Genova Anno V - n°28 - 03.04.2007 Pagine Nazionali

Migliorare la salute fisica nella schizofrenia


Oltre 4.000 psichiatri europei, tra i quali 749 italiani, hanno indicato in larga maggioranza, che esiste uno spazio di miglioramento nelle strategie per la gestione della salute fisica nei soggetti affetti da schizofrenia

I nuovi dati presentati al XV Congresso Europeo di Psichiatria, l’appuntamento annuale della più grande associazione di psichiatri di Europa (AEP) indicano che, secondo l'84% degli psichiatri europei intervistati, l'incremento di peso e le alterazioni metaboliche legate al trattamento antipsicotico rappresentano l'effetto più problematico di queste terapie.

Il questionario “European Physical Health in Schizophrenia Survey – PHSS è stato inviato a oltre 50.000 psichiatri e, ad oggi, sono state analizzate le risposte di 4.220 partecipanti di 14 Paesi diversi. Gli intervistati hanno risposto a 10 domande concernenti il controllo della salute fisica e l'impatto della terapia antipsicotica sulla salute fisica dei pazienti affetti da schizofrenia.

Mentre l'87% degli psichiatri ha attribuito alla salute fisica valori da "importante" a "estremamente importante", meno della metà (42%) dichiara di effettuare regolarmente un controllo della salute fisica dei pazienti durante le normali visite.

Il passaggio dall’utilizzo di antipsicotici di prima generazione a quella di antipsicotici di seconda generazione ha contribuito a ridurre alcuni degli effetti collaterali debilitanti e spesso responsabili dell'isolamento sociale, come i sintomi extrapiramidali, nonché a fornire una più ampia gamma di misure di controllo dei sintomi. Tuttavia, gli antipsicotici di seconda generazione non sono uguali e alcuni sono stati associati a significative variazioni di peso e ad anomalie metaboliche. A ciò ha fatto seguito un crescente interesse per i parametri metabolici dei pazienti e per i farmaci utilizzati per la cura della schizofrenia.

L'associazione tra schizofrenia e alterazioni metaboliche è un fatto consolidato, ma mentre la causa diretta non è stata ancora individuata, l'impatto è invece manifesto. Il rischio di mortalità per malattie cardiovascolari dei soggetti affetti da schizofrenia è di due volte superiore rispetto alla popolazione normale, in parte a causa dei tassi di prevalenza più elevati dei fattori di rischio cardiovascolari quali ipertensione, dislipidemia, obesità e diabete in questa popolazione di pazienti.

Rispetto all'impatto sulla salute fisica dei pazienti, gli psichiatri intervistati dichiarano che l’aderenza alle terapie rappresenta il problema maggiore (41%), seguito dall'aumento della mortalità (37%). Nonostante la grande importanza che gli psichiatri attribuiscono alla salute fisica, è emersa nuovamente una ridotta frequenza dei controlli: il 16% dichiara infatti di non aver mai condotto un esame sullo stato fisico, il 27% di averlo condotto durante la prima visita e, meno della metà (42%), di averlo effettuato quasi a ogni visita.

Nel questionario, si chiede agli psichiatri di illustrare la loro posizione nei riguardi dell'incremento di peso, dovuto al trattamento, e dei risultati emersi sulle possibilità di ulteriori miglioramenti:
• Mentre l'86% fornisce istruzioni per la dieta e lo stile di vita e il 53% effettua controlli sul peso, la maggioranza degli psichiatri (67%) considera inefficaci i programmi di intervento sull'incremento di peso
• Il 53% opterebbe per modificare la cura e il 52% passerebbe a un'altra forma di trattamento
• Il 29% dei pazienti viene mandato da un dietologo o da uno specialista in problemi di obesità
• Solo il 6% effettua la misurazione della circonferenza vita, un test semplice e non invasivo per i pazienti in una fase iniziale di diabete e obesità.

I risultati dell’indagine dimostrano il ruolo decisivo che gli psichiatri possono svolgere nella gestione della salute fisica. Introdurre semplici sistemi di controllo nella pratica clinica giornaliera, oggi, può aiutare a prevenire inutili condizioni co-patologiche quali l'incremento di peso, nonché a migliorare la qualità della vita dei pazienti affetti da schizofrenia. Il controllo dello stato di salute è un passo importante per ridurre il divario di aspettativa di vita tra i soggetti affetti da schizofrenia e la popolazione normale.

 






  

 

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