Genova Anno V - n°28 - 03.04.2007 Pagine Nazionali

Perchè le donne vivono più degli uomini


Prof. Carlo Foresta

Paladini del cuore femminile. Sono gli estrogeni che le donne devono ringraziare se vivono più degli uomini. Nelle donne infatti gli estrogeni esercitano un ruolo fondamentale nella protezione del funzionamento delle arterie attraverso la liberazione delle cellule progenitrici endoteliali del midollo: quest’effetto giustifica la minor frequenza di malattie cardiovascolari nella donna durante il periodo fertile.
Il meccanismo è stato scoperto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Padova, coordinati dal Professor Carlo Foresta, direttore del Centro di crioconservazione dei gameti maschili. Lo studio sta per essere pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica “Clinical Endocrinology”.

Lo stato funzionale delle arterie viene mantenuto da cellule staminali presenti nel midollo osseo, che vengono rilasciate nel sangue e si localizzano dove è presente una lesione delle pareti delle arterie, partecipando alla riparazione delle stesse. Queste cellule, definite cellule progenitrici endoteliali, possono essere quantificate nel sangue e, quando il loro numero è basso, vi è un maggior rischio di patologia cardiovascolare.

Gli studiosi padovani hanno dimostrato che gli estrogeni sono in grado di aumentare il numero delle cellule progenitrici endoteliali, quindi di contrastare il pericolo cardiovascolare.
L’esperimento è stato condotto su 45 donne afferenti all’Azienda ospedaliera di Padova: 30 donne durante le diverse fasi del ciclo e 15 sottoposte a stimolazione ovarica, con conseguente aumento della produzione degli estrogeni per cicli di fecondazione assistita. Lo studio è stato condotto in collaborazione con il professor Guido Ambrosini della Clinica ostetrica di Padova.

I ricercatori hanno documentato che le cellule progenitrici endoteliali vengono fortemente stimolate in vitro dagli estrogeni con conseguente aumento del loro numero, possedendo infatti recettori specifici per gli estrogeni.
Questi risultati dimostrano per la prima volta che nella donna gli estrogeni ricoprono una funzione fondamentale nel ridurre la frequenza di malattie cardiovascolari durante il periodo fertile.

“Le malattie cardiovascolari sono state considerate per molto tempo una quasi esclusiva del sesso maschile. Nell’uomo infatti queste patologie – sottolinea il Professor Carlo Foresta - insorgono in età più giovanile rispetto alla donna che prima della menopausa sembra essere protetta dagli ormoni estrogeni. Nelle donne la frequenza delle malattie cardiovascolari sale progressivamente, fino ad equipararsi e a superare quella dell’uomo, dopo la menopausa quando le ovaie non producono più estrogeni. Gli estrogeni pertanto sembrano proteggere lo stato funzionale delle arterie indipendentemente dai fattori di rischio per malattie cardiovascolari”.

Fattori di rischio rilevati dall’ Osservatorio nazionale Epidemiologico Cardiovascolare del Ministero della Salute: il 30% degli uomini fuma (17 sigarette al giorno in media) così come il 21% delle donne (13 sigarette al giorno in media), il 34% degli uomini e il 46% delle donne non svolge alcuna attività fisica durante il tempo libero, il 20% degli uomini e il 24% delle donne ha una colesterolemia totale elevata, cioè uguale o superiore a 240 mg/dl, il 33% degli uomini e il 30% delle donne ha una pressione arteriosa uguale o superiore elevata, cioè maggiore di 160-95 mmHg, oppure sotto trattamento farmacologico specifico, il 18% degli uomini e il 22% delle donne sono obesi, l’8% degli uomini e il 6% delle donne sono diabetici.

 






  

 

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>>>continua



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