviene regolarmente
all’interno di microvasi strutturati normalmente. Ne consegue che anche
la Riserva Funzionale Microvascolare si attua perfettamente.
Al contrario, in soggetti con Terreno Oncologico, nei centri nervosi
sopra ricordati si osservano costantemente i DEB neoformati-patologici
tipo I, sottotipo b), il cui numero è correlato direttamente sia
all’intensità del caratteristico riflesso ureterale medio, sia ai valori
della durata del riflesso epifisi- e SST-RH-gastrico aspecifico, mentre
esiste una relazione inversa con il tempo di latenza (= acidosi),
diminuito a partire da una “critica” alterazione dell’attività biologica
delle locali cellule neuronali, ma ancora normale (NN = 8 sec.) nel
reale rischio inziale o lieve (Fig. 3).
Meritevole di attenta riflessione ai fini dell’argomento trattato, cioè
la valutazione semeiotico-biofisica ed il significato di queste
strutture microcircolatorie contrattili, è la successione degli eventi
microcircolatori-emoreologici-metabolici sopra riferiti: prima aumenta
il numero dei DEB neoformati patologici, presenti ma in numero limitato
nelle varie costituzioni, dove sono tipici il tempo di latenza “normale”
e il prolungamento non significativo della durata (D) del riflesso
gastrico aspecifico (in media 4 sec.; NN < 4 sec.); in un secondo tempo
– Zona Grigia o Sindrome Pre-Metabolica – il numero dei DEB aumenta
progressivamente, in relazione alla lenta evoluzione verso la patologia,
espressa dall’iniziale e minima riduzione del tempo di latenza; infine,
insorta la malattia, il tempo di latenza si accorcia patologicamente, in
relazione inversa con la gravità dello stato morboso sottostante, e la
durata appare ulteriormente allungata (Fig. 3). Contemporaneamente è
presente la compromissione dei DEB fisiologici in progressivo
incremento.
Ancora una volta, la terapia, dietetica e medicamentosa, per esempio,
del Terreno Oncologico trasforma questa predisposizione congenita al
tumore maligno, solido e liquido, nella sua forma “residua”, non
pericolosa (2).
E’ di fondamentale importanza per la comprensione dei meccanismi
patogenetici alla base sia delle costituzioni semeiotico-biofisiche, sia
del reale rischio e delle varie patologie, ricordare i benefici effetti
svolti in queste condizioni patologiche sull’attività redox
mitocondriale e sulla intensità del rimodellamento microvascolare da
parte di efficaci istangioprotettori, come la carnetina, il Coenzima
Q10, ma soprattutto la Melatonina-Coniugata, secondo Di Bella-Ferrari,
riferiti in precedenti lavori (1-6, 13, 14)
Il “reale rischio” semeiotico-biofisico è un concetto relativamente
nuovo in Medicina, dove svolge un ruolo fondamentale nella prevenzione
primaria delle più frequenti e gravi malattie umane. La recente scoperta
dei DEB tipo I, sottotipo a) e b) patologici, presenti anche in tessuti
dove normalmente i DEB tipo I mancano, ha portato ad una più precisa
definizione del reale rischio dal punto di vista microcircolatorio sia
strutturale sia funzionale.
E’ sufficiente pensare che non tutti gli individui con Terreno
Oncologico mostrano un reale rischio in “tutti” i sistemi biologici, ma
soltanto dove può insorgere il cancro, solido e liquido. Spesso il
medico non riesce a evidenziare il reale rischio oncologico in individui
con la costituzione oncologica, per l’assenza in loco dei DEB
neoformati-patologici tipo I, sottotipo a).
Il “reale rischio”, inoltre, permette finalmente al medico di
riconoscere le lesioni pre-cancerose vere, distinguendole da quelle
“false”: a modo di esempio, non tutti i polipi del colon si trasformano
in tumore maligno, ma soltanto quelli sede di “reale rischio”
oncologico, con le tipiche strutture contrattili patologiche
microvascolari, che definiamo pertanto lesioni pre-cancerose.
E’da tenere presente che una determinata costituzione non evolve
necessariamente verso la relativa patologia. Quando ciò accade, in un
primo tempo si osserva sempre l’accentuazione del “reale rischio” per
aumento del numero dei DEB patologici e l’accentauazione della
dislunzione di quelli fisiologici, con conseguente compromissione della
Riserva Funzionale Microcircolatoria, espressione del lento e graduale
passaggio alla condizione patologica.
Da quanto sopra riferito, notevole è il ruolo svolto nella prevenzione
primaria dal riconoscere e quantificare clinicamente il rimodellamento
microvascolare, presente molti decenni prima della comparsa della
relativa fenomenologia clinica morbosa.
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Dott. Sergio Stagnaro
Fondatore della Semeiotica Biofisica.
16037 Riva Trigoso (Genova)
dottsergio@semeioticabiofisica.it