Genova Anno V - n°28 - 03.04.2007 Pagine Nazionali

del 04/05/2007

 

Lettera al ministro della Sanità

Disperato appello: "aiutatemi altrimenti uccido marito e figlio"


clicMedicina - redazione@clicmedicina.it 

Questa lettera la mando al ministro della Sanità perché come me ci sono migliaia di persone anche che conosco. Se non mi aiutano e non mandano mio figlio in comunità, lo giuro: prima aiuto mio marito a morire perché capisce tutto e piange continuamente, e poi la faccio finita io e mio figlio. Sono stanca. Io ho 71 anni, mio marito 76.


Siamo due invalidi al cento per cento. Io seguita dal Centro d'igiene mentale per depressione cronica da 50 anni e inoltre quasi inferma per artrosi cervicale e osteoporosi. Mio marito infermo da 4 anni dopo due ictus non parla è paralizzato, devo assisterlo io. Oltre all'assistenza mattina e sera devo dargli da mangiare e tutto il resto. Inoltre ho perso una figlia di 38 anni per tumore al seno dopo cinque anni di sofferenze.


Ho un figlio di 43 anni con 27 anni di droghe, dopo due volte in comunità è stato bene per 10 anni, ora da due anni è ricaduto, si è separato e ha un figlio di 17 anni. Ora vive con me, ha il diploma di cuoco e di assistente domiciliare, è seguito dal Sert ma lo imbottiscono di metadone che gli ha danneggiato il cervello, vuole andare in comunità ma per Agnelli e per Maradona c'è subito il ricovero e per i nostri ragazzi niente.


Ci vogliono anni faremo ora a morire: e ne ho visti tanti. Mio figlio è stato ricoverato due mesi fa per disintossicarsi per merito di un medico con un po' di coscienza perché con il Sert non c'è niente da fare. Ora ogni tanto quando riesce a trovare i soldi si buca perché ha perso il lavoro. In questi anni ci ha rovinato economicamente e ora i soldi della pensione ci servono per pagare i suoi debiti con le banche e gli avvocati, non riesco a pagare l'affitto e le bollette.


Ho 1.300 euro indietro di riscaldamento, siamo ridotti alla fame, lui va a mangiare al Betania e quando lo lascio fuori casa perché non ne posso più, dorme sulle panchine.


Ho chiesto più volte aiuto agli assistenti sociali alla Caritas senza nessun risultato.
 

Annamaria Bernardi Venezia

 

Fonti:

appello apparso su "La Nuova Venezia", richiesta di pubblicazione Associazione Italiana Psichiatri

 

   






  

 


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