Genova Anno V - n°28 - 03.04.2007 Pagine Nazionali

del 19/04/2007

 

Addio pap-test, arriva la colorazione


clicMedicina - redazione@clicmedicina.it

Debutta la nuova tecnica basata sulla colorazione delle cellule, messa a punto dai ricercatori del 'Medical Research Council's Cancer Cell Unit' del Regno Unito, in collaborazione con quelli del Kidwai Memorial Hospital di Bangalore in India. Per leggere le strisce del pap-test servono infatti competenze altamente specializzate che si acquistano solo dopo anni di esperienza. La mancanza di esperti, unita a laboratori spesso non attrezzati adeguatamente, può rendere la lettura del pap-test alquanto difficoltosa nei paesi in via di sviluppo. Solo in India, ogni anno viene diagnosticato il tumore della cervice uterina a più di 126mila donne, quando in Europa le cifre sono molto più basse, con 3.500 nuovi casi l'anno in Italia e 2.800 in Gran Bretagna. La nuova tecnica messa a punto dai ricercatori inglesi, che ne stanno studiando una versione anche per l'Inghilterra, permetterà di sopperire a queste difficoltà 'logistiche' grazie alla sua estrema facilità e velocità. Il team di scienziati ha infatti confrontato, su 455 donne, l'efficacia del pap-test con quella del test a colorazione per l'Mcm, analisi in grado di individuare le proteine che sono presenti sulla superficie delle cellule cancerose o pre-cancerose.

Il risultato è stato che con quest'ultima tecnica a colorazione i ricercatori hanno impiegato solo due minuti per individuare le cellule cancerose contro i 10 minuti del pap-test, con il 100% di accordo sull'esito nel primo caso, e dell'85% nel secondo. Inoltre, dieci casi di cellule cancerose sono stati individuati con l'Mcm e non con il pap test. A differenza del pap-test, dove le cellule cancerose vengono individuate ma rimangono più confuse, e quindi più difficili da vedere, nel test per l'Mcm spiccano soltanto quelle cancerose, rendendo quindi la diagnosi più facile e veloce. "Un test che consente di trovare le cellule cancerose - spiega Nick Coleman, coordinatore dello studio - con più facilità, velocità e un maggior grado di sicurezza dovrebbe rendere disponibile a più donne lo screening per il tumore del collo dell'utero". Una forma di tumore che è la seconda causa di morte in Europa, per cancro, tra le giovani tra 15 e 44 anni, dopo il tumore del seno. Nel nostro Paese in particolare sono 1.700 le donne che ogni anno ne muoiono, con il più alto di tasso di incidenza in Lombardia, Campania, Lazio e Sicilia. Nonostante la paura però, la prevenzione è ancora poco sviluppata.

Le ragazze italiane tra 25 e 29 anni non si sottopongono al pap-test con regolarità, soprattutto al Sud, dove lo esegue solo una donna su due. Più attente le donne tra 45 e 54 anni, in particolare nel nord-est. Ma ad affiancarsi in futuro al pap-test, in uso dagli anni '50, potrebbe non essere solo questa nuova tecnica, ma anche una serie di nuovi test genetici già esistenti o in corso di sviluppo, tra cui quello che individua la presenza di ben 13 tipi del papilloma virus oltre al vaccino da poco in commercio contro lo stesso virus, responsabile del tumore al collo
dell'utero.

Fonte: merqurio editore


   






  

 


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