Presentati, nel corso di
un convegno organizzato dalla Fondazione Irccs Istituto Nazionale dei
Tumori di Milano, i dati del 1° censimento delle strutture riabilitative
in Oncologia, premessa alla prossima pubblicazione di un Libro bianco, e
di alcune metodiche innovative, riguardanti, ad esempio, la
riabilitazione dopo la rimozione dei linfonodi a seguito dell’intervento
per un tumore al seno. Nel corso dell’incontro è stata premiata la
giornalista Cristina Parodi per il suo impegno a sostegno delle
iniziative della FAVO
Carlo Lucchina, Direttore Generale Assessorato alla Sanità della Regione
Lombardia, Giovanni Zotta, Direttore Generale della Ricerca Scientifica
e Tecnologica del Ministero della Salute, Francesco De Lorenzo,
Presidente FAVO, Carlo Borsani, Presidente, Marco Alessandro Pierotti,
Direttore Scientifico e Stefano Zurrida, Direttore Generale della
Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori sono intervenuti, tra gli
altri, nel dibattito organizzato dalla Fondazione IRCCS Istituto
Nazionale dei Tumori di Milano sulla riabilitazione in Oncologia. Nel
corso dell’incontro è stata premiata la giornalista Cristina Parodi per
il suo impegno a sostegno delle iniziative della Federazione Italiane
delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (FAVO).
Alcuni tra i maggiori esperti delle più importanti istituzioni nazionali
che si occupano di ricerca, prevenzione e cura dei tumori hanno
presentato gli sviluppi delle conoscenze in campo riabilitativo, intese
non solo come recupero dell’organo leso su cui si è dovuti intervenire
chirurgicamente e/o farmacologicamente, anche con danni funzionali
rilevanti ma, in senso più ampio, come pieno reinserimento sociale.
L’approccio multidisciplinare, come è stato sottolineato in diversi
interventi, si avvale anche dell’indispensabile impegno delle
associazioni del volontariato in Oncologia, in prevalenza federate nella
FAVO, presenti in modo capillare su tutto il territorio nazionale.
Nel corso del dibattito, tra l’altro, si è parlato di incontinenza e di
linfedema, un gonfiore che colpisce generalmente arti superiori ed
inferiori a seguito del ristagno del liquido linfatico, anche in
conseguenza di interventi di chirurgia oncologica.
In particolare il linfedema all’arto superiore può essere una
conseguenza dell’intervento al seno. Ogni anno in Italia sono circa a
40.000 gli interventi alla mammella, di cui il 50% non segue la
procedura del linfonodo sentinella; di questo 50%, il 17% (3.400
persone) soffre di linfedema cronico, ed è un numero rilevante. A questi
va aggiunto il 20% di linfedema all’arto inferiore, derivanti anche da
interventi oncologici riguardanti la prostata, il melanoma addominale e
gli apparati ginecologici. È importante sensibilizzare tutti all’uso
della procedura del linfonodo sentinella che consente di evitare
l’asportazione di tutti i linfonodi interessati ed evitare così la
creazione di un vuoto dove può ristagnare il liquido linfatico dando
vita, in modo considerevole, a casi di linfedema.
L’altro caso è quello dell’incontinenza derivante, in particolare, da
interventi alla prostata per gli uomini, mentre per le donne può essere
indotta da menopausa generata dalla chemioterapia. Su quest’ultima
patologia all’Istituto Nazionale per i Tumori di Milano le dott.ssa Anna
Bruna Cozza, dell’Unità Terapie Riabilitative e la dott.ssa Bernardina
Stefanon, dell’Unità di Diagnostica Ginecologica, hanno condotto una
ricerca comparata dal 2003 al 2005, su 59 pazienti, di cui 31 (52% del
campione) con età media di 44 anni, che avevano subito un intervento di
chirurgia mammaria e successivi cicli di chemioterapia e 28 donne, di
età media di 53 anni, in menopausa fisiologica con incontinenza dello
stesso grado. Le prime, non potendo utilizzare una terapia farmacologia
ormonale, sono state sottoposte ad una terapia riabilitativa basata, in
particolare, su elettrostimolazioni endovaginali e su esercizi di
chinesiterapia attiva, ottenendo risultati paragonabili a quelli delle
pazienti che avevano potuto utilizzare la terapia ormonale.
Tra gli scopi del convegno, il via alla pubblicazione di un Libro bianco
sulla riabilitazione oncologica, affinché i cittadini sappiano non solo
dove rivolgersi in caso di necessità, ma anche su quali competenze e
strutture possono fare affidamento.
“Sovente - sottolinea il dott. Franco De Conno, Direttore del Centro
Cure Palliative, Terapia del Dolore e Riabilitazione dell’Istituto dei
Tumori di Milano –, molte persone non sanno a chi rivolgersi perché non
sono segnalati centri di assistenza specializzati nelle diverse
tipologie di riabilitazione oncologica”.
Fonte: Fondazione IRCCS INT