Si conclude nella Capitale la presentazione a livello regionale dei
risultati del progetto Meridiano Sanità organizzato da Ambrosetti – The
European House.
La regione italiana alle prese con una situazione difficile in termini
di spesa sanitaria: con il piano di rientro concordato con il Governo,
si avvia una ristrutturazione che dovrà portare alla razionalizzazione
della rete ospedaliera e al contenimento delle principali voci di spesa.
Insieme alla Sicilia e alla Campania, il Lazio è una tra le Regioni
italiane con una situazione particolarmente difficile per quanto
riguarda la sanità: il grave deficit di bilancio ha reso necessario un
piano di rientro concordato con il Governo che, se scongiura
l’emergenza, non risparmia alla Regione la sfida di una riorganizzazione
profonda.
A partire dalla razionalizzazione della rete delle strutture, che nella
Regione oggi appare sovradimensionata, con il numero di posti letto di
gran lunga più elevato del Paese: 4,61 posti letto per acuti ogni mille
abitanti e 1,16 posti letto riservati alle strutture riabilitative,
contro una media nazionale rispettivamente di 4,09 e 0,55. O affrontando
il contenimento dei costi, che risultano superiori alla media nazionale
per quanto riguarda il costo medio per ricovero (5.717 Euro vs 3.735
Euro), per posto letto (257.066 Euro vs 183.291 Euro), e quelli per il
personale (44.899 Euro vs 40.557 Euro).
Fattori che contribuiscono ad alimentare il disavanzo della spesa
sanitaria, che nel 2005 è risultato pari a ben 1.397 milioni di Euro.
Intorno al futuro della sanità del Lazio e alle possibili soluzioni per
uscire dall’emergenza si confrontano oggi a Roma – in un incontro che si
svolge all’Hotel St. Regis, presieduto e moderato da Giuliano Giubilei,
giornalista Rai – i massimi esponenti della sanità regionale e nazionale
a partire da Augusto Battaglia, Assessore alla Sanità della Regione
Lazio, Claudio Clini, Direttore dell’Agenzia Sanità Pubblica della
Regione Lazio, Elio Guzzanti, Direttore Scientifico dell'IRCCS OASI di
Troina, già Ministro della Sanità e membro dell’Advisory Board di
Meridiano Sanità, Domenico Iscaro, Presidente, ANAAO – ASSOMED e membro
del Tavolo Tecnico delle Professioni Mediche e Infermieristiche di
Meridiano Sanità, Ignazio Marino, Presidente, Commissione Igiene e
Sanità del Senato e Serafino Zucchelli, Sottosegretario al Ministero
della Salute.
L’occasione è la presentazione dei risultati del progetto Meridiano
Sanità, affidata ad Andrea Beretta Zanoni, Coordinatore dei Tavoli
Tecnici dell’iniziativa. Meridiano Sanità è una piattaforma forum di
discussione che per oltre 15 mesi ha messo a confronto i massimi esperti
e i rappresentanti di tutte le principali professioni e le associazioni
della sanità italiana, con l’obiettivo di formulare una serie di
proposte per migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria. I
risultati di questo lavoro sono stati presentati in giro per l’Italia,
in un ciclo di road showincontri nelle regioni italiane.
Il quadro della sanità laziale che viene discusso oggi è a luci e ombre.
Se dal punto di vista epidemiologico il Lazio non presenta situazioni di
allarme – l’incidenza delle patologie più diffuse non si discosta dalla
media nazionale – è sempre sul versante dei conti che si appuntano le
maggiori preoccupazioni. La sanità del Lazio, infatti, assorbe quasi il
10 per cento della spesa sanitaria pubblica nazionale. È la seconda
Regione italiana che spende di più per la sanità (10,3 miliardi di Euro
tra spesa pubblica e privata) ma destina poche risorse alla prevenzione
(3 per cento rispetto alla media nazionale del 3,87 per cento).
Per quanto riguarda la spesa sanitaria pubblica pro capite, il Lazio
presenta un valore superiore alla media nazionale (1.816 Euro rispetto a
1.618 Euro).
E a un sistema sanitario in affanno corrisponde una situazione
demografica che richiede sempre maggiore attenzione: il Lazio è al
secondo posto tra le Regioni italiane per numero di abitanti “65 anni e
oltre”. Risultano residenti infatti 990.754 anziani, pari all’8,7 per
cento di tutta la popolazione over 65 del Paese.
A questo proposito, un’area da sviluppare certamente sarà la creazione
di strutture e servizi per l’assistenza agli anziani.
Fonte: Proforma