Genova Anno V - n°28 - 03.04.2007 Pagine Nazionali

del 06/06/2007

 

Il Lazio verso una nuova governance della sanità


clicMedicina - redazione@clicmedicina.it 

Si conclude nella Capitale la presentazione a livello regionale dei risultati del progetto Meridiano Sanità organizzato da Ambrosetti – The European House.
La regione italiana alle prese con una situazione difficile in termini di spesa sanitaria: con il piano di rientro concordato con il Governo, si avvia una ristrutturazione che dovrà portare alla razionalizzazione della rete ospedaliera e al contenimento delle principali voci di spesa.

Insieme alla Sicilia e alla Campania, il Lazio è una tra le Regioni italiane con una situazione particolarmente difficile per quanto riguarda la sanità: il grave deficit di bilancio ha reso necessario un piano di rientro concordato con il Governo che, se scongiura l’emergenza, non risparmia alla Regione la sfida di una riorganizzazione profonda.


A partire dalla razionalizzazione della rete delle strutture, che nella Regione oggi appare sovradimensionata, con il numero di posti letto di gran lunga più elevato del Paese: 4,61 posti letto per acuti ogni mille abitanti e 1,16 posti letto riservati alle strutture riabilitative, contro una media nazionale rispettivamente di 4,09 e 0,55. O affrontando il contenimento dei costi, che risultano superiori alla media nazionale per quanto riguarda il costo medio per ricovero (5.717 Euro vs 3.735 Euro), per posto letto (257.066 Euro vs 183.291 Euro), e quelli per il personale (44.899 Euro vs 40.557 Euro).


Fattori che contribuiscono ad alimentare il disavanzo della spesa sanitaria, che nel 2005 è risultato pari a ben 1.397 milioni di Euro.


Intorno al futuro della sanità del Lazio e alle possibili soluzioni per uscire dall’emergenza si confrontano oggi a Roma – in un incontro che si svolge all’Hotel St. Regis, presieduto e moderato da Giuliano Giubilei, giornalista Rai – i massimi esponenti della sanità regionale e nazionale a partire da Augusto Battaglia, Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Claudio Clini, Direttore dell’Agenzia Sanità Pubblica della Regione Lazio, Elio Guzzanti, Direttore Scientifico dell'IRCCS OASI di Troina, già Ministro della Sanità e membro dell’Advisory Board di Meridiano Sanità, Domenico Iscaro, Presidente, ANAAO – ASSOMED e membro del Tavolo Tecnico delle Professioni Mediche e Infermieristiche di Meridiano Sanità, Ignazio Marino, Presidente, Commissione Igiene e Sanità del Senato e Serafino Zucchelli, Sottosegretario al Ministero della Salute.


L’occasione è la presentazione dei risultati del progetto Meridiano Sanità, affidata ad Andrea Beretta Zanoni, Coordinatore dei Tavoli Tecnici dell’iniziativa. Meridiano Sanità è una piattaforma forum di discussione che per oltre 15 mesi ha messo a confronto i massimi esperti e i rappresentanti di tutte le principali professioni e le associazioni della sanità italiana, con l’obiettivo di formulare una serie di proposte per migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria. I risultati di questo lavoro sono stati presentati in giro per l’Italia, in un ciclo di road showincontri nelle regioni italiane.


Il quadro della sanità laziale che viene discusso oggi è a luci e ombre. Se dal punto di vista epidemiologico il Lazio non presenta situazioni di allarme – l’incidenza delle patologie più diffuse non si discosta dalla media nazionale – è sempre sul versante dei conti che si appuntano le maggiori preoccupazioni. La sanità del Lazio, infatti, assorbe quasi il 10 per cento della spesa sanitaria pubblica nazionale. È la seconda Regione italiana che spende di più per la sanità (10,3 miliardi di Euro tra spesa pubblica e privata) ma destina poche risorse alla prevenzione (3 per cento rispetto alla media nazionale del 3,87 per cento).


Per quanto riguarda la spesa sanitaria pubblica pro capite, il Lazio presenta un valore superiore alla media nazionale (1.816 Euro rispetto a 1.618 Euro).


E a un sistema sanitario in affanno corrisponde una situazione demografica che richiede sempre maggiore attenzione: il Lazio è al secondo posto tra le Regioni italiane per numero di abitanti “65 anni e oltre”. Risultano residenti infatti 990.754 anziani, pari all’8,7 per cento di tutta la popolazione over 65 del Paese.
A questo proposito, un’area da sviluppare certamente sarà la creazione di strutture e servizi per l’assistenza agli anziani.

Fonte: Proforma

   






  

 


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