Genova Anno V - n°28 - 03.04.2007 Pagine Nazionali

del 30/05/2007

 

Un Libro Bianco sulla Riabilitazione Oncologica


clicMedicina - redazione@clicmedicina.it 

Presentati, nel corso di un convegno organizzato dalla Fondazione Irccs Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, i dati del 1° censimento delle strutture riabilitative in Oncologia, premessa alla prossima pubblicazione di un Libro bianco, e di alcune metodiche innovative, riguardanti, ad esempio, la riabilitazione dopo la rimozione dei linfonodi a seguito dell’intervento per un tumore al seno. Nel corso dell’incontro è stata premiata la giornalista Cristina Parodi per il suo impegno a sostegno delle iniziative della FAVO

Carlo Lucchina, Direttore Generale Assessorato alla Sanità della Regione Lombardia, Giovanni Zotta, Direttore Generale della Ricerca Scientifica e Tecnologica del Ministero della Salute, Francesco De Lorenzo, Presidente FAVO, Carlo Borsani, Presidente, Marco Alessandro Pierotti, Direttore Scientifico e Stefano Zurrida, Direttore Generale della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori sono intervenuti, tra gli altri, nel dibattito organizzato dalla Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano sulla riabilitazione in Oncologia. Nel corso dell’incontro è stata premiata la giornalista Cristina Parodi per il suo impegno a sostegno delle iniziative della Federazione Italiane delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (FAVO).

Alcuni tra i maggiori esperti delle più importanti istituzioni nazionali che si occupano di ricerca, prevenzione e cura dei tumori hanno presentato gli sviluppi delle conoscenze in campo riabilitativo, intese non solo come recupero dell’organo leso su cui si è dovuti intervenire chirurgicamente e/o farmacologicamente, anche con danni funzionali rilevanti ma, in senso più ampio, come pieno reinserimento sociale. L’approccio multidisciplinare, come è stato sottolineato in diversi interventi, si avvale anche dell’indispensabile impegno delle associazioni del volontariato in Oncologia, in prevalenza federate nella FAVO, presenti in modo capillare su tutto il territorio nazionale.

Nel corso del dibattito, tra l’altro, si è parlato di incontinenza e di linfedema, un gonfiore che colpisce generalmente arti superiori ed inferiori a seguito del ristagno del liquido linfatico, anche in conseguenza di interventi di chirurgia oncologica.

In particolare il linfedema all’arto superiore può essere una conseguenza dell’intervento al seno. Ogni anno in Italia sono circa a 40.000 gli interventi alla mammella, di cui il 50% non segue la procedura del linfonodo sentinella; di questo 50%, il 17% (3.400 persone) soffre di linfedema cronico, ed è un numero rilevante. A questi va aggiunto il 20% di linfedema all’arto inferiore, derivanti anche da interventi oncologici riguardanti la prostata, il melanoma addominale e gli apparati ginecologici. È importante sensibilizzare tutti all’uso della procedura del linfonodo sentinella che consente di evitare l’asportazione di tutti i linfonodi interessati ed evitare così la creazione di un vuoto dove può ristagnare il liquido linfatico dando vita, in modo considerevole, a casi di linfedema.

L’altro caso è quello dell’incontinenza derivante, in particolare, da interventi alla prostata per gli uomini, mentre per le donne può essere indotta da menopausa generata dalla chemioterapia. Su quest’ultima patologia all’Istituto Nazionale per i Tumori di Milano le dott.ssa Anna Bruna Cozza, dell’Unità Terapie Riabilitative e la dott.ssa Bernardina Stefanon, dell’Unità di Diagnostica Ginecologica, hanno condotto una ricerca comparata dal 2003 al 2005, su 59 pazienti, di cui 31 (52% del campione) con età media di 44 anni, che avevano subito un intervento di chirurgia mammaria e successivi cicli di chemioterapia e 28 donne, di età media di 53 anni, in menopausa fisiologica con incontinenza dello stesso grado. Le prime, non potendo utilizzare una terapia farmacologia ormonale, sono state sottoposte ad una terapia riabilitativa basata, in particolare, su elettrostimolazioni endovaginali e su esercizi di chinesiterapia attiva, ottenendo risultati paragonabili a quelli delle pazienti che avevano potuto utilizzare la terapia ormonale.

Tra gli scopi del convegno, il via alla pubblicazione di un Libro bianco sulla riabilitazione oncologica, affinché i cittadini sappiano non solo dove rivolgersi in caso di necessità, ma anche su quali competenze e strutture possono fare affidamento.

“Sovente - sottolinea il dott. Franco De Conno, Direttore del Centro Cure Palliative, Terapia del Dolore e Riabilitazione dell’Istituto dei Tumori di Milano –, molte persone non sanno a chi rivolgersi perché non sono segnalati centri di assistenza specializzati nelle diverse tipologie di riabilitazione oncologica”.

Fonte: Fondazione IRCCS INT
 


   






  

 


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