Il 2 Aprile 2007, nell’Ospedale Universitario di Strasburgo, il Prof
Jacques Marescaux e la sua equipe hanno effettuato con successo la prima
operazione senza cicatrici, realizzando, con l’aiuto di un endoscopio
flessibile introdotto attraverso la vagina, la ablazione della colecisti
biliare (colecistectomia) in una giovane paziente di 30 anni.
Questa prima operazione, chiamata “Operazione Anubis”, è stata
presentata lo scorso fine settimana a Las Vegas al congresso della
Società Americana di Chirurgia Endoscopica (SAGES) ed è stata accolta
con grande entusiasmo.
Il progetto Anubis mira a sviluppare una chirurgia senza incisioni
parietali, sfruttando gli orifizi naturali. Prende il suo nome daIla
mitologia egiziana, nella quale si riporta la storia di Anubis, che,
attraverso dei lunghi strumenti flessibili riusciva a realizzare la
prima mummificazione ridonando poi vita a Osiris.
La nascita della chirurgia miniinvasiva ha rappresentato sicuramente uno
dei più grandi cambiamenti che il mondo chirurgico abbia mai conosciuto
nel ventesimo secolo, infrangendo così l’opinione « grande incisione =
grande chirurgo ».
Nel 1987 il chirurgo francese Philippe Mouret riusciva a realizzare la
prima colecistectomia per via laparoscopica e a quell’epoca i paesi
anglofoni, riferendosi alla performance, parlarono di « seconda
rivoluzione francese ».
La chirurgia endoscopica transluminale attraverso gli orifizi naturali è
nata invece nel 2004 ed è rimasta sino ad oggi un campo di ricerca
sperimentale.
Un momento importante verso l’applicazione nell’uomo di questo approccio
si è verificato il 20 marzo 2007 quando un’equipe della Columbia
University di New York ha eseguito un primo intervento attraverso gli
orifizi naturali utilizzando una tecnica mista, transvaginale e
transaddominale, con l’utilizzo di 3 trocar laparoscopici. (New York
Times,20 Aprile 2007 – San Francisco Chronicle , 20 Aprile 2007).
L’operazione Anubis, realizzata senza alcuna incisione cutanea,
rappresenta certamente un passo determinante verso il concetto piu’
estremo di chirurgia non invasiva. Lo stadio successivo sara’ certamente
rappresentato dalla sperimentazione e validazione clinica di altre vie
di accesso naturali quale quella gastrica, essendo quest’ultima senza
dubbio la più seducente.
Le ragioni di questo nuovo approccio chirurgico sono: la diminuzione o
assenza di dolore postoperatorio; la facilita’ di accesso ad alcuni
organi; l’assenza di trauma alla parete addominale; un migliore
risultato estetico e, come suo corollario, la fine della aggressione
fisica della chirurgia; infine, rappresenta un ulteriore passo in avanti
della ricerca scientifica e tecnologica per ridurre sempre più il trauma
fisico ed emotivo legato alla chirurgia classica.
Il successo dell’operazione, realizzata presso l’Ospedale Universitario
di Strasburgo, è il risultato di tre anni di ricerche nel quadro del
progetto Anubis afferente al Polo di Competitivita’ mondiale
“Innovazioni Terapeutiche”.
Questo progetto rappresenta un esempio riuscito di sinergia di più
attori istituzionali, scientifici e industriali nel campo delle scienze
biomediche. A questo progetto hanno lavorato l’IRCAD-EITS-Institut de
Recherche contre les Cancers de l'Appareil Digestif della Università
Louis Pasteur di Strasburgo (Francia), un istituto dinamico di Ricerca e
di Formazione di fama Internazionale; Karl Storz Endoscopia, un gigante
della industria nel campo della chirurgia miniinvasiva; l’Ospedale
Universitario di Strasburgo, vero e proprio elemento chiave, che ha
permesso il rapido ed efficace trasferimento in ambito clinico di una
esperienza acquisita in condizioni sperimentali.
Fonte: Noesis