Debutta la nuova tecnica basata sulla colorazione delle cellule, messa a
punto dai ricercatori del 'Medical Research Council's Cancer Cell Unit'
del Regno Unito, in collaborazione con quelli del Kidwai Memorial
Hospital di Bangalore in India. Per leggere le strisce del pap-test
servono infatti competenze altamente specializzate che si acquistano
solo dopo anni di esperienza. La mancanza di esperti, unita a laboratori
spesso non attrezzati adeguatamente, può rendere la lettura del pap-test
alquanto difficoltosa nei paesi in via di sviluppo. Solo in India, ogni
anno viene diagnosticato il tumore della cervice uterina a più di
126mila donne, quando in Europa le cifre sono molto più basse, con 3.500
nuovi casi l'anno in Italia e 2.800 in Gran Bretagna. La nuova tecnica
messa a punto dai ricercatori inglesi, che ne stanno studiando una
versione anche per l'Inghilterra, permetterà di sopperire a queste
difficoltà 'logistiche' grazie alla sua estrema facilità e velocità. Il
team di scienziati ha infatti confrontato, su 455 donne, l'efficacia del
pap-test con quella del test a colorazione per l'Mcm, analisi in grado
di individuare le proteine che sono presenti sulla superficie delle
cellule cancerose o pre-cancerose.
Il risultato è stato che con quest'ultima tecnica a colorazione i
ricercatori hanno impiegato solo due minuti per individuare le cellule
cancerose contro i 10 minuti del pap-test, con il 100% di accordo
sull'esito nel primo caso, e dell'85% nel secondo. Inoltre, dieci casi
di cellule cancerose sono stati individuati con l'Mcm e non con il pap
test. A differenza del pap-test, dove le cellule cancerose vengono
individuate ma rimangono più confuse, e quindi più difficili da vedere,
nel test per l'Mcm spiccano soltanto quelle cancerose, rendendo quindi
la diagnosi più facile e veloce. "Un test che consente di trovare le
cellule cancerose - spiega Nick Coleman, coordinatore dello studio - con
più facilità, velocità e un maggior grado di sicurezza dovrebbe rendere
disponibile a più donne lo screening per il tumore del collo
dell'utero". Una forma di tumore che è la seconda causa di morte in
Europa, per cancro, tra le giovani tra 15 e 44 anni, dopo il tumore del
seno. Nel nostro Paese in particolare sono 1.700 le donne che ogni anno
ne muoiono, con il più alto di tasso di incidenza in Lombardia,
Campania, Lazio e Sicilia. Nonostante la paura però, la prevenzione è
ancora poco sviluppata.
Le ragazze italiane tra 25 e 29 anni non si sottopongono al pap-test con
regolarità, soprattutto al Sud, dove lo esegue solo una donna su due.
Più attente le donne tra 45 e 54 anni, in particolare nel nord-est. Ma
ad affiancarsi in futuro al pap-test, in uso dagli anni '50, potrebbe
non essere solo questa nuova tecnica, ma anche una serie di nuovi test
genetici già esistenti o in corso di sviluppo, tra cui quello che
individua la presenza di ben 13 tipi del papilloma virus oltre al
vaccino da poco in commercio contro lo stesso virus, responsabile del
tumore al collo
dell'utero.
Fonte: merqurio editore